Luglio 2014. Seguendo la scorciatoia segnalata tendente ad evitare un lungo tornante della strada ci riportiamo sulla sterrata presso una croce lignea. Qualche decina di metri dopo, appena superato il ponte in cemento sul Rio Milanese, svoltiamo a sinistra iniziando la salita su alcune tracce visibili che, di tanto in tanto, vanno ad incrociare una stradina erbosa. Il tratto seguente sale gradatamente la china tenendosi a poca distanza dal Rio in mezzo ad una moltitudine di fiori multicolore.

In salita sulla china erbosa

Più su arriviamo nei pressi di una grangia (1991 m). Proseguiamo oltre sul sentiero che, gradatamente in salita, si allontana dal valloncello verso destra. Superati alcuni tratti più ripidi con un piccolo semicerchio ci riavviciniamo al centro del vallone su un piccolo ripiano.

Verso il centro del vallone

Oltre il rio, proseguiamo con un traverso verso la parte sinistra di un grande ammasso roccioso (quotato 2306 m) visibile al centro della conca. Raggiungiamo in breve un bel ripiano (Pian Malaneuit) dove stanno pascolando alcuni cavalli di razza merens.

Cavalli di razza merens al pascolo poco sotto il Colle di Luca

Sguardo all’indietro in prossimità del colle

Il colle di Luca (2436 m) è finalmente ben visibile sulla destra, appena al di sopra di una estesa macchia di neve. Lo raggiungiamo alle 10,30.

Il Colle di Luca appena sopra la macchia di neve

La Punta Rasciassa è posta a destra del colle (est) e si raggiunge con circa 230 metri di dislivello. Iniziamo subito la salita sulle rocce puntando ad un grande torrione rossastro. Ogni tanto qualche “ometto” indica il percorso. Nei pressi del torrione ci teniamo a destra per andare a raggiungere una conca pietrosa dalla quale è già visibile la croce di vetta.

In salita verso la Punta Rasciassa

Dalla conca è già visibile la croce di vetta

Nelle vicinanze della punta ci spostiamo sul versante est per superare l’ultimo tratto ripido.

Gli ultimi metri in salita di Silvio

Il panorama che possiamo ammirare a giro d’orizzonte dalla cima è grandioso ed è dominato a nord-ovest dal vicinissimo Monviso e dal Viso Mozzo (3015 m), ad ovest dalla Cima delle Lobbie (3015 m) e a sud-est dalla Cima di Crosa (2531 m) e, più a sinistra, dalla Testa di Garitta Nuova (2385 m).

Arrivo sulla cima

A sinistra la Cima delle Lobbie, a destra il Monviso

Importante è anche la vista che si ha sulle più distanti Marittime.

Restiamo in punta un quarto d’ora poi un gelido vento (non dobbiamo dimenticare che il giorno prima sono scesi alcuni centimetri di neve) ci convince a ridiscendere nuovamente al Colle di Luca. Dalla conca posta sotto la cima scendiamo diagonalmente verso ovest con un diverso itinerario ritrovando, più in basso, il sentiero che perviene dal lontano Colle di Cervetto e, tagliando trasversalmente la Rasciassa, conduce al Colle di Luca. L’escursione non è finita perché vogliamo continuare con un interessante anello che si sviluppa verso ovest portandoci, prima del ritorno verso valle, a toccare il bel lago di Luca. Proseguendo quindi con alcuni sali-scendi risalenti la cresta andiamo a superare un piccolo nevaio, poi un grande roccione che aggiriamo a destra per raggiungere quota 2575 m.

Nuovamente in salita verso il lago di Luca

Il grande roccione che superiamo a destra

 

Da quota 2575 veduta verso la Punta Rasciassa

Iniziamo la discesa sul sentiero ancora imbiancato di neve fresca verso il lago di Luca, per ora ancora nascosto alla nostra vista.

Neve fresca sul sentiero di discesa al lago

Genzianelle tra la neve

Più avanti, superato un avvallamento, il lago si mostra in tutta la sua bellezza. La discesa è piacevole e in poco tempo raggiungiamo le rive (2371 m) ed il grazioso rifugio privato, posto ideale per il nostro spuntino. Ora il tempo è migliorato e possiamo fermarci un bel po’ in questa conca idilliaca.

Il lago di Luca

Sulle sue rive

La splendida conca lacustre col rifugio privato

Più tardi riprendiamo la discesa che parte dall’emissario del lago e va a lambire il piccolo lago Lauserot, poi passa nelle vicinanze del laghetto Cibùo (2187 m) per ridiscendere in fine nei pressi di rio Milanese concludendo l’anello in prossimità del ponte. Poi l’ultimo tratto di discesa sulla scorciatoia.

 

Sulla strada del ritorno

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