Giugno 2014. Ci incamminiamo nella parte boschiva per seguire un lungo spostamento stradale (GR 52 A). Raggiunta la Baisse de Géréone lasciamo, a sinistra, il percorso che conduce ai Balconi di Marta e proseguiamo sulla sterrata, tra pini silvestri e larici, che in sali scendi taglia le pendici della Crête du Rionard.

Segnaletica alla Baisse de Géréone

Il colore dominante in questo periodo è il giallo dovuto alla numerosa presenza di ginestre. Dopo aver aggirato un costone, entriamo nell’avvallamento dell’ampio Vallon de Groa e lo percorriamo eseguendo un lungo semicerchio verso destra, avendo di fronte, e ben visibile, l’intaglio del Balcone di Marta.

L’ampia strada di salita (GR 52 A)


Tratto tra i pini

Ci sembra strano trovare ancora in questo periodo neve all’interno dei canaloni più incassati.

La presenza di neve nei canaloni

Dopo aver superato alcuni tornanti, puntiamo verso sud passando nei pressi della Fontaine de Vastéra. Poco prima della Baisse de Lugo incrociamo il sentiero di discesa per Fontan e, più avanti, la Fontaine des Chiens (probabilmente così chiamata perché solo i cani riescono ad abbeverarsi). Subito dopo incontriamo il cartello (balise n. 204) di discesa per Fontan (attraverso il vallon de Fontaine Froide). Levando lo sguardo verso sud, notiamo in alto un bel roccione; è proprio da lì che dovremo passare.

Pochi metri dopo abbandoniamo la strada che prosegue oltre, verso la Baisse d’Anan per infilarci, a sinistra, sul sentiero che trasversalmente inizia la salita sotto la cresta della Pointe de Lugo attraversando un boschetto di larici.

In salita tra i larici

Nel tratto che precede la pietraia

Saliamo tagliando poco dopo una pietraia, poi procediamo in salita sempre più erta verso la zona rocciosa che abbiamo visto in precedenza dalla Fontana dei cani.

Verso la zona rocciosa…

…nel tratto più ripido

Perveniamo così ad una piccola balconata rocciosa molto panoramica sulla bassa e alta Val Roya.

Sulla panoramica balconata

La Pointe de Lugo (1929 m)

Dalla balconata rocciosa, vista sul Mont Bégo…

…e sulla lontana Rocca dell’Abisso

Il tempo di bere un bicchier d’acqua poi proseguiamo la marcia sul sentiero che si infila nel boschetto. Quando le tracce si confondono le abbandoniamo iniziando a salire tra i larici in direzione est. Superato un primo bosco di larici entriamo in una radura ascendente verso la sella che precede la cima di Anan.

In salita verso la cresta

Salendo, udiamo dei campanacci delle pecore. Memori di un cartello trovato lungo il cammino che ci avvisava di prestare attenzione ai cani da guardia delle greggi, puntiamo molto più a sinistra verso la Pointe de Lugo. In ripida salita lungo i prati, ed a debita distanza dal gregge, veniamo comunque raggiunti da due grossi cani che hanno però compreso le nostre buone intenzioni. Non potendo più puntare direttamente alla Cima di Anan, saliamo sulla cresta che prosegue verso la Pointe Lugo arrivando alla quota di 1829 metri.

Veduta sul Monte Toraggio

La Cima di Anan, più spostata a sud, non la potremo salire anche dopo un secondo tentativo perché i cani sono rimasti lì in agguato.

Dal punto più alto raggiunto, veduta sulla cima di Anan

Non ci rimane che rinunciare e tornare sui nostri passi scendendo prima alla balconata rocciosa, posto stupendo per pranzare, poi sulla lunga strada che ci riporta alla Baisse de Géréone e poi alla macchina.

Ritorno alla balconata panoramica

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 2, 1:25.000Carta A.S.F. 2, 1:25.000, Moyenne Roya, Val Nervia e Argentina, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Cima di Anan
Cima di Anan (213 kB)

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