Dopo un periodo di assenza dovuto al perdurare del cattivo tempo, torniamo in Valle Roya per recarci tra i posti più belli in assoluto della valle. Questa volta il percorso ci porterà nella zona dei grandi laghi alpini del Parco Nazionale del Mercantour, posti di rara bellezza, a due passi dalla Valle delle Meraviglie.

Agosto 2014. Dal parcheggio seguiamo, per circa due chilometri, l’ex strada militare che va in direzione del rifugio Valmasque, fino al cartello che indica il lago Agnel. Svoltiamo a destra sul sentiero che per circa 150 metri si mantiene a sinistra del torrente poi lo supera su un ponticello in legno (1822 m) dirigendosi su pendici erbose ad ovest. Numerosi tornantini le risalgono, offrendo splendide immagini del vallone di Valmasque.

In salita nei tornanti iniziali

Sempre più su

Veduta del vallone di Valmasque

Verso quota 1936 metri (ometto), lasciamo a destra un sentiero che porta verso il Colle del Sabbione. Superato qualche raro larice, risaliamo verso una pietraia oltre la quale facciamo capolino da una piccola sella panoramica situata a destra della Pointe de Valmasque (2069 m).

Poco prima della selletta panoramica

Il percorso prosegue verso destra (sinistra orografica) passando tra rocce ed erba, quindi un lungo traverso conduce verso una zona di rocce rotte e ci porta in vista della grande cascata (salto di 200 metri) che scaturisce dalle rocce montonate sbarranti l’accesso al vallone.

Il sentiero prosegue in pietraia

Al centro la cascata (salto di 200 metri). Verso destra si scorge il canalino di salita

Proseguiamo, sotto le pendici della Cima Vernasque, verso un ripido canalino che porta sulla spianata rocciosa che precede il lago. Qui staziona un folto gruppo di stambecchi con tanti piccoli cuccioli.

In prossimità del lago dell’Agnel. Tratto tra rocce montonate.

Raggiungiamo, subito dopo, il lago dell’Agnel, tra i più grandi del Mercantour, racchiuso a sud dalle cime Cossato (2878 m) e la Cime de Charnassère (2754 m) e a nord dalle cime Agnel (2852 m) e la Cima Vernasque (2849 m). Al fondo del vallone (ovest) notiamo il Passo dell’Agnel (2564 m). Questo bellissimo lago ha l’emissario chiuso da una piccola diga. Nei pressi della base molti stambecchi si arrampicano per leccare il salnitro che affiora dalle rocce.

Mamma di stambecco che allatta il piccolo

Il lago dell’Agnel e, al fondo, il passo omonimo

Il percorso per salire al passo si snoda sulla destra del lago con qualche sali-scendi superando più avanti un punto roccioso. Si continua poi sul traverso che porta all’imbocco di un ripido canalino. Oltre, il sentiero si perde un po’e ci dobbiamo dirigere a vista seguendo qualche ometto. Superiamo anche un secondo laghetto, posto alla base del Passo. Dal lato opposto, in cima ad una lunga pietraia, notiamo il Collet de la Charnassère (2727 m) che conduce alla Cima Cossato o al lac Gelée.

Salendo verso il passo ci godiamo lo spettacolo dei due laghi dell’Agnel

Nell’ultimo tratto proseguiamo verso il Passo tra le rocce, su percorso ormai evidente. Lo raggiungiamo velocemente mentre compare il versante italiano del vallone del Monte Colomb. Sulla sinistra si staglia la cima della Maledia (3061 m) ed il rifugio Federici Marchesini al Pagarì.

Clapier e Maledia visti dal passo

Il rifugio Pagarì ripreso, col teleobiettivo, dal passo dell’Agnel

Salendo qualche metro verso ovest riusciamo anche a localizzare il lago Bianco dell’Agnel (2291 m). Un mare di nubi sta piano piano risalendo verso il passo, e tra di esse si erge maestosa l’Argentera e, più a destra, il Monviso. Stupendo panorama! Peccato dover ridiscendere.

In basso, si scorge in territorio italiano il lago Bianco dell’Agnel

Tornando sui nostri passi ripercorriamo il sentiero fino allo sbarramento e, tra le rocce montonate e gli stambecchi che continuano a stazionare a pochi metri da noi, consumiamo il nostro pranzo con una vista meravigliosa del lago e di tutto l’insieme.

Tornando sui nostri passi

Pausa pranzo con vista sul lac de l’Agnel

Più tardi, a malincuore, riprendiamo il cammino che ci riporterà al parcheggio.

Inizio della discesa sul tratto di rocce montonate

Nuovamente sul traverso

Nuovamente in pietraia

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Carta 3841OT, 1:25.000Carta 3841OT, 1:25.000, Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour, Institut Geographique National
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