Agosto 2015. Siamo pronti per la partenza alle 8:15. Dei numerosi cartelli indicatori presenti, seguiamo quello che ci guida verso Passo Escalon – Passo Scaletta. Dopo qualche centinaio di metri ignoriamo i cartelli che indicano la deviazione verso il Feuillas e l’Enchiausa proseguendo il nostro cammino sulla sterrata.

Poco più avanti, 760 metri dalla partenza, altri cartelli ci guidano verso il passo Scaletta (percorso S10). Deviamo quindi sulla destra tra i larici portandoci in poco tempo ai margini della grande zona prativa di Prato Ciorliero. Proseguendo il cammino arriviamo, poco dopo, ad un poggio panoramico su cui è posto un altarino in legno dedicato alla Madonna.

La marcia prosegue sempre tra i larici per un bel tratto fino a raggiungere un bivio a quota 2180 metri (sentiero S27 per l’Escalon e S10 per il passo Scaletta). Seguiamo naturalmente quello per il passo Scaletta pervenendo, più avanti, nel vallone Costa Denti.

Lasciato ad un secondo bivio un sentierino sulla sinistra che porta a sud-ovest (ricovero Escalon e colle Vittorio), proseguiamo (nord) per un bel tratto dirigendosi verso la barra rocciosa trasversale di Costa Denti.

Salita verso Costa Denti

Il sentiero porta ad un ripido intaglio che la incide. In pochi minuti raggiungiamo il soprastante passo dell’Escalon (2415 m).

In salita dopo il passo dell’Escalon

Il tracciato ora, in salita più lieve, ci obbliga a percorrere un ampio semicerchio che si mantiene distante dalle pareti rocciose del monte Scaletta snodandosi sinuosamente tra splendide praterie e blocchi di pietra in direzione del passo Scaletta (2614 m).

L’anello del monte Vanclava inizia un centinaio di metri prima del colle Scaletta. Abbandonato il sentiero svoltiamo a destra seguendo le tacche rosso-blu e scritte SRC (Sentiero Roberto Cavallero) sulle pietre per raggiungere, poco dopo, la mulattiera proveniente dal colle suddetto che taglia le pietraie meridionali del monte Vanclava.

Salendo al Passo Scaletta si vede già, all’estrema sinistra, il colle Roccette e il Bric Content

Al fondo il colle Scaletta

In salita lieve e poi più accentuata ci portiamo all’interno di un avvallamento che risaliamo con ripidi e impegnativi zig-zag su terreno scivoloso verso una spalla, poi pieghiamo verso sinistra per raggiungere una casermetta (2657 m) addossata ad una parete rocciosa nei pressi della colletta panoramica (colle delle Roccette) che divide il monte Vanclava dallo scosceso Bric Content (2733 m).

Salendo verso la casermetta

Ponendo molta attenzione ad un tratto friabile ne approfittiamo anche per far visita al Bric Content (2733 m).

Discesa dal Bric Content con veduta sul monte Scaletta

Tornati alla colletta seguiamo il percorso verso sinistra (tacche blu/rosse) scavalcando un salto roccioso, poi, scesi alcuni metri su terreno instabile e ghiaioso, riprendiamo quota tagliando una lunga pietraia che porta verso una verdeggiante colletta panoramica dalla quale è visibile, nella sottostante valle di Enchiausa, il nuovo bivacco Valmaggia (2335 m) inaugurato nel settembre 2013.

Discesa dal colle Roccette…

…in direzione di una colletta panoramica

Arrivo alla colletta panoramica

Lungo questo tratto sono visibili molte piantine di Berardia, pianta endemica e rara, dalle foglie bianco-lanuginose, presente solo nel basso Piemonte e sulle Alpi Liguri.

Tornati sul sentiero affrontiamo ora con cautela, per l’esposizione e per la ripidezza, un lungo tratto un po’ su terreno ghiaioso ed un po’ su terreno di arenaria dal colore giallo ocra che, aggirando qualche avvallamento, risale in direzione di una dorsale rocciosa e panoramica dalla quale è già visibile il bivacco Enrico e Mario, addossato alle pareti del colle Feuillas.

Poco sotto il colle Feuillas al centro della foto si può notare l’aereo bivacco Enrico e Mario

Sguardo all’indietro sul percorso appena fatto con il Bric Content e il colle Roccette

Il tratto che segue, in discesa, si svolge su terreno ghiaioso e va ad aggirare una parete rocciosa;

Il sentiero scende per aggirare una parete di roccia

Nel segmento finale risale per collegarsi al sentiero proveniente dal bivacco Valmaggia e dal vallone di Enchiausa per dirigersi verso la ripida cresta del Feuillas.

A circa metà della salita, a quota 2650 metri, è collocato in posizione alquanto aerea e spettacolare il bivacco Enrico e Mario (ex caserma sempre aperta con 12 posti letto) che lasciamo svoltando verso sinistra su percorso molto ripido ed esposto fino a raggiungere, a 2749 metri di quota, sullo spartiacque italo-francese, il colle Feuillas (col d’Echellette per i francesi).

Il bivacco Enrico e Mario

Tratto del sentiero che sale al colle Feuillas

Ultimi metri prima del colle

Stupenda la visuale a nord-ovest verso l’imponente e dolomitico monte Oronaye (3100 m, Tête de Moïse per i francesi) e verso la valle di Enchiausa.

Dal colle Feuillas, veduta sul Monte Oronaye

Colle Feuillas

Dal colle è pure visibile, in lontananza nel Vallon de l’Oronaye, il lago omonimo e la discesa verso quest’ultimo è ora più semplice.

Dal colle Feuillas, discesa verso il vallone dell’Oronaye

Dopo aver perso quota ed aver raggiunte le praterie sottostanti abbandoniamo il sentiero Cavallero che ora continua oltre l’Oronaye per il colle Villadel e, senza seguire una traccia obbligata, svoltiamo per prati a sinistra, in direzione del vicino colle di Roburent (2492 m). La pausa pranzo non può che essere in posizione panoramica sul bellissimo omonimo lago, oggi alquanto frequentato.

Lago Superiore di Roburent

Al termine riprendiamo quota salendo l’ultimo tratto di sentiero che ci riporta al colle Scaletta dove si conclude l’anello del monte Vanclava.

Ritorno al passo Scaletta

Ora non rimane che ripercorrere il tratto di discesa, con splendide visuali in lontananza di Rocca la Meja, passo della Gardetta, Oserot, scendendo verso Prato Ciorliero ed infine al parcheggio.

In discesa, panorama verso Rocca la Meja, l’Oserot e passo della Gardetta

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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