Voglio approfittare di questa bella giornata per farmi un giro nel curioso, e poco frequentato, vallone della Vagliotta. Da tempo avevo in mente la salita alla cima del Lausetto, ma altre escursioni hanno avuto la precedenza; oggi gli amici sono occupati per cui compirò il percorso in solitudine.

A sinistra il Monte Rey. Al centro, in secondo piano, la Cima del Lausetto  salendo da Valdieri

Settembre 2014. Sono le 7:15. Attraversato il ponte della Vagliotta sul torrente Gesso (1091 m) mi incammino seguendo una bella mulattiera che penetra nel bosco lasciando, poco dopo, la deviazione per il bivacco Nicolino Gandolfo (1847 m).

Sull’opposto lato del vallone i primi raggi del sole stanno pennellando di intensa luce rossa le creste del Monte Matto. Il percorso tranquillo e regolare entra all’interno di una bellissima faggeta che mi accompagnerà per un lungo tratto. La prima parte si svolge sulla destra orografica della Val Gesso poi, più avanti, il percorso devia infilandosi all’interno del Vallone della Vagliotta (lato sinistro orografico) distanziandosi dal torrente che scorre più in basso.

Numerosi tornanti conducono verso una strettoia del vallone. Oltre, inizio a scorgere la parte nascosta del vallone superiore della Vagliotta, con la cima dell’Oriol che spicca al fondo.

Un centinaio di metri dopo, attraversando un ponticello risistemato dopo le nevicate dello scorso inverno, passo sulla destra orografica iniziando a percorrere i numerosi tornanti che, poco alla volta, conducono sul ripiano dove è posizionato il Gias Vagliotta inferiore (1595 m).

Lasciato a destra il sentiero che conduce al Bivacco Barbero, visitato da noi questa primavera, proseguo seguendo l’indicazione verso il bivacco Costi-Falchero (2273 m) e il Passo Barra della Vagliotta (2456 m). Il sentiero supera la malga e riprende la salita a tornanti salendo verso sinistra. Più sopra, un traverso verso destra conduce ad un bivio (1810 m circa).

Al bivio per il Bivacco Costi

Lasciato a destra il sentiero che porta al Bivacco Costi Falchero (2273 m) e al passaggio del Punto Nodale, cinque metri oltre il bivio abbandono la mulattiera che prosegue per il Gias del Merzo (1834 m) e il Vallone del Limbo per svoltare a sinistra (ometto).

Lunghi tornanti si susseguono sulla riva erbosa spostando il percorso verso la destra orografica del vallone fino a raggiungere un traverso. Altri tornanti risalgono poi centralmente il vallone fino ad un nuovo lungo traverso che taglia le pendici erbose del Lausetto.

Sul lungo traverso verso il Passo Barra della Vagliotta

Il Passo Barra della Vagliotta sembra lì a due passi, ma è solo un’illusione perché occorre ancora risalire un buon tratto abbastanza ripido in pietraia.

Ancora in salita verso il passo

Alle mie spalle la Cima dell’Asta illuminata dal sole

Il segmento finale mi fa passare attraverso arbusti di rododendri prima di declinare sul passo, che divide la cima della Vagliotta (2548 m) a sud-ovest da quella del Lausetto a nord.

Arrivo al passo

Raggiunto il Passo Barra della Vagliotta (2456 m) mi fermo per una decina di minuti ad osservare il panorama che diventa sempre più grandioso verso il Monte Carbonè (2873 m), il Clapier (3045 m), la Maledia (3061 m) e il Gelas (3143 m).

Uno sguardo al trio Clapier, Maledia e Gelas

Riprendo poco dopo la marcia per gli ultimi 231 metri di dislivello che mi separano dalla cima seguendo la lunga cresta in direzione nord. Il tratto si svolge superando, tra erba e roccette, alcuni dossi pietrosi e un’anticima.

Verso la croce di vetta

Poi su pietraia ne raggiungo la sommità e la piccola croce di vetta.

In cima

Autoscatto sulla cima del Lausetto

Stupendo l’arco delle montagne a sud e ad ovest. In primo luogo è importante la veduta che ho sull’Asta Soprana (2950 m), sull’Oriol (2943 m) a due passi da me, posti appena prima dell’Argentera che svetta al fondo.

Appena più a destra, ma distanti, intravedo le Teste del Claus (2889 m) e del Malinvern (2939 m) e il Monte Matto (3088 m). Ora posso ammirare la Valle della Rovina con i vari laghi, racchiusa al fondo dalla Maledia e il Gelas.

A nord invece scorgo, molto in basso, il nascosto lago di Lausetto e, a nord-est, l’abitato di Valdieri seguito da tutta la pianura cuneese.

Dalla cima ancora uno sguardo verso l’Oriol, il Punto Nodale e le due Aste

Versante nord. In basso si può scorgere il laghetto del Lausetto

Veduta verso Valdieri, Monte Saben e la pianura cuneese

Si può notare il lago del Chiotas, al centro della foto

L’argentera in secondo piano

Non c’è un filo di vento; in assoluta tranquillità rimango qui in contemplazione una quarantina di minuti prima di riprendere il percorso di discesa. La mia idea è di scendere fino al bivio per il Bivacco Costi e poi fermarmi una mezzoretta per rifocillarmi. E così faccio, prendendomela comoda per il restante percorso.

Veduta del Monte Matto e del bivacco Barbero, sul poggio, durante la discesa dal Passo

Scendendo in seguito verso il Gias inferiore della Vagliotta metto quasi il piede su una vipera accovacciata sul sentiero dietro uno scalino di pietra.

Purtroppo non riesco a fermarla e fotografarla perché, più veloce di me, si infila in un buchino sotto la pietra. Oltre alla vipera gli unici esseri viventi da me visti durante tutta l’escursione sono due cavalli merens al pascolo presso il gias inferiore della Vagliotta.

Veramente una bella escursione nel posto più tranquillo del mondo.

Cascata

In discesa nel vallone della Vagliotta

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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