L’ultima volta alla Cima Cialancia risale a qualche anno fa. La raggiungemmo da Desertetto, in valle Gesso (vedi). Oggi vogliamo ritornarci percorrendo un bell’itinerario, privo di difficoltà e pericoli, dalla valle Stura.

Per raggiungere la base di partenza, da Borgo San Dalmazzo occorre raggiungere Demonte. Al termine del paese, dalla S.S.21 stacca una strada a sinistra che, in discesa, va a scavalcare il fiume Stura e a immettersi sulla vecchia strada militare. Qua occorre svoltare a sinistra e poco dopo a destra (indicazione per Bergemolo solo dal senso contrario). Si prosegue quindi su una stretta e ripida strada asfaltata per altri 5 chilometri fino a raggiungere la piccola borgata.

31 Gennaio 2015. A Bergemolo (1160 m) lasciamo l’auto nel parcheggio adiacente la struttura del rifugio dell’Olmo Bianco (nome dovuto alla presenza di un enorme olmo centenario, tra i più grandi del Piemonte). La strada, che prosegue in direzione sud-est, parte proprio dalla base dell’olmo e taglia un grande prato, delineato da una fila di frassini, che ospita alcune piste da sci di fondo e biathlon. Poco distante raggiungiamo le prime case della borgata Carter.

In salita oltre la borgata Carter

La strada piega verso sinistra e in salita moderata, delineando un leggero semicerchio, attraversa un boschetto di frassini, betulle e querce portandoci in vista di una struttura per la captazione delle acque.

Tratto nel bosco

Continuiamo a salire nel bosco fino a raggiungere la grande radura denominata “Prà della Sala” (1496 m).

Nelle vicinanze del Prà della Sala

La strada prosegue all’interno e, sul margine superiore della stessa, raggiungiamo il bivio per il Chiot, Bergemoletto e Bergemolo. Svoltando invece verso sinistra (colle dell’Arpione e Monte Bourel) riprendiamo la salita che con pochi tornanti ci trasferisce all’interno di una faggeta. Poco dopo ci imbattiamo in un secondo bivio (indicazione per Colle dell’Arpione).

Abbandoniamo definitivamente la strada che prosegue verso una cava di marmo non più utilizzata svoltando su un sentiero che parte ripido sul versante destro e, addentrandoci in una folta pineta, risaliamo a zig-zag il pendio che in un quarto d’ora conduce direttamente al colle dell’Arpione (1735 m).

Arrivo al colle dell’Arpione

Ci troviamo ora sul divisorio della valle Gesso con il nostro sguardo che può finalmente spaziare e distendersi ad est.

Proseguendo dal colle

Proseguendo verso sinistra (nord-est) costeggiamo la folta pineta che delinea il crinale con la valle Stura. Possiamo già notare, in lontananza, la nostra meta ma per raggiungerla occorre affrontare una salita più impegnativa che termina sulla vicina Cima Peirolera (1827 m).

Avvicinamento alla Cima Peirolera

Quindi, con percorso più agevole, scavalchiamo alcuni dossi fino a raggiungere il cippo in pietre collocato sulla cima Cialancia.

Verso la cima, dove qualcuno ci ha preceduti

Sguardo verso le Alpi Cozie

Tre escursionisti ci hanno preceduti e altri ne arriveranno ancora, confermando quanto sia apprezzata l’escursione a questa cima. Oltre alla pregevole veduta su Demonte, collocato mille metri più in basso, apprezziamo molto quella del vicino Monte Bourel (2468 m) che abbiamo salito sia dalla val Gesso (vedi) che dalla valle Stura (vedi).

Cima Cialancia

Sguardo all’indietro sul percorso e sul Monte Bourel

Verso sud-est abbiamo una visuale importante che contempla le cime Bussaia (2450 m), Frisson (2637 m), Rocca dell’Abisso (2755 m) e, più a destra, il Lausetto (2687 m) e il Monte Stella (3262 m) con veduta della vertiginosa discesa del canalino di Lourousa.

Dalla Cialancia puntiamo il tele verso il Frisson e la Rocca dell’Abisso…

… e il Monte Stella con a fianco il Canalino di Lourusa

Verso nord e nord-ovest possiamo notare tutte quelle poste sul lato orografico sinistro della valle Stura, tra le quali il monte Nebius (2600 m), la Rocca Radevil (1957 m), il Corso del Cavallo (2042 m), l’Alpe di Rittana (1797 m) e il Tagliarè (1654 m).

La nostra permanenza in punta si esaurisce dopo una mezz’oretta perchè ai ragazzi è venuto un certo languorino. Che andiamo a colmare nei pressi del colle dell’Arpione, dove un tronco di pino caduto funge perfettamente da panca e tavolo.

Immagini della discesa

Più tardi, sulle orme dei nostri passi e soddisfatti di questa bella escursione, dal colle ridiscendiamo verso Prà della Sala e infine all’olmo secolare di Bergemolo e al rifugio, aperto tutto l’anno nei week-end o su prenotazione nel restante periodo (cellulare 340 3308129, sig. Brocchiero Mario).

Ritorno al Prà della Sala

Ritorno nel bosco

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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