La prima parte del sentiero balcone, che ho in programma per oggi con Fulvio, segue il lungo tratto del crestone che divide il vallone dei Bagni dal vallone dell’Ischiator per raggiungere la vetta del monte Seita (2407 m). Successivamente, durante la discesa nel vallone Ischiator, si perviene ad un bivio dove possiamo optare se scendere al rifugio Migliorero (2094 m) o svoltare nel vallone inferiore dell’Alpette in direzione della malga (1920 m) posta ad inizio del pianoro sopra la cascata Pisciai.

Ci inoltriamo nel bosco percorrendo la stradina di salita. Dopo qualche centinaio di metri questa termina. Volgendo a destra proseguiamo sul sentiero che ripidamente si infila tra i faggi e, gradualmente in salita costante, si porta in vista del vallone dei Bagni. L’intero percorso è segnato da tacche bianco/rosse (collocate dal CAI di Fossano) sui tronchi degli alberi o sulle rocce ed è importantissimo seguirle costantemente per non perdersi, data la complessità e la natura del terreno che incontriamo; sarebbe inoltre rischioso ed inopportuno avventurarsi con brutto tempo o con nebbia.

Durante questo primo tratto di salita possiamo godere di viste importanti sui Bagni di Vinadio ed altre che addirittura si spingono lungo la valle Stura fino agli abitati di Aisone e Demonte.

Dal costone di salita lo sguardo spazia fino a Demonte

Altre belle visuali si hanno sui valloni di Insciauda, di Tesina e della Sauma. Raggiunte le alture del vallone dei Bagni, il sentiero rimane su questo lato presentando, a volte, una leggera esposizione ed è consigliabile procedere con cautela specialmente nei tratti erbosi.

Immagini verso il vallone dei Bagni

Altre volte occorre destreggiarsi in tratti rocciosi, il tutto splendidamente incorniciato dai colori autunnali dei larici. Lungo il sentiero ad un certo punto arriviamo presso un vecchio recinto circolare di pietre e, più avanti, ad un breve dosso dove è eretto un cippo cementato.

Tratto della salita

Qualche breve tratto in cresta ci dà la possibilità di intravedere il vallone dell’Ischiator ed udire in basso il fragore della cascata Pisciai. Più avanti, tra i larici, ecco una splendida visuale sulle punte di Schiantalà (nord-ovest).

Le punte di Schiantalà tra i larici

Dopo un erto percorso ed usciti definitivamente dal bosco si manifesta la parte dolce e sommitale del monte Seita.

Monte Seita

Passando presso alcuni recinti di pietra con un quarto di giro da sinistra verso destra ci portiamo in vetta, sulla quale è posto un cippo in pietra.

Ora, finalmente, possiamo goderci la completa visuale del vallone dell’Ischiator e delle cime alle sue spalle. Splendido è anche il panorama sulla cresta che dal passo di Rostagno prosegue fino al monte Vaccia.

Veduta sul monte Vaccia

Interessante anche il panorama oltre il versante del vallone dei Bagni, purtroppo in controluce. Ci fermiamo un bel po’ sulla cima, non andremmo più via da questo posto tanto è splendida la giornata e il luogo.

Becco Alto dell’Ischiator dalla cima del Monte Seita

Dopo esserci riempiti la mente e gli occhi di queste bellezze riprendiamo il cammino seguendo un tratto della cresta che prosegue oltre il monte Seita.

In salita oltre il monte Seita…

Dobbiamo raggiungere lo spallone che scende nel vallone Ischiator e che separa il vallone di Mezzo dal vallone inferiore delle Alpette.

…alla ricerca del punto di discesa

A quota 2500 metri troviamo la segnalazione per la discesa. Dal cartello è visibile, in basso, il rifugio Migliorero.

Inizio del punto di discesa. Appena a sinistra del cartello si nota il rifugio Migliorero

Il primo tratto di discesa è su tratto scosceso di erba e rocce ma più in basso la pendenza si addolcisce tra mirtilli e rododendri. Puntando verso la visibile radura sottostante perveniamo ad un altro cartello segnaletico.

Cartelli al bivio per la discesa al Migliorero o al pianoro

Il posto, con vista sul rifugio Migliorero, è talmente incantevole che ispira a fermarci qui per la sosta pranzo.

Rifugio Migliorero visto dal punto di sosta

Ripartiti abbiamo la scelta se proseguire verso il rifugio Migliorero (sinistra) o scendere all’inizio del pianoro del vallone dell’Ischiator (destra). Accontentando Fulvio che non ha mai provato questa seconda opzione scegliamo il cammino verso destra.

Discesa nel vallone inferiore dell’Alpette. In basso si nota la strada di salita al rifugio

Durante la discesa nel lariceto

La discesa tra rododendri prima e larici poi ci porta alla malga poco sopra la cascata Pisciai. All’arrivo lascio Fulvio a godersi il panorama e mi incammino solo fino al rifugio Migliorero. Sono due chilometri di andata e altrettanti per il ritorno e circa 180 metri di dislivello in più (non inseriti nelle note tecniche) che desidero percorrere per godermi il rifugio in autunno.

Arrivo al pianoro che conduce al Migliorero

Verso il rifugio

Salendo al rifugio, sguardo verso il monte Seita

Piccola cascata arrivando al rifugio

Tornato alla malga riprendiamo insieme il cammino verso il basso facendo ancora una piccola sosta alla splendida cascata Pisciai.

In discesa, sguardo di commiato sulla cascata Pisciai

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
Vedi su Amazon →
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.