3 luglio 2014. Le previsioni annunciano una finestra di tempo buono per la mattinata. Ne approfittiamo per un’escursione veloce, non troppo impegnativa. Da tempo desideriamo recarci sulla Cima Cars, considerata molto panoramica su ampia parte delle Alpi Liguri. Scegliamo proprio questo momento perché, dopo le piogge di giugno, siamo certi di trovare il periodo migliore della fioritura del rododendro e di centinaia di altre specie di fiori dagli svariati colori.

Per raggiungere la base di questa escursione, da Cuneo, raggiungiamo Chiusa Pesio. Dopo la salita al Mortè, scendiamo sulla strada di Villanova. Alla rotonda di Roccaforte svoltiamo a destra per Prea, poi per Rastello seguendo infine la strada che si inoltra per svariati chilometri nel vallone e che termina a Ponte Chiappa.

Poiché la strada è in alcuni punti dissestata preferiamo fare un po’ di cammino a piedi lasciando l’auto al termine di un tratto d’asfalto (due chilometri circa dopo il Ponte Murato) e due tornanti prima di raggiungere il bivio per il rifugio Comino (1461 m). Il bivio per il rifugio è situato proprio sotto la mole del Cars che spicca imponente alla nostra destra (sinistra orografica) ed è indicato dalla palina n. 24 (sentiero G07).

Abbandonata la sterrata che prosegue verso il pian Marchisio, deviamo sulla destra percorrendo un sentiero che taglia trasversalmente le ripidissime pendici del Cars, regalandoci durante l’ascesa scenari spettacolari verso la testata della valle.

Il sentiero tra la folta vegetazione

Guardando alle nostre spalle

Il rifugio Comino posto su un poggio prativo

Dopo un po’ ci addentriamo in un breve boschetto di faggi, poi ne usciamo passando nei pressi di un mini laghetto artificiale che serve da abbeveratoio per le mucche. Proseguendo leggermente verso sinistra della valletta incassata saliamo un buon tratto verso l’imbuto prima di riattraversare verso destra e raggiungere il rifugio Comino (1785 m).

Cima delle Saline

La cima Cars, dal rifugio Comino

Dal rifugio continuiamo la salita sul grande prato e, dopo qualche minuto, approdiamo al cippo del cosiddetto Casino, o valico, del Cars (1864 m),  sul displuvio che separa la Val Ellero dalla Valle Pesio.

Arrivo al valico, o Casino del Cars

La rampa del Carset e, in fondo a sinistra, la cima Cars

Qui ci godiamo il panorama verso la Bisalta e la Cima Gardiola, raggiunta con le ciastre solamente due mesi fa. Svoltando ora verso sinistra (sud) seguiamo la traccia (palina rif. Garelli e Cima Cars) che conduce alla base di una ripida rampa cosparsa letteralmente da migliaia di fiorellini multicolore e rododendri, detta “il Carset” (1963 m).

Distesa di fiori all’ inizio della rampa

Il pianoro che segue ci trasferisce verso la testata del valloncello incassato dove tuttora persiste un nevaio. Risalendolo, al termine del nevaio arriviamo al bivio per il Colletto Pellerina che lasciamo a destra.

Sul nevaio

Con un traverso verso sinistra (est) risaliamo invece, senza traccia di sentiero, un tratto tra la folta vegetazione andando a guadagnare la cresta che si affaccia nuovamente sulla Valle Ellero.

Arrivo in cresta

Nell’ultimo tratto che porta alle croci di vetta

Svoltando quindi a destra non rimane che risalire le ultime facili pendici che portano verso le croci di vetta, che sono tre, dislocate in punti diversi (2204 m).

Arrivo alla croce principale

La seconda croce

Ora abbiamo una splendida veduta sul Marguareis che spicca distante verso sud e, solo a tratti nella nebbia che ci sta avvolgendo, riusciamo a intravedere il Mongioie (2630 m) e la Cima delle Saline.

Ancora fiori con lo sfondo del Marguareis

La cima Cars vera e propria si trova però ancora 300 metri circa più a ovest. Una traccia di sentiero supera alcune facili roccette tra lunghe distese di rododendri, terminando la sua corsa su un gruppetto di rocce, punto più alto della vetta (2218 m). Da qui si apre un grandioso panorama verso le cime di Serpentera e tutta la Valle Pesio.

Veduta sulle Cime di Serpentera

Dalla cima principale, veduta verso ovest

Veduta del vallone di Serpentera; si intravede il Gias della Madonna

Il Mongioie

Per la nebbia persistente nella Val Ellero non riusciamo purtroppo a vedere il vicino Monte Grosso  (2041 m) e il Mondolè (2382 m).

Torniamo repentinamente alle croci di vetta per riprendere, tra la nebbia, il sentiero del ritorno.

Dalla cima principale ritorniamo alle croci di vetta

Ripercorrendo grosso modo l’itinerario a ritroso, scendiamo le ripidi pendici fino al nevaio, poi dal Carset ci trasferiamo in basso al rifugio Comino anch’esso avvolto nella nebbia. Più tardi l’ultimo tratto di discesa per raggiungere l’auto.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).

Letture consigliate

Nel cuore delle Alpi LiguriAndrea Parodi et al., 2012, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi Editore
Disponibile sul sito dell’editore →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Cima Cars
Cima Cars (159 kB)

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.