Dalla cappella di Madonna delle Grazie

Luglio 2015. Dalla chiesetta, puntando in direzione est, senza seguire sentieri saliamo in leggera diagonale una lunga distesa di prati in fiore scavalcando, di tanto in tanto, alcuni recinti elettrici per mucche.

In salita libera verso la selletta

Dopo aver superato leggeri avvallamenti e circa trecento metri di dislivello, verso destra, agli inizi della Costa Sebolet, compare una selletta (quota 1370 m) posta tra alcune caratteristiche rocce.

Roccia caratteristica dalla selletta

Dalla selletta, proseguiamo in salita per un breve tratto di costa trovando un sentiero che poi degrada nel vallone di Verzio.

Vallone di Verzio: in salita al roccione che compare a destra nella foto

Dal centro del vallone, con vista eccezionale verso le pareti grigiastre di Rocca La Marchisa, lasciamo più avanti a sinistra il sentiero che porta ai Colli di Vers (2862 m) e delle Sagne (2883 m) e raggiungiamo più avanti un ammasso roccioso posto al di là del rio nel centro del vallone.

Veduta dal vallone di Verzio su Rocca la Marchisa

Alla base della roccia, addossato alla parete, è collocato un rudere in pietra denominato Capanna di Verzio (2483 m).

Ruderi della Capanna di Verzio, sotto il roccione

Pochi metri sopra si entra in un grande pianoro erboso. Per la salita verso il Passo delle Brune (2846 m) e il successivo Passo sud-est del Chersogno (2880 m) occorre percorrere un tratto di circa 150/200 metri del pianoro (direzione nord), superare un piccolo rio poi piegare a destra seguendo radi ometti.

Uno sguardo frettoloso e sommario alla cartina topografica, dato da noi nei pressi della Capanna Verzio, ci induce in errore facendoci percorrere verso sud-est un lungo tratto di salita fino al Colle Ruissas (2677). All’arrivo al colle ci rendiamo conto che la quota prevista non corrisponde. L’errore ci è costato circa duecento metri di dislivello e due chilometri e mezzo di percorso in più.

Prontamente rimediamo tornando indietro fino al pianoro per seguire poco più avanti nel vallone un percorso ripido e senza sentiero che ci porterà in cresta, leggermente a destra del passo delle Brune (2846 m).

Salendo verso il passo delle Brune, vista sulla cima della Lausa (2934 m)

Dal passo delle Brune un leggero tratto in diagonale ci condurrà in pochi minuti al passo sud-est del Chersogno (2880 m) ed infine alla base del castello sommitale che risaliremo fino alla grande croce di vetta.

Dalla cresta, veduta dell’ultimo tratto del Chersogno

Salendo dal passo delle Brune al passo del Chersogno

Passo sud-est del Chersogno

Salita dal passo del Chersogno

Altre persone sono già giunte sulla cima, tra cui un coraggioso mountain biker che nell’ultimo tratto ha fatto portage, e lì facciamo amicizia con un gentile signore siciliano con moglie lombarda.

Verso la cima

Arrivo sulla cima

La giornata è molto bella ma alcune nuvole gravitano attorno al Pelvo d’Elva privandoci della sua veduta.

Dalla cima veduta sul Monviso. Il Pelvo d’Elva rimane nascosto

Dopo aver scritto due righe sul nuovo libricino di vetta ridiscendiamo al passo delle Brune (2846 m) per pranzare.

Inizio della discesa dal Chersogno

Pausa pranzo al passo delle Brune

Più tardi riprendiamo la via del ritorno, questa volta sul giusto percorso, fino all’ammasso roccioso e poi nuovamente giù nel vallone di Verzio.

Durante la discesa dal Passo delle Brune

L’ultimo tratto di discesa lo facciamo con un ritorno diverso dall’andata, cioè seguendo il sentiero che passa dalla grangia di Verzio Soprano (2108 m) e, in vista della grangia Verzio sottano (1976 m), deviando nei prati su un sentiero trasversale (direzione nord-ovest) che in poco tempo ci riporta presso la chiesetta di Madonna delle Grazie.

In discesa verso la grangia di Verzio

Nota: nella traccia GPS è compresa anche la deviazione verso il colle Ruissas ma nelle note tecniche dell’escursione abbiamo decurtato il dislivello e la lunghezza del tratto fatto in più.

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.