Pervenendo a Brossasco rimaniamo stupiti nel vedere scendere alcune macchine coperte di neve fresca. Quella mattina, 5 marzo 2015, nulla lasciava supporre che nella notte un bel manto di neve fresca avesse imbiancato la vallata.

Già risalendo il vallone di Gilba, dopo alcuni chilometri ci troviamo letteralmente immersi in un paesaggio spettacolare, finlandese, con strada e alberi arabescati.

Con fatica e qualche spinta riusciamo a raggiungere con l’auto il fondo valle e parcheggiare sul lato strada (1153 m) nei pressi della deviazione per San Sisto.

Strada e alberi arabescati nel vallone di Gilba

Oltrepassato il ponte, svoltiamo a destra su neve immacolata in direzione della borgata Danna (1326 m) passando nei pressi del nucleo di case di Lantermino.

Salita dalle case di Lantermino

Dopo un po’ di salita due grossi curvoni ci fanno approdare tra le case di Danna e proseguire sotto l’arco della Cappella dell’Assunta (XVIII sec.). La strada, ben innevata, prosegue per un tratto poi ci innalziamo verso destra lasciando più in basso il torrente Gilba.

In salita oltre la borgata Danna

Il percorso è dolce e si sviluppa all’interno di boschetti di frassini e betulle che poi si lasciano proseguendo sotto le ripide pendici del Bric Arpiol (1714 m) e del Bric la Piata (1741 m).

Paesaggio immacolato

A distanza s’intravede già il colle di Gilba (1525 m) che si affaccia sulla valle Po. Quando ci troviamo nelle vicinanze a sinistra appaiono gli impianti sciistici del pian Munè.

Arrivo al Colle di Gilba

Molto bello anche lo sguardo sull’opposto versante e sui lontani monti della Valle d’Aosta.

Panorama dal colle di Gilba

Dal colle, a destra inizio della salita che porta al Bric la Piata

Dal piloncino in pietra ora svoltiamo a sinistra (sud) per percorrere la strada appena accennata che sale in direzione del colle del Prete. Dopo un primo tratto pianeggiante il percorso svolta a destra e si addentra in un valloncello laterale inciso da un ruscello che scende dal Combal Spiale.

Scavalcando il ruscello

Lo spessore di neve fresca e farinosa è aumentato (20 cm circa). Superato il ruscello risaliamo un tratto rettilineo in una pineta e giunti sul crinale svoltiamo a destra sul doppio tornante che ci fa risalire di quota e proseguire (sempre verso sud) sotto ripide pendici in direzione del Colle del Prete che individuiamo ancora distante.

Sul rettilineo della pineta

Il percorso taglia pendii nevosi dai quali possiamo goderci il panorama sul candido Bric la Piata, sul lato opposto.

Al fondo, il candido Bric la Piata

L’ultimo tratto di salita che precede il colle del Prete

Arriviamo al Colle del Prete (1716 m) e ce ne accorgiamo dal vento freddo e impetuoso da nord che oggi soffia più potente del solito.

Colle del Prete

Pausa al colle del Prete

Molto bello il panorama che si estende dal Monte Birrone (2131 m) al Pelvo d’Elva (3064 m), mentre sulla destra vediamo la Testa di Garitta Nuova (2385 m). Cerchiamo un posto per pranzare riparato dal vento (si fa per dire) ma, nonostante il freddo pungente, ci sentiamo privilegiati nel trovarci oggi in mezzo a questa bella neve e in un punto così panoramico. Nel frattempo altri due escursionisti, provenienti da Becetto, fanno capolino verso di noi rinunciandosi a fermare per il troppo vento.

Più tardi riprendiamo la salita sul vicino mammellone (sud-est) toccando il punto più alto dell’escursione (quota 1769).

Sulle rocce soprastanti

Sospinti dal gelido vento

Dalle rocce lentamente degradiamo verso il Passo di Malaura (1647 m), toccando prima la Rocca Balma Fourn (1738) poi scendendo verso la base del Monte Ricordone (1763 m), sospinti da un vento impetuoso che forma cornici nevose.

In discesa verso il passo di Malaura

…sulle cornici nevose

Non risaliamo al Ricordone, ormai vicino, già raggiunto lo scorso anno, ma dal cartello indicante il Passo di Malaura, torniamo indietro in piano per una cinquantina di metri poi per intuizione, visto che la neve che ha cancellato del tutto il sentiero, seguiamo verso nord-est nei pressi di una fila di basse betulle un percorso in lieve discesa diagonale che, superando piccoli avvallamenti, gradatamente ci condurrà (tacche gialle sugli alberi) verso la frazione di Ricchetta (1359 m).

Arrivati nel piccolo agglomerato di case ritroviamo la strada asfaltata e percorrendo il restante tratto di discesa fino a Lantermino raggiungeremo, verso destra, il piccolo parcheggio dal ponte per concludere questa fantastica escursione.

Discesa dal passo di Malaura

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