Ottobre 2014. Sono passate da poco le otto. Seguiamo il tragitto che, oltre il ponte, si inoltra nello splendido bosco di faggi verso le ex palazzine reali. Al di là dei caseggiati, ora adibiti a colonie estive, proseguiamo ancora all’interno del bosco seguendo i tornanti che ci conducono prima nei pressi del Gias dell’Aiera ed in seguito al del Gias del Rasur immettendoci nell’ampio e panoramicissimo vallone di Monte Colomb. Qui abbiamo un bellissimo colpo d’occhio sul lunghissimo avvallamento, chiuso in testata dalle Cime Cossato (2887 m), Peirabroc (2940) e dal Monte Clapier (3045 m). Si fanno ammirare i faggi in divisa autunnale che colonizzano la parte destra del vallone.

L’ingresso nel Vallone del Colomb

La sterrata scende per qualche metro e prosegue per un lungo tratto fino a raggiungere il Gias sottano del Vej del Bouc (1430 m). Lasciato a destra il percorso per il rifugio Pagarì, seguiamo il sentiero che prosegue su un praticello alla nostra sinistra prima di entrare nuovamente in una faggeta.

Oltre, proseguiamo sul sentiero ben tracciato che si snoda a lunghi tornanti nel vallone del Vej del Bouc. Nella parte più alta del tragitto verso il lago, il sentiero è stato rifatto con un nuovo percorso che ora passa nelle vicinanze del rio e va ad evitare i vecchi tratti in frana.

Verso il lago del Vej del Bouc

Quello che ci lasciamo alle spalle durante la salita al lago

Più avanti approdiamo al lago del Vej del Bouc (2054 m), posto sempre fantastico in tutte le stagioni.

Arrivo al lago del Vej del Bouc

Riprendiamo subito l’ascesa verso il colle omonimo, che è situato seicento metri più in alto, seguendo il primo tratto di sentiero che porta al Passo del Carbonè. Dopo alcuni tornanti si arriva al bivio. Durante la salita veniamo tratti in inganno dalla vista di un altro sentiero che più in basso costeggia il lago.

Avendo dimenticato le carte del luogo a casa, ed immaginando di star seguendo un percorso sbagliato, tagliamo le pendici erbose soprastanti il lago per portarci sul sentiero che prosegue in piano verso il fondo della conca. Grave errore perché il sentiero si perderà un po’ dopo il termine del lago.

Ormai è tardi ed avendo compreso l’errore non ci rimane che risalire le ripidissime pendici erbose in cerca del sentiero che molto più in alto taglia le pendici della Cima della Valletta Grande (2808 m).

Ci lasciamo alle nostre spalle il lago

Un tratto della faticosa risalita alla ricerca del sentiero

Questo errore ci ha fatto perdere un po’ di tempo ma, finalmente ritrovato il sentiero, proseguiamo con più tranquillità lungo il tratto che conduce, dopo aver superato pietraie e sedimenti rocciosi, verso il colle.

Finalmente sul sentiero

Poco prima dell’arrivo la pendenza aumenta fino al raggiungimento della casermetta situata pochi metri sotto il colle del Vej del Bouc (2620 m).

Verso il colle del Vej del Bouc

Al di là del medesimo si prospetta una vista infinita sul vallone del Sabbione, sugli omonimi colli est ed ovest, sul lago della Vacca e su innumerevoli laghetti nella parte francese.

Dal colle, sguardo verso i colli est ed ovest del Sabbione

La visuale che ci lasciamo alle spalle dal colle, dominata dall’Argentera

Per raggiungere il lago di Vernasca occorre ora riprendere per un tratto la discesa nel vallone del Sabbione.

Lasciato poco più in basso, a sinistra, il sentiero che conduce al lago della Vacca, teniamo invece il sentiero di destra che porta verso il ricovero di Vernasca e il Colle ovest del Sabbione.

Alcuni sali-scendi ci fanno approdare su una pietraia, dove rimane sempre visibile il sentiero. Nei pressi di due ometti posti ai due lati, puntiamo alla base della Cima Vernasca abbandonando il sentiero per salire in diagonale ascendente una zona di rocce montonate. Dopo qualche decina di metri scoviamo un primo laghetto, sul lato di una parete di roccia.

Il primo laghetto

Risalendo verso destra un tratto ulteriore, approdiamo dopo un po’ alla base della cima di Vernasca dove è ubicato l’omonimo lago, preceduto da altri piccoli specchi d’acqua.

Arrivo al lago di Vernasca

Il luogo è veramente incantevole e la sola vista vale la fatica fatta per raggiungerlo. Non possiamo lasciare questo posto se non prima di averlo fotografato nei minimi particolari.

Altre immagini del lago

Altro piccolo specchio d’acqua

Ripreso il sentiero del ritorno, risaliamo nuovamente al colle del Vej del Bouc per poi scendere lungo l’itinerario normale.

Ed ora ritorno al colle del Vej del Bouc

Nuovamente in discesa

La tappa successiva è al lago del Vej del Bouc dove gli amici Gelu e Riccardo ci raggiungono aspettandoci per il pranzo. Infine ritorniamo a San Giacomo.

il Colle (a sinistra) e la cima di Vernasca (a destra)

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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