Giugno 2015. Infiliamo la sterrata che sale a sinistra del parcheggio lasciando, dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra il sentiero per il Pian del Creus (da cui faremo ritorno) e gradatamente raggiungiamo il piazzale denominato “il Salto” (1184 m) dal quale hanno inizio vari sentieri (seguire indicazioni per il rifugio Garelli).

Dopo un po’ di cammino tortuoso in pineta, superiamo il ponticello in legno sul Rio Sestrera che, appena più in basso, dà origine alle cascate del Saut. Ancora qualche minuto e arriviamo nei pressi del gias sottano di Sestrera (1341 m), dove si ha un primo approccio visivo del massiccio del Marguareis e dove il percorso si sdoppia: a destra si entra nel vallone del Marguareis verso il Passo del Duca, a sinistra invece si va direttamente al Rifugio Garelli. Quest’ultima è la nostra direzione.

Con una marcia in leggera salita ci addentriamo tortuosamente in un nuovo boschetto di abeti.

Al termine del boschetto

Dopo numerosi tornanti usciamo allo scoperto su una radura in pieno sole. Ora si presenta una bella china che risaliamo affacciandoci in prossimità del gias Soprano Sestrera (1842 m).

Immagini in prossimità del gias Soprano di Sestrera

Il panorama diventa grandioso. Con un solo sguardo possiamo abbracciare la fantastica parete nord del Marguareis ed anche il grande Rifugio Garelli (ricostruito nel 1991 dopo l’incendio del 1987).

Nel tratto oltre il gias

Aggirato il gias sulla destra (fontana) non rimangono che pochi minuti di cammino per giungere alla nostra meta.

La parete nord del Marguareis

Di proprietà del CAI di Mondovì il rifugio, posto tappa del GTA e via alpina, è dotato di 90 posti letto in camerette (12 posti letto nel locale invernale) ed è gestito da oltre trent’anni dal sig. Guido Colombo (tel. 0171/738078 – cell. 339 7709937). È aperto, di norma, dal 15 giugno al 15 settembre, ma anche in altri periodi su prenotazione.

Immagini del rifugio Garelli

L’anello che oggi vogliamo fare al ritorno è un bel percorso, insolito e alternativo a quello che avviene, di norma, dal vallone del Marguareis. Un po’ lunghetto, ma molto vario e panoramico, si sviluppa a nord del rifugio sotto le cosiddette cime di Serpentera (2358 m), Cima Cars (2218 m) e Bartivolera (1957 m), mentre la discesa avverrà dal Pian del Creus. Dal Garelli ridiscendiamo fino al gias Soprano Sestrera, dove, nei pressi della fontana, il sentiero taglia obliquamente verso destra. Tacche bianco/rosse ci guideranno ottimamente per tutto il percorso.

In discesa tra i rododendri…

…verso il Gias di Costa

Dopo aver superato un valloncello incassato in cui c’è ancora la presenza di neve, perveniamo al Gias di Costa (1700 m).

Piccolo nevaio da superare facilmente

Poco dopo, aggirata una piccola costola (Croce di Sestrera), il sentiero prosegue tagliando pendii in leggera ascesa con le curve che seguono le rientranze e le sporgenze della montagna, mentre le pendici della valle sono ricoperte di rododendri, qualche alberello di maggiociondolo, genzianelle e moltissimi fiori di asfodelo.

Maggiociondoli

Sguardo verso la cima Bartivolera…

…e verso la cima Cars (a destra)

È ancora distante il gias Madonna, occorre prima superare la Comba Comune

Più avanti, dopo aver superato un’abetaia, il sentiero intagliato nella roccia scende per una cinquantina di metri ed attraversa la Comba Comune per risalire subito dopo in una faggeta approdando infine nello spazio aperto del gias Madonna (1653 m).

Arrivo al Gias Madonna

Verso ovest si fa importante la visuale sul Vaccarile, sul Passo del Duca (1989 m) e sulle cime Mirauda (2157 m) e Fascia (2491 m).

Sguardo verso la Cima della Fascia

Ai piedi di una struttura del gias ci fermiamo per la pausa pranzo in compagnia di altri due escursionisti sopraggiunti dal basso, iniziando subito dopo il ritorno.

A qualche metro dalla struttura più grande, una pietra aguzza in mezzo al prato segna l’inizio del sentiero di discesa (ovest) verso il sottostante Pian del Creus che raggiungeremo percorrendo la valle Serpentera.

Giunti al pian del Creus e al relativo gias (1296 m) scavalchiamo un ponticello in legno che, oltre il rio, prosegue in discesa a poca distanza dal rifugio privato “Villa Soche”.

Fiori di asfodelo e, tra gli alberi, il rifugio privato “Villa Soche”

L’ultimo tratto verso la sottostante strada attraversa un fitto bosco di latifoglie ed abeti bianchi e, prima di ricongiungersi alla sterrata che ci riporterà al Pian delle Gorre, si immerge tra ampie distese profumate dall’aglio orsino.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.

Letture consigliate

Vette delle Alpi dalla Liguria al MonvisoAndrea Parodi, 1996, Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso, Andrea Parodi Editore (di difficile reperibilità).
Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)Gabriele Gallo, 2013, Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri), Daniela Piazza Editore
Vedi su Amazon →

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.