Dopo l’uscita di "Rifugiarsi", primo volume della "Guida ai Rifugi e Bivacchi della Provincia di Cuneo", dedicato alle Alpi Liguri, il giovane monregalese Gabriele Gallo ha prodotto il secondo volume, questa volta interamente dedicato alle Alpi Marittime.Recensione del libro “Rifugiarsi”, Volume 2, Alpi MarittimeValerio Dutto4.5

Dopo l’uscita di “Rifugiarsi”, primo volume della “Guida ai rifugi e bivacchi della provincia di Cuneo” dedicato alle Alpi Liguri (vedi recensione),  il giovane monregalese Gabriele Gallo ha prodotto il secondo volume (vedi su Amazon), questa volta interamente dedicato alle Alpi Marittime.

Rifugiarsi, volume 2

Durante la lettura del primo libro avevamo già apprezzato l’approccio che Gabriele ha nel coinvolgere il lettore. In questo volume il lettore viene portato a conoscere, tra natura e storia, le Alpi Marittime, a partire dal personaggio più illustre e rappresentativo che le ha scoperte, percorse, studiate, fotografate, descritte e rese note al pubblico negli anni di fine ‘800 e gli inizi del ‘900: Victor de Cessole.

Il primo e il secondo volume

Prima di scorrere in rassegna i bivacchi e i rifugi, l’autore dà ampie informazioni sulla struttura del Parco Naturale delle Alpi Marittime, che copre gran parte delle stesse, della flora e della fauna ivi compresa.

La sezione rifugi è quella più importante e, ovviamente, copre la maggior parte della guida. Ed è interessante sapere come Gabriele intende e viva un rifugio. Per dirla con sue parole:

“Un Rifugio come un soccorso, cercato e trovato, per rifuggire dai pericoli concreti a cui la montagna talvolta ci espone, ma un Rifugio anche come riparo dalla frenesia e dalle angosce cui la quotidianità ci ha abituato.”

Questo suo modo di concepire un rifugio è ciò che inconsciamente ciascuno di noi ha nel proprio animo, ed è esattamente la stessa cosa che un bambino prova quando cerca sicurezza tra le mura della propria casa.

La “descrizione di un attimo“, che precede la vera descrizione di ogni struttura, conduce poeticamente il lettore sul luogo prescelto dandogli le prime informazioni dell’ambiente in cui è posto. Solitamente i libri classici, nelle loro scarne descrizioni, si limitano alle informazioni tecniche, sicuramente importantissime ed indispensabili per l’escursionista o l’alpinista. Gabriele invece non si ferma alla veduta del rifugio come una struttura fine a se stessa, ma gli gira intorno, come un drone, alla ricerca di ogni particolare, notizia e curiosità culturale che rende più accattivante la lettura, tenendo informato il lettore riguardo ad eventi, storia, turismo, sport, enogastronomia e perché no, anche personaggi che possono riguardare il luogo e l’ambiente in cui si colloca.

L’introduzione dedicata alla valle Gesso

A titolo di esempio, nella descrizione del bivacco Mauro Costi (Vallone della Vagliotta), viene raccontata a parte, con ricchi particolari, anche la miniera di arsenopirite che si incontra lungo il percorso di avvicinamento. Quando descrive il rifugio Carbonetto (Vallone dell’Arma – Demonte) si ricorda la celebre scrittrice “Lalla Romano” che ha avuto i natali proprio a Demonte, oppure vengono date tutte le informazioni del personaggio Dante Livio Bianco nelle pagine del rifugio a lui dedicato.

In questo secondo volume sono catalogate tre strutture e 34 tra rifugi e bivacchi delle valli Vermenagna, Gesso e Stura, preceduti dall’itinerario per raggiungerli e seguiti dall’indicazione delle escursioni più importanti da compiere nelle vicinanze. Il tutto corredato da splendide fotografie.

Da tutto questo insieme di cose si può dedurre che l’opera è stata completata da un vero appassionato della montagna che ha cercato nella descrizione di non tralasciare nulla al caso, ma di renderla completa sotto ogni aspetto.

Il libro, edito da Daniela Piazza Editore, è disponibile vedi su Amazon, in alcuni negozi di abbigliamento sportivo tra cui Dho Sport di Villanova Mondovì, presso le maggiori librerie del Monregalese e Cuneese e in gran parte dei rifugi gestiti delle Alpi Marittime.

Rimanendo in attesa delle prossime opere che riguarderanno le Alpi Cozie (valli Grana e Maira, previsto per la primavera 2015, e valli Varaita, Po e Infernotto, primavera 2016) non possiamo che augurare “buon lavoro Gabriele”!

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