Oggi, 4 giugno 2015, abbiamo intenzione di compiere un’escursione all’interno del Parco naturale del Marguareis. Per raggiungere la base di partenza, da Chiusa Pesio occorre seguire la valle Pesio e superare in sequenza le frazioni di Vigna, San Bartolomeo e la località della Certosa. La strada asfaltata prosegue ancora per qualche chilometro e termina al Pian delle Gorre.

Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il Pian delle Gorre (1032 m, a pagamento nei fine settimana dell’estate, tutti i giorni dal 1 al 23 agosto). Superata la sbarra ci dirigiamo subito a destra della baita-rifugio percorrendo il tratto in diagonale che si infila nel bosco di stupendi abeti.

Si passano alcuni ponticelli in legno, che scavalcano prima un rio laterale, poi il torrente proveniente dalle cascate del Saut ed infine, dopo un ultimo tratto in discesa, si arriva presso un ultimo ponte che lasciamo a destra per svoltare sulla mulattiera (indicazioni per Pis del Pesio) che a sinistra sale nel fitto bosco.

In cammino verso il gias Fontana

Dopo aver percorso un buon tratto lasciamo a destra un sentiero che scende verso l’osservatorio faunistico, mentre brusche impennate ci conducono nei pressi del Gias Fontana (1218 m). Pochi metri dopo (segnalazioni) lasciamo proseguire il percorso che porta alla cascata del Pis del Pesio per imboccare quello che verso destra (sentiero H12 Colla del Vaccarile) scende fino al torrente dove facciamo una breve sosta per ammirare la bellissima cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio.

La cascata alimentata dalle sorgenti del Pesio

Oltrepassato il ponte in legno ha inizio un percorso a zig-zag nel fitto bosco. Dopo alcuni minuti di cammino lasciamo a sinistra (sud) un viottolo che porta ad ammirare dall’alto le sorgenti del Pesio mentre noi proseguiamo tra i faggi verso ovest incuneandoci nella Gorgia Furnaza.

Usciamo infine allo scoperto sulla radura che si protende sotto la Cima Baban (2102 m) per raggiungere in salita il bivio che porta al Passo di Baban, al gias dell’Ortica e al Passo del Duca (1989 m).

Tratto di sentiero che conduce al Passo di Baban

Volgendo a destra (nord) tagliamo alcune scoscese pendici e, superata una spalla, verso sinistra andiamo a raggiungere il gias sottano del Vaccarile (1668 m).

Verso il gias sottano del Vaccarile

Gias sottano del Vaccarile

Proseguendo nel percorso a semicerchio, passiamo vicino ad alcuni vistosi roccioni; in particolare uno attira la nostra attenzione e lo battezzeremo “dente del gigante”.

Il gias sottano del Vaccarile già a distanza

Il “dente del gigante”

Aggirata la costa scendiamo in una gorgia per alcuni metri e, dopo aver ripreso la salita superando alcune roccette, ci portiamo sul pianoro erboso soprastante, spettacolare per bellezza e quantità di fiori. Un po’ spostato a sinistra è ubicato, in amena posizione, il gias soprano del Vaccarile (1911 m). Torneremo qui per pranzare.

Arrivo al gias soprano del Vaccarile

Procediamo per prati seguendo alcuni paletti segnaletici che ci conducono verso nord-ovest in direzione della colla del Vaccarile, non più molto distante da qui.

Dal gias, in salita verso la colla del Vaccarile

Negli ultimi metri prima della colla

Avvicinandoci abbiamo l’impressione di vedere verso l’alto neve fresca, ma l’illusione è data dalla grande quantità di fiorellini bianchi disseminati dappertutto. Raggiungiamo infine la colla Vaccarile (2050 m), oltre la quale si è in valle Vermenagna.

Arrivo alla colla

L’arrivo di Fulvio

È tutto talmente bello che abbiamo l’impressione di trovarci in un paradiso terrestre (mosche a parte).

Dalla colla lo sguardo raggiunge il massiccio del Marguareis

A poca distanza (nord) abbiamo le punte Mirauda (2157 m) e Agugion (2132 m) che ci aspettano ancora e che abbiamo intenzione di salire.

Il grande panettone che termina sulla Punta Mirauda

Verso sud abbiamo di fronte il Marguareis, il Passo del Duca (1989 m) la conca delle Carsene e la cima della Fascia (2495 m).

Sguardo verso la cima della Fascia

Un ultimo sforzo ci conduce sulla loro sommità, dalle quali è visibile il Bric Costa Rossa (2404 m) e tutta la Besimauda (2231 m) mentre, nel versante opposto, il gias sottano Pittè (1628 m) e il gias sottano del Colle (1588 m).

Dalla cima Agugion veduta sulla Besimauda

Tornando verso la colla troviamo un gruppo di tre ragazze provenienti da Limone, dirette anch’esse alla Mirauda.

A malincuore lasciamo questo angolo di paradiso per scendere fino al gias Vaccarile soprano per lo spuntino del pranzo.

Ritorno al gias Vaccarile soprano

A pochi metri dalla struttura, tra l’erba, fanno la loro comparsa due viperotti (di circa 30 cm l’uno) di qualche fresca nidiata che non faticano a mimetizzarsi tra l’erba bassa. Li fotografiamo e lasciamo andare al loro destino mentre noi, per non correre rischi, ci spostiamo poco più in là sulle pietre dove la presenza di rettili risulta più visibile.

Più tardi abbandoniamo questo bel posto per riprendere la via del ritorno, prima verso il gias Vaccarile sottano, poi al gias Fontana facendo ritorno infine al pian delle Gorre.

Sentiero di discesa al gias sottano

Nei pressi del “dente del gigante” (al centro del prato si noti il gias sottano)

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.
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