Se c’è una persona che conosce la val Maira meglio di chiunque altro, questa è Bruno Rosano. Nato a Pratorotondo (vallone di Unerzio), infaticabile autore di numerosi volumi, sempre ed esclusivamente dedicati alla sua amata valle, non ha bisogno di presentazioni.

Ogni volta che ci rechiamo in quelle zone usiamo sempre le sue carte (di cui avevamo parlato in passato), indispensabili per la precisione e ricchezza di particolari, che per questo compaiono regolarmente nella cartografia riportata al fondo di ogni nostra escursione.

Non appena abbiamo saputo che, esaurita l’edizione precedente, Rosano le ha fatte ristampare migliorandole ulteriormente, abbiamo subito voluto procurarcene una copia. La grafica è nuova (più leggibile), sono stati introdotti aggiornamenti e informazioni, ma soprattutto è presente anche la bassa val Maira arrivando a lambire Busca e Caraglio. Ora è coperta tutta la valle fino al versante francese compresa tra il fiume Grana e il Varaita.

Le mappe sono così diventate due, Chaminar en Bassa Val Maira e Chaminar en Auta Val Maira, vendute comunque in un’unica confezione (costo complessivo: 13€).

Chaminar en Bassa Val Maira (a sinistra) e Chaminar en Auta Val Maira (a destra)

Con un infaticabile lavoro di ricerca sul campo, Rosano ha inserito decine di elementi non presenti su altre carte come: sorgenti, fortini militari (con la loro denominazione), caserme e ricoveri, tutte le croci religiose (sia sulle vette sia altrove), le chiese, i piloni, i musei, i ponti e le attrezzature sportive.

Si tratta di carte di gran pregio, anti strappo, resistenti a pioggia e vento e neve. Da notare la scala 1:20.000, migliore rispetto a tutte le altre carte in commercio della zona che sono a 1:25.000 o 1:50.000, le curve di livello a 10 metri e l’uso delle coordinate WGS84-UTM-32T che le rende perfettamente compatibili praticamente con tutte le apparecchiature GPS in commercio.

Sul retro della mappa della bassa val Maira inoltre è riportata una gigantesca fotografia (110×70) scattata dall’Aiguille de Chambeyron con denominazione di tutte le vette e i laghi visibili (oltre settanta).

Abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con Rosano, così gli abbiamo fatto alcune domande per farci spiegare meglio la passione che si nasconde dietro al suo (monumentale) lavoro.

D: Da quanto tempo lavori a queste mappe?

R: Un vero e proprio inizio per questo lavoro non c’è mai stato, ma è una passione che coltivo da tempo, quella di veder rappresentato il territorio nel modo più completo possibile, pur con tutti i limiti di spazio e convenzioni. Nei miei viaggi ho sempre cercato le mappe, per poter immaginare la realtà attraverso schemi e disegni ed ho sempre desiderato la mia mappa ideale: ora finalmente ho potuto realizzare nel piccolo quello che volevo. Purtroppo mi sono reso conto che bisogna scendere a compromessi ed ho imparato, a mie spese, che non è cosa facile essere completi e nello stesso tempo semplici…

D: Ci racconti il lavoro che ci sta dietro e gli strumenti che utilizzi, dalle rilevazioni sul campo alla realizzazione su computer?

R: Principio fondamentale, indispensabile e irrinunciabile, sia nel comporre guide (come “Charamaio mai en Val Mairo”) che nello stilare mappe (Come “Chaminar en Val Maira”), a mio parere è conoscere il territorio, averlo vissuto e capito: ragion per cui mi sono limitato alla mia valle, l’unica che per ora posso, seppur non in modo completo, conoscere un po’…

Questa conoscenza mi ha portato da molti anni a consultare le mappe esistenti, a scovare imprecisioni o mancanze, fino a immaginare in me la mappa che avrei voluto… L’aver preso nota da anni, sia mentalmente che fisicamente, di questi desideri, mi ha portato ad iniziare questa opera. Però non sono sufficienti nomi, denominazioni o quote, ma occorre trasporre la realtà sulla carta, ove non ci sono basi esistenti.

