Luglio 2014. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante Palanfrè (1379 m). Dai pressi della chiesa, muoviamo i primi passi sulla strada sterrata che procede a lato delle case. Trascorso qualche centinaio di metri, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per il colle della Garbella tenendoci sulla sinistra in direzione del Vallone Alberghi. Più avanti, attraversato un fresco boschetto di faggi, raggiungiamo il gias Piamian (1470 m) dove troviamo un’ottima fontana.

Dobbiamo ora risalire, con ripido percorso, una stretta gola di rocce striate di roccia calcarea che fa ricordare la stessa conformazione rocciosa del Mongioie. Durante la salita tagliamo anche un residuo nevoso ghiacciato di alcuni metri di spessore. Giunti al bordo superiore, lasciamo il sentiero che prosegue verso sinistra per risalire un praticello e scattare alcune fotografie verso la bellissima mole del Frisson.

La bella mole del Frisson

Lo riprendiamo poi, scendendo verso sinistra, e costeggiamo il rio ancora colmo di neve persistente in più punti, tra boschetti di bassa vegetazione e pini mughi che, infoltendosi sempre più, prendono il sopravvento sulle altre specie arboree. Avanzando nel boschetto, dopo alcune centinaia di metri raggiungiamo un bivio. Seguiamo il sentiero di sinistra che conduce verso la parte sinistra del vallone che va ad interessare il lago Albergh e il Passo di Ciotto Mien.

A sinistra il Ciamoussè, a destra il Frisson

Dopo il diradamento del bosco procediamo in direzione del Monte Ciamoussè.

Varcato un rio proseguiamo con salita più ripida (destra orografica) entrando in pineta. Il tratto, non molto lungo, porta su una radura che prosegue verso il fondo del vallone. Poco prima di raggiungere l’emissario del lago degli Albergh si attraversa un bel prato al cui termine, verso destra, si entra nella splendida conca lacustre.

Arrivo presso l’emissario del lago degli Albergh

Il lago degli Albergh con lo sfondo del Ciamoussè

Dall’emissario proseguiamo la marcia in direzione del Passo di Ciotto Mien seguendo il sentiero che attraversa un dosso erboso. Superiamo poi, verso destra, un piccolo pianoro poi un secondo dosso di bassa vegetazione e rododendri. Più sopra tagliamo verso sinistra una placca nevosa ritrovando il sentiero poco oltre risalente la parte terminale del vallone. La traccia, con un lungo diagonale ascendente verso sinistra, sale ora più ripidamente per tagliare la rocciosa testata del vallone.

Segmento di salita al Passo

Questo tratto di salita porta a raggiungere, più in alto, una fune in acciaio collocata nei punti più sdrucciolevoli del percorso che ci accompagnerà in sicurezza fino a pochi metri dal Passo di Ciotto Mien.

Nel tratto scivoloso

Tratto con fune d’acciaio

Arrivo al Passo di Ciotto Mien

Dal Passo si manifesta l’opposto versante che scende tra i verdissimi ripiani di Pian Madoro e l’abitato di Limonetto.

La cima di Ciotto Mien si raggiunge svoltando a sinistra seguendo l’erbosa cresta che costeggia i dirupi del vallone degli Albergh.

In salita verso il Ciotto Mien, al centro della foto

Il lago degli Albergh visto dalla cresta

Dopo un centinaio di metri di dislivello, inseriti in uno splendido giardino roccioso che racchiude una biodiversità vegetale unica, centellinato da noi passo dopo passo, raggiungiamo la sommità che apre una vista magistrale sui monti Ciamoussé, Frisson e Rocca dell’Abisso, lì a due passi.

Biodiversità vegetale, salendo gli ultimi metri del Ciotto Mien

In primo piano il Ciamoussè, al fondo la Rocca dell’Abisso e, a destra, il Frisson

Dalla cima abbiamo anche la fortuna di scorgere, in lontananza in direzione del Monte Bertrand, la Corsica. Non ce lo saremmo proprio aspettato di aver oggi questo privilegio. Sembra incredibile, ma da questa modesta cima riusciamo a vedere le montagne dalla Valle d’Aosta alla Corsica.

Al fondo, la Corsica

In cima al Ciotto Mien

Dalla cima sguardo verso il Monte Bussaia

Rocce calcaree della stessa conformazione di quelle del Mongioie. In basso si noti Palanfrè

Dopo aver scrutato ogni cima circostante ridiscendiamo al Passo riprendendo poi la discesa verso il lago degli Albergh. All’arrivo troviamo alcuni escursionisti in pausa pranzo e noi siamo tornati sin qui con la medesima intenzione.

Ritorno sulle rive del lago degli Albergh

Più tardi, durante il ritorno a Palanfrè, sul sentiero che ci riporta a valle, inavvertitamente Valerio mette il piede su una vipera che poi si dilegua tra l’erba. Scarponi e calze tecniche hanno preservato egregiamente dal morso che molto probabilmente ci sarà stato.

Ultimo sguardo al Ciamoussè

Cartografia indispensabile

Carta n. 114, 1:25.000Carta n. 114, 1:25.000, Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie, St. Dalmas de Tende, Istituto Geografico Centrale
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