Lunedì 27 luglio 2015. Ore 6:04. Posata l’auto nel parcheggio vicino alle case reali in cima all’abitato di Sant’Anna di Valdieri mi incammino tutto solo nel lungo vallone di Meris. Alcune nuvole scorrazzano veloci nel cielo, segno che troverò vento in quota. Con passo buono ma non deciso, perché il percorso è lungo, risalgo il primo tratto in faggeta.

Un’ora dopo sono sul pianoro del Gias del Prato (1529 m) dove iniziano a posarsi i primi raggi di sole. Nel pianoro successivo, delle ex case Reali del Chiot, solo le marmotte si fanno sentire. Con un ultimo strappo raggiungo il lago Sottano della Sella. Guardo l’orologio che segna le 7:50.

Non passo dal rifugio Livio Bianco (1917 m) per non perdere tempo e proseguo sul sentiero che s’innalza alla destra del lago sottano della Sella in direzione di quello soprano. Superate le prime rocce montonate lisciate dal ghiacciaio, in tempi remoti, mi affaccio in una verde conca, sede di un gias.

Il sentiero riprende, a tornanti tra la pietraia, sul lato opposto portandomi ad un bivio, ai piedi della cascata proveniente dal lago soprano.

Lasciato a sinistra il sentiero per il Monte Matto (3097 m) e il Colle di Valmiana 2922 m),  svolto verso il colle della Valletta (indicazione), raggiungendo in breve tempo la riva inferiore del bellissimo lago soprano della Sella (2329 m).

Salendo al colle della Valletta, sguardo all’indietro sul lago della Sella sup.


Il sentiero prosegue verso nord in una bella valletta verdeggiante lambendo due laghetti e sale per raggiungere con qualche zig-zag finale il colle della Valletta (2488 m) da cui si hanno splendide visuali sul monte Matto e verso il lago soprano della Valletta (2231), inserito in una conca ad ovest.

La valle verdeggiante, salendo al colle della Valletta

Dal colle della Valletta, sguardo sul lago omonimo

Mentre un forte vento da nord si fa sentire, qui al colle raggiungo un gruppetto di quattro ragazzi che tanno arrivando dal rifugio Livio Bianco e sono diretti ai laghi di Valscura ed al rifugio Questa (2388 m).

Arrivo al colle della Valletta

Il sentiero, lastricato nel primo tratto, prosegue mantenendosi sul lato ovest di una lunga cresta rocciosa, rossastra per la presenza di ossidi ferrosi, che divide dal lago soprano della Sella.

Dal colle della Valletta inizia un tratto lastricato

Il percorso inizia a farsi molto interessante. Penetrando in anfratti nascosti costeggia un’infinità di laghetti e specchi d’acqua che rendono il paesaggio gradevolissimo e pieno di attese: ad ogni angolo si presenta un nuovo quadretto d’artista ed al fondo hai sempre la rocca della Paur (2972 m) che ti scruta dall’alto.

Tra le rocce rossastre con, al fondo, il Monviso

Proseguendo con alcuni saliscendi nel vallone scopro alcuni laghetti, posti a quote diverse, che sono visibili solamente quando volgo lo sguardo all’indietro.

Uno dei tanti laghetti sul percorso

Il piccolo vallone termina in una conca chiusa al fondo, ma la mulattiera prosegue a serpentina verso destra lambendo e tagliando i fianchi della Testa della Valletta (2678 m) per affacciarsi in una nuova conca.

Tratto della mulattiera che porta nella nuova conca

Una lieve discesa mi conduce sul pianoro successivo ed affianca un avvallamento sul quale sono adagiati una decina tra laghetti e specchi d’acqua. Un vero spettacolo della natura, inimmaginabile quando non te lo aspetti. Poi, verso sinistra, allontanandomi da questo splendido posto chiusa al fondo dalla Rocca del Pan Perdù, riprendo a salire sui fianchi di una parete.

Salendo verso il colle

Sguardo all’indietro

La mulattiera prosegue per un bel po’, quindi con stretti zig-zag termina su una balconata che si affaccia alta sui laghi della Sella, regalandomi ampie visuali sul monte Matto e sui suoi laghi: ne riesco a vedere chiaramente due dei quattro mentre i rimanenti sono celati da speroni di roccia.

Dall’alto della cresta sguardo sui laghi della Sella

Si possono notare due dei quattro laghetti del Monte Matto

La mulattiera, proseguendo, interrompe il suo corso di fronte alla grande pietraia terminale.

Il colle est ancora distante

Zigzagando tra i massi (tacche rosse) supero uno specchio d’acqua con nevaio salendo in direzione del colle non più tanto distante. Più su, sempre in pietraia, attraverso un altro nevaio in diagonale e in poco tempo raggiungo finalmente il colle est, posto fra la Rocca della Paur (2972 m) ed il Nodo (2921 m).

Laghetto tra le rocce poco sotto il colle est della Paur

La parete est di Rocca la Paur

Dal colle sguardo verso il Monte Matto e la Rocca di Valmiana

Sul colle mi trovo in compagnia di una signora tedesca con la figlia, partiti al mattino dal lago Soprano della Sella e diretti al rifugio Questa.

Il panorama da qui è veramente sublime. Oltre alla parete est della Rocca Paur che mi sovrasta sulla destra, posso vedere i laghi di Valrossa, collocati nella conca a sud del colle, la Rocca di Valmiana (3006 m), le cime di Valrossa e, in lontananza, il lago delle Portette con il rifugio Questa, splendidamente adagiati sotto la Testa delle Portette (2821 m).

Laghi di Valrossa e, al fondo a destra, si intravede il lago delle Portette col rifugio Questa

Indico alla mamma con la figlia dove si trova la prossima loro meta, spiegando i vari passaggi per raggiungerla, notando sui loro visi un po’ di incertezza e timore per la lunghezza del tratto ancora da compiere. Lasciato lo zaino sul colle faccio una scappata sul Nodo (2921 m) per godermi appieno lo spettacolo dei monti circostanti. Il vento fortissimo ha spazzato via ogni nube, lasciando un cielo totalmente blu.

Salutate le signore, a malincuore riprendo più tardi la via di discesa verso il lago soprano della Sella, dove ho intenzione di fermarmi per un veloce spuntino.

Scendendo dal colle trovo il gruppetto dei quattro ragazzi alle prese con l’ultimo tratto di salita in pietraia. Ci scambiamo ancora due dritte, poi faccio ancora una visita estemporanea ad un laghetto nascosto, non visibile se non in discesa, sotto una parete rocciosa e poi giù in tranquillità, seguendo a ritroso il percorso di salita, verso il lago della Sella superiore.

Visita estemporanea ad un lago nascosto

Discesa verso il lago Sella Superiore

Sulla riva del lago della Sella Superiore per un veloce spuntino

Poi ancora giù fino al rifugio Livio Bianco per un caffè ed una fetta di torta e ritorno a Sant’Anna di Valdieri. Naturalmente questo percorso può essere fatto in due giornate prevedendo un pernottamento al rifugio Livio Bianco.

Scendendo verso il lago del Livio Bianco

Cartografia indispensabile

Carta n. 113, 1:25.000Carta n. 113, 1:25.000, Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas, Istituto Geografico Centrale
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