L’escursione di Mario Borsotto al santuario, pubblicata sul settimanale “La Guida” , ci ha fatto venire voglia di provare questo nuovo itinerario, che si svolge zigzagando tra vecchi piloni votivi, cappelle antiche e numerose borgate.

Marzo 2015. Pensavamo di fare un’escursione con le ciastre ma la poca neve presente su questo assolato versante ci induce a pensare che potrebbero solo essere d’intralcio; le lasciamo quindi sull’auto.

Dopo i primi tornanti ci affacciamo sulle graziose case della borgata Cogno (750 m) e proseguendo oltre, dopo alcune curve superiamo anche la borgata Chiaronto (780 m).

Case della borgata Cogno

In direzione est raggiungiamo e aggiriamo la borgata Billiardi (830 m).

Verso Sant’Eusebio

Altri tornanti ci portano in direzione nord-ovest dalle prime case di S. Eusebio, sovrastato dalla Chiesa Parrocchiale del XV secolo.

Poco distante, e con la sagoma frontale del Monte Birrone sull’opposto lato della valle, andiamo a raggiungere le due borgate di Perot inferiore e Perot superiore, dopo le quali ha termine il tratto asfaltato.

Belle casette nella borgata di Perot inferiore

Vista ravvicinata sull’abitato di Melle

Pilone votivo lungo il percorso

Riprendendo a salire sullo sterrato (direzione nord) dopo un traverso ed alcuni tornanti raggiungiamo una zona prativa dalla quale, verso destra, si erge un cucuzzolo che ospita l’antica cappella di S. Michele (XIV sec.) che andremo a visitare al nostro ritorno.

Poco dopo la strada prosegue a lunghi tornanti che noi tagliamo (indicazione) con due tratti di una scorciatoia che si infila nel bosco di betulle, ginepri e castagni selvatici.

Scorciatoia tra le betulle

Tornati nuovamente sulla strada ci avviciniamo alla borgata Pantoisa (1074 m), ben adagiata sul lato soleggiato.

Arrivo ad un bivio

Borgata Pantoisa

Proseguendo sulla strada che ora troviamo innevata da uno strato di una ventina di centimetri, eseguiamo ancora alcune giravolte nel bosco prima di raggiungere il pilone votivo che precede la struttura della chiesa della Madonna della Betulla.

Arrivo al Santuario

Il posto ci lascia piacevolmente sorpresi perché mai avremmo pensato di trovare un luogo così spazioso, panoramico ed una chiesa così grande e ben tenuta.

Balconata panoramica sul versante destro della Valle

Il frontale del Santuario

Ora possiamo fare un momento di pausa per esaminare ognuna delle varie cime poste sul versante opposto della vallata.

Tratto di panorama dalla chiesa

Poco più tardi ci spostiamo sul sagrato della chiesa cercando di individuare l’accesso alla guglia del Nivo, che è posta sul divisorio con il vallone di Gilba. Dal sagrato, seguendo le indicazioni, c’è anche la possibilità di seguire un tratto di strada che conduce alla cappelletta di San Bernardo delle Sottole (sec. XIX), distante una mezz’oretta. Non trovando invece sentieri per la guglia del Nivo, cancellati dalla presenza di uno strato abbondante di neve, ci innalziamo nel fitto bosco seguendo un percorso diagonale verso sinistra (nord-ovest). Qui le ciastre ci avrebbero fatto comodo.

Salita verso la guglia del Nivo

Raggiunto il crinale, dopo un dislivello di circa 115 metri, individuiamo la guglia che andremo a raggiungere. Purtroppo, per via degli alberi, non abbiamo l’ampia visuale che ci aspettavamo.

Torniamo quindi a ritroso verso il santuario per pranzare, dove abbondano i punti di sosta panoramici.

Più tardi, tornati sui nostri passi, ci rechiamo a visitare l’antica chiesetta di San Michele, che viene qui festeggiato ogni anno nel giorno della ricorrenza del santo (29 settembre).

Sul poggio è eretta la chiesetta di San Michele

Oggi siamo anche fortunati perché troviamo la graziosa cappella aperta da due volontari che si sono recati fin qui per svolgere alcuni lavori di manutenzione. Grazie a loro possiamo quindi visitarne l’interno con la statua di San Michele. È bello vedere che c’è ancora qualcuno che dedica gratuitamente il proprio tempo per curare l’ambiente e mantenere vive le tradizioni del luogo. Senza il lavoro e la dedizione di queste persone tutto andrebbe a perdersi.

L’interno della cappella di San Michele

Visuale su Brossasco dalla cappella di San Michele

Tornati sullo sterrato torneremo a Valcurta seguendo il percorso fatto in precedenza.

Al ritorno, nei pressi della borgata di Sant’Eusebio

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