L’escursione che oggi Fulvio ed io abbiamo intenzione di compiere è molto bella ma impegnativa per il lunghissimo spostamento attraverso l’infinito Vallone del Sabbione. In certi momenti abbiamo la percezione di essere distanti da tutto e da tutti e di sentirci sentirci catapultati in un’oasi di pace e tranquillità quasi assoluta.

Settembre 2014. Attraversato il ponte in pietra del Suffiet, e passati sulla destra orografica (sin.) del rio, ne seguiamo la strada che lungo il percorso del vallone Busset si alterna a tratti in faggeta. Arriviamo quindi, dopo un paio di chilometri, al Gias d’Ischietto (Ischietto significa luogo franoso), dove un cartello di divieto non lascia più proseguire le auto.

Arrivo al Gias dell’Ischietto

La strada riprende subito l’accentuata salita tra i faggi allontanandosi progressivamente dal vallone Busset per affacciarsi, verso levante, in quello del Sabbione. Siamo ora sotto le scoscese pendici del Monte Garbella che ci dividono, alla nostra sinistra, da Palanfrè. Più avanti il percorso piega verso nord-est e va a raggiungere il Gias della Vallera sottano (1517 m), dove ci aspetta un gregge di pecore attentamente sorvegliate da cani maremmani.

Da qui in avanti possiamo già ammirare la svettante calotta terminale del Monte Frisson. Dopo circa un chilometro e mezzo dal gias la strada si divide lasciando a sinistra il sentiero per il Passo della Mena e i laghi Frisson (cartello – 4,11 km dalla partenza).

Gias della Vallera Sottano. Al fondo il Monte Frisson e la Rocca dell’Abisso

Vallone del Sabbione

Al bivio per il passo della Mena e i laghi Frisson

A destra invece un ponticello in legno ci trasferisce sulla sinistra orografica (destra), dando inizio a un delizioso percorso, per buona parte ben delineato ai lati da pietre. Circa quattrocento metri dopo aver svoltato sul ponte affianchiamo il gias dell’Adreit (1642 m).

Tratto del sentiero delineato da pietre

Progressivamente ci allontaniamo dal rio prendendo quota verso destra, contornando di tanto in tanto piccoli valloncelli laterali. Al fondo, verso sud-est possiamo notare la Rocca dell’Abisso (2755 m) e la frastagliata Cresta Saragat. Il sentiero porta verso un dosso (7,18 km dalla partenza) dove piega a destra per evitare una zona di doline e calanchi; 850 metri dopo raggiungiamo il Gias della Culatta (1896 m).

Ci avviciniamo alla zona dei calanchi

Arrivo al Gias della Culatta

Ora il percorso (in questo punto ancora delineato da pietre laterali) piega verso sinistra scendendo verso il rio, poi lo supera impennandosi subito dopo con una salita abbastanza ripida proseguendo il suo corso a zig-zag tra pietre e rododendri in direzione del Colle est del Sabbione.

Pensando di accorciare, dal gias puntiamo dritti verso la conca terminale, ma questa deviazione ci impegnerà duramente in una faticosa e tortuosa salita tra grosse pietre e rododendri al fine di riguadagnare il sentiero molto più in alto sotto una zona rocciosa. Raggiunto finalmente il sentiero, poco più avanti affianchiamo alcune piccoli salti d’acqua che ricevono rifornimento dal soprastante lago della Vacca (2263 m), che andremo a toccare dopo pochi minuti di cammino.

Guardando all’indietro durante l’ultimo tratto di salita

Piccole cascatelle che preludono il lago della Vacca

E’ così chiamato per la forma che ricorda, visto dall’alto, dell’immagine di una mucca. Al fondo della conca giace un laghetto minore, in questo momento ancora semighiacciato.

Il lago della Vacca visto dal Colle ovest del Sabbione

Panoramica sul lago della Vacca

Ancora il lago preceduto dagli eriofori

Il piccolo laghetto semi ghiacciato, nella conca del lago della Vacca

Transitando nei pressi di alcune fortificazioni militari, in una decina di minuti di percorso ulteriore raggiungiamo finalmente il Colle ovest del Sabbione (10,21 km dalla partenza) posto sul confine della Valle Roya. Il versante francese è più dolce rispetto al nostro, ed ospita piccoli graziosi laghetti.

Arrivo al Colle ovest del Sabbione. Al fondo, il Colle del Vej del Bouc

Ancora il Colle del Sabbione visto salendo dalla parte francese

Volgendo lo sguardo in lontananza, ad ovest, vediamo l’insenatura del Colle del Vej del Bouc (2620 m) posta tra la Cima di Vernasca (2843 m) e la Cima della Valletta Grande (2808 m).

Posati gli zaini al colle, scendiamo ancora un tratto della parte francese per vedere i laghetti sottostanti. Tornati su, pranziamo con vista enorme che spazia fino alla cima del Monte Rosa. Più tardi ridiscendiamo al lago della Vacca prima di riprendere il sentiero del ritorno, questa volta senza ripetere la “scorciatoia” del mattino.

In discesa presso il Gias dell’Adreit

Nuovamente dal ponticello che ci porta sulla destra orografica

Tra i faggi nell’ultimo tratto di discesa

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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