Agosto 2014. Partiamo alle 9 dal rifugio Balma (1885 m) seguendo la sterrata che prosegue verso sud-ovest.

Dal rifugio Balma, nel primo tratto di discesa

Dopo circa 150 metri arriviamo al Colletto Balma (1886 m). Seguiamo ora la strada che prosegue in discesa (sentiero E09), e dopo essere entrati nella “enclave” di Magliano Alpi lasciamo, più in basso a destra, la strada (sentiero E10) che sale verso l’Alpe e la Colletta Seirasso. La strada prosegue in discesa attraversando alcuni valloncelli perdendo, dalla partenza, oltre 120 metri di quota. Finalmente inoltrata nel vallone della Brignola acquista nuovamente dislivello pervenendo al gias dell’Alpe Brignòla.

Verso il Gias dell’Alpe Brignòla

In salita oltre il Gias

Lasciato a sinistra il sentiero che porta al Colle Dente Brignola, proseguiamo in salita sulla sterrata che ripidamente sale alla Sella Brignòla (1930 m) dove troviamo alcuni casolari per pastori ed una fontana (secca). Proseguiamo in salita su alcuni dolci tornanti che ci conducono ad un pianoro.

Un tratto del percorso appena affrontato

Lasciata la strada che continua verso destra, scavalchiamo il rio iniziando un piacevole percorso (segnavia bianco/rossi), tra il verde e le rocce, sulla sua sinistra. Dopo alcune leggeri salite su rocce montonate approdiamo sulla riva del Lago della Brignòla, inserito in una bellissima conca.

Contornandolo sulla sinistra risaliamo un tratto di un centinaio di metri di quota per raggiungere il cosiddetto Bocchino della Brignòla (2260 m), che separa la Cima Ferlette (2394 m) a nord-est dalla Cima della Brignòla a sud-ovest.

In salita dal lago della Brignòla

Dal Bocchino il sentiero proseguirebbe in discesa verso il lago Raschera (2108 m); per la Cima della Brignòla invece riprendiamo a destra una ripida salita (sud) in direzione di una punta. Non c’è un vero sentiero, ma una traccia poco visibile.

Il lago Raschera visto salendo dal Bocchino

Giunti nelle vicinanze della punta, piegando verso sinistra (lato lago Raschera), proseguiamo con cautela su una labile traccia su terreno mobile, che taglia le pendici esposte della punta portandoci su una selletta erbosa (tratto per escursionisti esperti).

Un tratto di attraversamento su terreno mobile

Oltre la selletta, svoltando verso destra, il percorso diventa nuovamente più agibile; volgendo lo sguardo a sinistra si nota chiaramente la Cima della Brignòla, con la croce di vetta, ma ancora un po’ distante.

Cima della Brignola, a sinistra

Per raggiungerla occorre ora compiere un semicerchio che ci conduce prima su un pianoro erboso, poi scavalcato un piccolo tratto roccioso, ad un secondo ripiano ancora molto ben fiorito, ed infine sulla spalla del monte fino alla croce di vetta.

Alcune immagini del percorso di avvicinamento alla cima

Il punto più alto della cima però è leggermente più spostato a sud ed è segnato da un grande cippo di pietre.

Arrivo alla croce di vetta

Il punto più alto segnato da un cippo di pietre

Il paesaggio che da qui si ha la fortuna di vedere si estende dal Monte Mongioie (2630 m) alla cima delle Saline (2615 m), al più distante Marguareis (2651 m) ed a tutto il pianoro sottostante con il rifugio Havis de Giorgio Mondovì. Verso est, sulla Val Maudagna e il sottostante lago di Raschera (2108 m).

Veduta sul Monte Mongioie

Cima delle Saline e, più a destra, il Marguareis

Dalla cima, veduta verso il rifugio Mondovì

Ritornati sui nostri passi, ci teniamo ora sul displuvio con la Valle Ellero e per ampi prati scendiamo il pendio abbastanza ripido che termina su un’ampia sella erbosa, presso il Colle Brignòla Seirano (2330 m). Ottimo punto per lo spuntino del pranzo in posizione più che panoramica.

In discesa verso il colle Brignola Seirano

Verso la Valle Ellero (ovest) il sentiero prosegue prima per il gias Gruppetti inferiore e il rifugio Mondovì; verso la Val Maudagna (est) torna invece nella conca verdissima occupata dal lago della Brignòla e altri minuscoli specchi d’acqua. Nonostante sia il mese di agosto, effettuiamo il primo tratto di discesa in mezzo ad una distesa di rododendri che sembrano appena fioriti.

Ritorno al lago della Brignòla

Più in basso tagliamo grandi prati verdissimi mischiati con qualche piccolo laghetto, poi il sentiero si sposta leggermente a destra e, scendendo tra alcune rocce montonate, torniamo in vista del lago della Brignòla.

Dal lago, richiuso il breve anello, riprendiamo il cammino che ci riporterà presso il rifugio Balma.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.

Letture consigliate

Nel cuore delle Alpi LiguriAndrea Parodi et al., 2012, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi Editore
Disponibile sul sito dell’editore →
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