Dicembre 2014. Tornando verso Aisone di alcune decine di metri svoltiamo a sinistra sulla sterrata che sale verso Casali Piron – Punte Chiavardine (cartelli segnaletici).

Sulla sterrata verso i casali Piron

La strada si presenta ripida e si dirige verso una gola incassata, poi più sopra svolta verso sinistra in un viale prima di larici, poi di pini silvestri (purtroppo infestati dai nidi della processionaria) in direzione della piccola borgata Piron (1028 m) che ci accoglie assolata, in bellissima posizione, con la graziosa chiesetta e le sue baite ristrutturate.

All’ingresso della borgata Piron

Particolare di una baita ristrutturata

Proseguendo oltre, verso un avvallamento successivo cosparso di ginepri e lavanda lasciamo, poco dopo a sinistra, un sentiero che si dirige in basso alle località Comba e Gravers.

Verso il bivio per la Testa di Peitagù

Addentrandoci nel vallone angusto del rio Borbone dopo qualche centinaio di metri e ad un bivio successivo, lasciamo a destra il ripido sentiero che si dirige alle Grangette e alla Testa di Peitagù (1815 m – cartelli segnaletici). Svoltando invece a sinistra verso Vinadio proseguiamo in discesa per qualche decina di metri. Scavalcando un rio passiamo tra le ginestre nel versante opposto con belle visuali retrospettive verso la strada già percorsa e la borgata Piron. Il sentiero ci porta dopo un po’ tra le vecchie case della borgata Baile (1040 m).

Ingresso tra le case della borgata Baile

Proseguendo oltre, ora su una bella sterrata, lasciamo a sinistra la mulattiera che scende verso il basso alla Comba arrivando in poco tempo al pianoro della località di “Castellar delle Vigne”, abbellito da belle case, in amena posizione, ristrutturate con gusto.

Arrivo a Castellar delle Vigne

La strada, ora asfaltata, scende verso Vinadio congiungendosi, ormai alle porte del paese, alla sterrata che sale al forte Neghino. Deviando a destra riprendiamo la salita che gradualmente si sviluppa a lunghi tornanti protetti da robusti muri di pietra nera.

Lungo i tornanti che precedono il forte Neghino

Sguardo all’indietro durante la salita al forte.

Dopo una lunga salita ci portiamo all’inizio di un inaspettato ampio pianoro erboso nei pressi di alcune baite rimesse a nuovo dove al fondo, in posizione più elevata, è collocato il forte Neghino di forma ellittica e circondato da un fossato.

Tra le baite che precedono il forte Neghino

Immagine ripresa dal forte verso il pianoro

Purtroppo i frassini stanno invadendone tutta la parte esterna, chiudendone un po’ la visuale. Con il forte Serziera, localizzato sull’opposto versante della Valle Stura, doveva servire da protezione al sottostante forte Albertino e al paese di Vinadio.

Salendo sulla sinistra del forte approdiamo ad una balconata panoramica dalla quale possiamo ammirare dall’alto tutto l’abitato di Vinadio. Il panorama si estende al vallone di Sant’Anna e, ad ovest, alla cerchia di montagne del Corborant (3010 m) e del Becco Alto dell’Ischiator (2996 m).

Vinadio ripresa dall’alto del forte

Il Becco Alto dell’Ischiator

Particolare dell’ingresso al forte Neghino

Puntando lo sguardo a nord-ovest possiamo ammirare l’innevato Monte Nebiùs (2600 m) che si innalza dal vallone di Neraissa e, più a sinistra, intravediamo la strada che dalla borgata sale verso i monti Autes e Varirosa.

Al centro, il Monte Nebius

Il ritorno invece lo facciamo seguendo il sentiero (tacche rosse) che parte a destra del forte e si dirige verso nord tra betulle, frassini e pini in direzione del valloncello incassato che scende dalla Punta del Fò. Dopo un po’ di cammino lasciamo ad un bivio un sentiero che scende diretto a Vinadio.

Inizio della discesa dal forte verso Vinadio

Indicazioni di discesa

Proseguendo invece verso Ponte Lentre (indicazioni) scavalchiamo il rio Borbone. Poco dopo, in salita, lasciamo a destra il sentiero che porta ai Prati Borbone ed al Corso del Cavallo (indicazioni) seguendo in leggera discesa il percorso che prosegue tra rive di ginestra in direzione del centro del vallone Neraissa.

La mulattiera che porta al ponte Lentre

Toccando prima la vecchia borgata Lentre, in stato di abbandono, raggiungiamo infine l’omonimo ponte in legno. Svoltando a sinistra ci portiamo sulla vecchia strada di discesa da Neraissa che più in basso si collega agli stretti tornanti di quella nuova scendendo direttamente ad una porta del Forte Albertino che apre sul centro di Vinadio.

Cascate di ghiaccio scendendo verso Vinadio

All’entrata di Vinadio

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Forte Neghino
Forte Neghino (206 kB)

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