Con l’evoluzione della tecnica, un aiuto notevole è stata la rilevazione con sistemi GPS, impensabile fino a non molti anni fa: tecnica che ho prontamente recepito e che mi ha aiutato non poco nelle rilevazioni sul terreno. Ogni gita, nel corso di anni è stata corredata di traccia, di punti, di quote, fino a comporre un mosaico, quello che sarebbe diventato la “mia” cartina.

Partendo dalle quote di livello fornite dalla Carta Tecnica Regionale del Piemonte ho potuto costruirmi (non prima di essermi studiato molti e complessi sistemi di renderizzazione) un modello tridimensionale da “vestire” con le mie tracce e i miei riferimenti, lavoro impegnativo che richiede l’apprendimento di svariati software di grafica, uno studio che, partendo da zero, mi ha impegnato per molto tempo. E poi, la mia pignoleria mi ha portato a fare e rifare parecchie volte il lavoro, non sempre trovando ciò che andavo cercando e spesso sbagliando.

Ed ancora, mi interessava, ove possibile, rispolverare antichi toponimi, per non lasciarli morire definitivamente, e correggere errori consolidati: ecco l’occasione giusta per parlare con gli anziani del luogo, per cercare in vecchi manoscritti, mappe e guide l’originale denominazione dei luoghi.

Insomma, volevo imparare cose nuove e queste mappe sono state l’occasione giusta per tenere un minimo in allenamento il cervello…

D: Dove le possiamo trovare?

R: La mappa dei sentieri “Chaminar en Val Maira”, come la cartina degli itinerari scialpinistici “Esquiar en Val Maira”, è reperibile quasi in ogni struttura della val Maira, o almeno in quelle che ritengono giusto fornire al cliente una corretta informazione sul territorio, affinché, essendo a conoscenza delle opportunità offerte dalla valle, possa fermarsi, soggiornare, capire e, un giorno, possa tornare per ancora approfondire…

Le mappe sono inoltre reperibili presso le librerie più fornite di Cuneo e Torino. In ogni caso, inviandomi una mail (brunrusan@alice.it) con il proprio indirizzo a cui va spedita la cartina, posso inviarla immediatamente. Il pagamento (13€ costo della mappa + 1 € per le spese di spedizione in Italia), preferibilmente con Paypal, potrà essere effettuato dopo aver ricevuto la mappa (non è il caso di effettuare il pagamento anticipato: mi fido…).

D: Tutti i tuoi lavori sono auto prodotti: come mai questa scelta?

R: I miei lavori sono autoprodotti per almeno un paio di motivi:

  • In questi piccoli lavori le case editrici non credono molto, sia per l’impossibilità di un immediato e facile guadagno che per lavori proposti da illustri sconosciuti come il sottoscritto.
  • Riconoscendo di essere un tipo un po’ particolare, ho il maledetto vizio di voler fare le cose a modo mio, e questo mal si concilia con le linee editoriali di una casa editrice: ho sempre voluto e tentare di fare le cose esattamente come avrei voluto trovarle, cosa che non sarebbe possibile fare quando c’è un ben preciso ordine di scuderia. La montagna è sinonimo di libertà, ed anche quando cerco di descriverla, vorrei sentirmi libero, vorrei volare a cavallo di una penna, anche a quella che disegna le mie mappe…

D: Pensi di renderle disponibili anche in formato digitale?

R: Sì, ho pensato di renderle disponibili in formato digitale, ma anche qui mi sono sentito bloccato… È difficile, se non impossibile, mettere in piedi un efficiente metodo di distribuzione per le piccole mappe che ho prodotto, cosa alquanto macchinosa anche per note e grandi ditte produttrici di mappe. Questo, legato alla cronica propensione dell’utente medio italiano a snobbare i ritrovati tecnici legati all’uso dello smartphone che esulino dai social, ha finora bloccato questa mia idea della prima ora, ma non è detto che non ci ripensi o che trovi un metodo efficiente…

Ringraziamo Bruno Rosano per averci concesso la possibilità di fargli qualche domanda per i nostri lettori.