Eravamo partiti per compiere un’escursione diversa. Dopo una levataccia alle 4:30, Massimo ed io volevamo raggiungere di buon’ora Fouillouse, piccola borgata posta su una strada secondaria a lato della vallée de l’Ubaye, e iniziare la marcia al più presto. Poco prima del colle della Maddalena veniamo però accolti da una pioggerellina fine fine.

Rimaniamo ottimisti (con cautela) per via delle previsioni di Meteo France che annunciano bel tempo in mattinata. La strada per Fouillouse che prosegue oltre il colle è ancora lunga, ma quando finalmente raggiugiamo la borgata cominciano a scendere i primi fiocchi di neve ed il manto nevoso sulle cime circostanti è già cospicuo.

Oggi la fortuna ci è avversa. Abbandonata definitivamente l’idea di quell’escursione resettiamo il cervello e lo costringiamo a trovare velocemente un’alternativa. Ci propone la scelta tra due itinerari nella val Ubayette ma quando raggiungiamo il luogo ci troviamo immersi nella nebbia.

Scendendo invece nel versante italiano il tempo è decisamente migliore. Optiamo allora per una salita ai laghi di Vens.

A Bersezio svoltiamo a destra (sinistra per chi sale) per Ferrere che raggiungiamo, dopo circa 6 chilometri, intorno alle 8:30. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante la borgata.

Rispetto a qualche mese fa la ritroviamo abbellita, accogliente e più valorizzata. Molti lavori sono stati fatti per renderla più gradevole ed ora, impreziosita anche da fioriere di gerani rossi, ha l’aspetto di un paesino svizzero.

Entrando all’interno seguiamo la stradina che scende oltre ed andiamo a superare il ponticello in legno (rifatto nuovo) sul rio di Ferriere.

Prima neve sulle alture di Ferrere

Seguendo quindi il sentiero verso sinistra ci immergiamo poco dopo nel bosco di larici contornante la Serra del Bal. Al termine del bosco raggiungiamo il poggio dove un roccione, su cui spicca una minuscola croce metallica, segna l’inizio dell’ampio vallone Forneris.

Il sentiero, ora in leggera discesa, conduce dopo circa 200 metri al bivio che porta verso il colle di Stau (2500 m), il becco Rosso (2261 m) e la borgata di murenz (1567 m). Proseguendo nel vallone tagliamo a metà costa la sinistra idrografica dirigendoci verso una costruzione in ferro (rifugio privato) appena visibile più in alto e al centro dell’ampio avvallamento.

Avvicinamento al rifugio privato

Pochi metri a destra del rifugio c’è una fontanella. Circa 200/250 metri più avanti, scavalchiamo il rio proveniente dal lago del Gorgion Lungo (2563 m) e proseguiamo sul sentiero che volge a sinistra tagliando una pietraia.

Lasciato più sopra, a destra, un piccolo laghetto (2280 m) seminascosto in una conca, continuiamo la marcia tagliando un’ampia zona erbosa e, al fondo di essa, il sentiero volge verso destra nei pressi di una cascatella. I lunghi tornanti che proseguono in pietraia ci conducono infine ai 2584 metri di quota del colle del Ferro (col du Fer).

L’Oronaye spicca a sinistra del torrione poco prima del colle del Ferro

Elio raggiunge il colle del Ferro

La giornata è freddissima e sul colle tira un vento gelido. Ci spostiamo oltre, verso le rocce dell’aiguilles de Tortisse, che risaliamo fino alla cima (2672 m).

Verso l’aiguilles de Tortisse che spunta al fondo

Avvicinamento all’aiguilles de Tortisse

Tra le guglie

Massimo in arrampicata sulla cima

Dall’Aiguilles veduta verso la testa del Ferro

Gran bel paesaggio a 360 gradi nel parco del Mercantour. Ridiscesi al colletto Tortisse (2591 m) seguiamo ora il sentiero che cala verso i laghi di Vens facendo sosta, qualche centinaio di metri dopo, al famoso arco naturale di Tortisse (arc de Tortisse) posto su riva scoscesa e franosa sulla sinistra del sentiero.

L’arco naturale di Tortisse

L’ulteriore tratto di discesa su tornanti ci permette di raggiungere infine il rifugio di Vens (2380 m) inserito su un poggio naturale sovrastante il lago più importante.

Verso il rifugio, in basso a sinistra, posto sopra il lago di Vens Superiore

Il posto è decisamente incantevole e pensiamo a quanti escursionisti vengano a visitare ogni estate questo luogo da sogno. Ora il rifugio è chiuso e, fino a questo momento, non abbiamo ancora visto anima viva.

Posati gli zaini ed armati della sola macchina fotografica, scendiamo nella conca per vedere anche gli altri meravigliosi specchi d’acqua (2327 m) che si estendono tra rocce montonate, a sud-ovest del rifugio.

Il lago di Vens mediano

Al fondo, le rocce montonate nascondono gli altri laghetti

Tornando verso il lago superiore e il rifugio (a destra)

Il rifugio e la cascatella alla sua destra

Veduta laterale del rifugio

Veduta del lago durante la pausa pranzo

Solamente tornando al rifugio avremo l’onore di incontrare i primi due escursionisti di tutta la giornata.

Dopo aver fatto lo spuntino al rifugio riprendiamo la salita che ci riporterà al colle del Ferro.

Veduta d’insieme dei laghi durante la risalita al colle

Nuovamente al colle del Ferro…

Ora l’ulteriore tratto di discesa ci condurrà in basso nel bellissimo vallone di rio Forneris per far ritorno nella sempre graziosa borgata di Ferriere.

… e alla borgata di Ferrere

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Laghi di Vens
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