Gennaio 2015. Questo periodo con così poca neve ci invoglia ad intraprendere un percorso ad anello che ci porterà a scoprire il borgo di Narbona, diversamente impossibile da raggiungere durante il periodo invernale.

Colletto, base di partenza dell’escursione, lo raggiungiamo da Cuneo seguendo la strada fino a Caraglio. Da qui deviamo verso Valgrana. Superato poi il paesino di Pradleves raggiungiamo Campomolino e, ad inizio paese, ci infiliamo a destra nella stretta strada a tornanti che raggiunge la borgata Colletto (1268 m) dove troviamo parcheggio su un piccolo piazzale.

Tornati indietro al tornante precedente prendiamo la strada (indicazioni) che si inoltra verso Valliera e Narbona (l’Arbona in dialetto provenzale).

Dopo un po’, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per Valliera e il Colle della Margherita seguendo invece il sentiero che incide lateralmente i pendii fortemente scoscesi del vallone di Narbona.

Il percorso iniziale

Alle nostre spalle, Colletto

Durante i primi tratti di salita, sul lato destro, possiamo osservare una massicciata in pietre che serviva da “posa dei morti” (nel periodo invernale i morti venivano custoditi in qualche fienile della borgata e portati al cimitero di Colletto solamente quando non c’erano più problemi con la neve).

Il sentiero prosegue e va a raggiungere su un poggio panoramico un piloncino (pilone di Narbona), dal quale si ha una bella visuale di Campomolino e dell’aguzza Rocca Cucuja (2144 m).

Dal piloncino, veduta su Campomolino

Il piloncino lasciato alle nostre spalle

Contornando asperità rocciose la mulattiera prosegue tenendosi a debita distanza dal fondo valle, procedendo con leggere salite e discese tra betulle, frassini e qualche ginepro e scavalcando di tanto in tanto rivoli laterali.

Tratto del sentiero

Scavalcando alcuni rivoli ghiacciati

Molto in alto, verso destra, possiamo notare le Rocche la Bercia che toccheremo al nostro ritorno. Superando lungo il cammino numerosi rivoli laterali raggiungiamo, ad un bivio, il sentiero proveniente dal fondovalle di Campomolino e, più avanti, ci imbattiamo in una costruzione in pietra denominata “il Tech”.

Poco oltre scavalchiamo un rio che raccoglie le acque di una comba soprastante ed in salita a zig-zag ci inoltriamo verso un lungo viale di frassini che precede la borgata di Narbona (1495 m).

Il viale di frassini che precede la borgata di Narbona

Il paesino, abitato fino alla fine degli anni ’50, è ora in completo stato di abbandono. Facendoci largo tra le macerie delle vecchie case, dopo aver superato la cappella della Madonna della Neve, nella quale sono ancora presenti i banchi di preghiera, girovaghiamo tra le tante antiche abitazioni crollate o che stanno per crollare.

In alcune sono ancora presenti vecchi mobili, testiere di letti o altro; fortunatamente una parte è stata portata nel museo etnografico di Campomolino, dove è stato ricostruito l’ambiente montanaro di Narbona utilizzando mobili e suppellettili recuperati nel 2013 anche con l’aiuto di un elicottero;  molto altro è stato razziato. Sembra impossibile che tante persone (si parla di almeno 120 presenze negli ultimi anni di permanenza) siano vissute in un luogo così isolato, impervio e lontano da tutto.

La borgata è disposta a cascata su una riva scoscesa e d’inverno non vede il sole, che passa dietro la Cima Crosetta (2194 m).

La chiesetta della Madonna della Neve ed alcune case crollate

Lasciata Narbona ed il sentiero che verso sinistra sale alla Cima Crosetta, San Magno e al Monte Tibert, riprendiamo il nostro cammino seguendo quello che, al di sopra della borgata, prosegue in direzione delle grange Coulbertrand (1614 m). Le raggiungiamo con una lieve salita dopo aver aggirato un costone.

Al centro dell’immagine, le Rocche la Bercia

In camino verso le grange Coulbertrand

Dalle grange Coulbertrand parte una sterrata, da poco costruita, che in salita costante si sviluppa tagliando il prativo versante ovest della cresta del Balou.

Presenza di ghiaccio sulla sterrata

Doppiato il costone riprendiamo il percorso verso le Rocche La Bercia e Colle la Bastia (1690 m), che segna il punto più alto dell’escursione odierna, per poi iniziare la discesa che porta alla bella e soleggiata borgata Batuira (1612 m).

Arrivo al colle la Bastia nei pressi di Rocche La Bercia

A Batuira possiamo attingere acqua ad una fontana e sostare tra le case per il pranzo.

In discesa verso le borgate Batuira (a sinistra) e Valliera

Tra le case a Batuira

Più tardi riprendiamo la discesa sui tornanti che scendono in direzione di Valliera, svoltando a destra ad un incrocio e, poco dopo, a sinistra verso Campofei (diretto). La strada si snoda sul versante soleggiato lasciando distante l’abitato ristrutturato di Valliera che possiamo ammirare splendidamente adagiato su un costone.

Valliera e, sopra, Batuira

Passati poi vicino ad un pilone votivo ci avviciniamo alla successiva borgata Campofei.

Dal pilone votivo

In questo momento si stanno facendo pregevoli lavori di ristrutturazione attorno alla chiesetta.

Arrivo alla borgata di  Campofei

Dal piazzale seguiamo poi una scaletta di pietra che scende in basso nel vallone e poco sotto teniamo la sinistra per tornare a Colletto su sentiero.

Durante la ripida discesa nel bosco di frassini passeremo vicino ad alcune vecchie abitazioni in pietra (l’Arbre), poi al piloncino votivo del Sacro cuore arrivando poco dopo nuovamente tra le case di Colletto.

N.B.: Per saperne di più sulle condizioni di vita della gente di Narbona, può essere interessante la lettura del libro “FINESTRA SUL PASSATO” scritto da Giacomo PAROLA che lì ha trascorso e vissuto, come maestro elementare, l’anno scolastico 1952-1953. Il libro, che ricorda le sue esperienze di insegnante di montagna, è scritto in poche copie che si stanno esaurendo e che si possono ancora trovare nella libreria “Passepartout” di Caraglio.

In discesa da Campofei verso Colletto

La Rocca Cucuja vista dalle case di Colletto

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