Marzo 2015. Superiamo il ponte svoltando a destra sulla strada che sale in direzione del vallone del Piz e del rifugio Zanotti. Pochi tornanti ci conducono verso il termine del paese fino all’ultima casa, da dove prende inizio il tratto innevato.

Calzate le ciastre e risalito un tratto di circa 300 metri, ad un trivio lasciamo proseguire la strada che conduce nel vallone del Piz per svoltare a destra e percorrere la vecchia strada di collegamento con Pontebernardo che, con piacevole percorso, taglia trasversalmente lo splendido bosco di abeti bianchi del Balaur (in passato, tra il XV e il XVIII secolo, la pianta veniva utilizzata, data la notevole altezza dei suoi fusti, come albero di maestra per le navi, mentre ancora oggi, soprattutto nell’Europa centrale, gli esemplari più giovani vengono utilizzati come alberi di natale).

Tratto nel bosco del Balaur

Durante la progressione nel bosco ci troviamo a passare sotto la condotta forzata che porta acqua alla centrale di Pietraporzio, ed un po’ oltre ad affiancare una ex casermetta, dalla quale prende inizio un tratto di discesa che ci condurrà nel vallone di Pontebernardo (lungo questo tratto vi sono possibilità di belle vedute sull’omonimo paese).

Veduta su Pontebernardo

Raggiunto il ponticello che scavalca il rio svoltiamo a sinistra passando accanto ad una costruzione in cemento e, con un traverso diagonale, ci ricolleghiamo alla strada che transita più in alto. Un tratto nel bosco ci conduce poi alla deviazione per Murenz e il Becco Rosso che lasciamo a destra.

Proseguendo oltre, la strada raggiunge due case in pietra utilizzate dai malgari in estate, poi si stende tra larici che si infittiscono sempre più andando a raggiungere un ponticello che ci trasporta sulla destra orografica del vallone.

Dalle case dei malgari

Ci spostiamo sul lato destro orografico

Alcuni tornanti risalgono ora le ripide pendici nevose della Cima del Rouss (2604 m) e della Costabella del Piz (2599 m) dove occorre ben valutare la possibilità di slavine e prestare molta attenzione in caso di neve abbondante (al limite tenersi più in basso sul greto del fiume).

Con un taglio diagonale sul nevaio ci avviciniamo all’imbocco della piana dei Prati del Vallone che si apre, come per magia, a ventaglio con uno spettacolare panorama che, dalla parte sinistra, inizia con il Becco Alto del Piz (2912 m).

Verso i Prati del vallone

All’inizio del tratto in piano

Un piccolo tratto in piano ci conduce verso la Casa per ferie “Regina delle Alpi” e al Rifugio Talarico (1720 m) che rimane leggermente a destra in posizione più elevata.

Le case Regina delle Alpi

Il rifugio Talarico

Il Rifugio, di proprietà del CAI Ligure, è dotato di 15 posti letto (tel. 010.592122 – cell. 338.1898768).

Arriviamo proprio nel momento in cui tre scialpinisti francesi, tornando da un lungo giro, stanno scendendo le pendici provenienti dal rifugio Lausa (2404 m).

Dal rifugio ci spostiamo verso le case

Immagini delle case

Oggi non intendiamo proseguire oltre. Su tutti i lati ci sono freschi ed evidenti segni di slavine.

Slavinamenti sul sentiero che conduce verso il Passo delle Scolettas

Dopo aver passeggiato tra le case di vacanza torniamo al rifugio per il pranzo ammirando tutto il paesaggio attorno che ci lascia stupiti per la bellezza.

Più tardi sopraggiunge anche un po’ di sole, venuto a colorare un paesaggio totalmente bianco.

Scendendo nel lariceto affrontiamo ora la discesa ricalcando le orme del mattino fino a Pietraporzio.

In discesa dai prati del vallone

Attraversamento sulla sinistra orografica

Discesa diagonale verso il centro del vallone

Al ritorno, veduta sul Bersaio (sin.) e sul Monte Nebius (a destra)

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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