Novembre 2014. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il Pian delle Gorre (1032 m). Seguendo a sinistra la bella sterrata forestale che sale verso la testata del vallone, dopo un chilometro e mezzo circa raggiungiamo lo spiazzo dove hanno inizio gli itinerari per il rifugio Garelli, porta Sestrera, il passo del Duca e la capanna Morgantini. Svoltiamo verso destra (Sentiero H10 – Passo del Duca) e, dopo aver superato il ponticello panoramico sotto la cascata del Saut proseguiamo nuovamente sulla sterrata ex militare per inoltrarci nel Vallone degli Arpi.

Dal Gias Sottano di Sestrera veduta sulle alture del passo

Arrivati al rio notiamo che, in vista delle nevicate che verranno e di probabili slavine, è stata tolta la passerella per proseguire nel vallone. Il torrente è abbastanza impetuoso e non riusciamo a scavalcarlo in nessun modo. Mi consulto con Fulvio. Non rimane che fare dietro-front di qualche centinaio di metri fino allo spiazzo della partenza dei vari sentieri e percorrere quello in direzione del rifugio Garelli.

Dopo un po’ di tortuoso cammino superiamo su un ponticello in legno il rio Sestrera che, appena più in basso, dà origine alle cascate del Saut. Ancora qualche minuto e arriviamo nei pressi del Gias Sottano di Sestrera (1341 m), dove si ha un primo approccio visivo del massiccio del Marguareis e dove il percorso si sdoppia. A sinistra si va direttamente al Rifugio Garelli, a destra invece in direzione del vallone del Marguareis.

Seguendo quest’ultima direzione ci inoltriamo con bellissimo percorso in un fitto bosco di faggi, scavalcando più avanti un ponticello in legno che supera un rio.

Nell’ombrosa e fitta faggeta

Siamo nel vallone del Salto e giunti al termine del boschetto seguiamo la traccia che prosegue sotto le imponenti cime del massiccio del Marguareis. Qui, verso quota 1470 m, cominciamo a calpestare la prima neve che ci accompagnerà per il restante tragitto.

Il sentiero segue l’andamento del vallone e passa accanto ad alcuni massi erratici disseminati lungo il percorso. Più avanti piega verso sinistra in direzione del laghetto del Marguareis e del rifugio Garelli.

Inizio del vallone del Marguareis

Poco prima del bivio per il passo del Duca

Visuale alle nostre spalle

Verso la metà del vallone, all’indicazione del passo del Duca, abbandoniamo il sentiero principale e deviamo a destra (ovest) seguendo il lungo traverso ascendente che taglia la base delle rocce Scarason puntando lontano verso un’insenatura tra le rocce. Tutto si svolge in una zona fredda e ombrosa.

Sul sentiero del passo del Duca

Verso il passo

Finalmente, verso il termine, i raggi del sole escono dalla sagoma del Marguareis e ci irradiano.

Il sole spunta dal Marguareis

Sulle balze finali

Volgendo lo sguardo ad est notiamo bene il rifugio Garelli, situato sulla sponda opposta.

Al centro della foto si può notare il rifugio Garelli e, al fondo, l’intaglio di Porta Sestrera

La parte terminale del vallone del Marguareis

Superiamo in sequenza due piccole balze prima di arrivare ad una sella panoramica in prossimità del Passo del Duca.

Verso la sella panoramica

Gli ultimi metri per raggiungere il passo del Duca (a destra della foto)

Al passo, inserito sul fianco nord della Testa del Duca (2052 m), mancano un’ottantina di metri di dislivello che noi, prontamente, ci accingiamo a percorrere.

Svoltati a sinistra iniziamo l’ultimo tratto di salita ma, dopo aver percorso alcune decine di metri su un manto di neve non più spesso di cinque centimetri, dopo qualche scivolata ci accorgiamo che sotto c’è uno strato di ghiaccio vivo. Ci spostiamo allora fuori sentiero ma anche lì permane il problema. Senza ramponi non possiamo più continuare la salita verso il passo. Peccato, anche perché la nostra intenzione era quella di proseguire ancora verso il Gias dell’Ortica, al limitare della conca delle Càrsene.

Con rammarico torniamo al colletto, dove interrompiamo forzatamente l’escursione con uno spuntino; il tutto con un ottimo panorama a giro d’orizzonte sulla Cima Cars e sulle Cime di Serpentera (2344 m), Marguareis (2651 m), Cima della Fascia (2491 m) e Bisalta (2404 m).

Dalla sella sguardo d’insieme del massiccio del Marguareis

Al fondo, il Bric Costa Rossa imbiancato e le due punte della Besimauda senza neve

Cima della Fascia vista dalla sella

Più tardi decidiamo di tornare con un trekking ad anello scendendo nell’opposto vallone degli Arpi. Anche qui un buon tratto lo dobbiamo fare con cautela per il ghiaccio presente lungo il sentiero di discesa.

Discesa nel vallone degli Arpi

Raggiunto il Colle del Prel (1856 m) iniziamo a percorrere una lunga serie di tornanti che confluiscono nella strada ex militare che si dirige verso la cascata del Saut. La strada (in diversi punti protetta da muri in pietra) passa sotto le ripide pareti della Testa Murtel (2064 m).

Più in basso, dobbiamo porre un po’ di attenzione per uno scivoloso duplice passaggio di una frana. Entrati poi nel bosco di faggi non teniamo conto di due deviazioni laterali e andiamo a raggiungere più in basso il casotto e la fontana del Gias degli Arpi (1435 m). Dopo poche decine di metri abbandoniamo la strada che continua la discesa verso le cascate del Saut (che non percorriamo per il problema della passerella) e seguiamo, a sinistra, l’indicazione per il Pis del Pesio e il Gias Fontana (palina).

Scendendo nel bosco abbiamo ampi scorci a distanza del Pis del Pesio, in questo momento con poca acqua. Poco più avanti, ad un bivio, abbandoniamo il sentiero che risale al Pis del Pesio e svoltiamo a destra in direzione del Gias Fontana che raggiungiamo più in basso. Qui altri sentieri proseguono per il Passo di Baban, il Gias dell’Ortica, il Colle del Carbone (sentiero H11) e i gias del Vaccarile (sentiero H12). Da questo punto riprendiamo quello che scende in una mezz’oretta alla confluenza del torrente Pesio poi, svoltando a destra, raggiungiamo in pochi minuti di cammino il parcheggio del Pian delle Gorre.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Carta n. 8, 1:50.000Carta n. 8, 1:50.000, Alpi Marittime e Liguri, Institut Geographique National
Vedi su Amazon →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.