Oggi (fine ottobre 2015) ho in previsione una gran bella escursione, nel cuore della stupenda valle Maira dell’amico Bruno Rosano, con la compagnia di Gelu, Valerio, Fulvio, Riccardo e Luciano. L’ambiente che visiteremo è solitario e spettacolare contornato da splendide rocce dolomitiche e incorniciato dai colori dell’autunno.

Il bellissimo borgo di Viviere

Siamo pronti per la partenza intorno alle 9:00. Dei numerosi cartelli indicatori presenti seguiamo quello che ci guida verso passo Escalon – passo Scaletta. Dopo qualche centinaio di metri deviamo (sentiero S9 – colle di Enchiausa e Feuillas) inoltrandoci sul sentiero a destra. Il percorso si snoda tra i larici e raggiunge in poco tempo un pianoro con la grangia Gorra (1914 m).

La grangia Gorra che lasciamo alle nostre spalle

Seguendo la mulattiera che l’aggira a destra entriamo nel lungo vallone di Enchiausa. Le tacche bianco/rosse del sentiero GTA e quelle rosso/blu del sentiero Cavallero ci accompagnano in salita lungo i prati erbosi trapuntati da rocce affioranti, ma è stupendo trovarci immersi nel tripudio di colori giallo oro dei numerosi larici presenti.

Le pendici ghiaiose

Al fondo il colle del Feuillas e il Monte Oronaye

Lungo la salita perveniamo ad un bivio, lasciando a destra il sentiero Cavallero che conduce al Colletto (2631 m) e alle sorgenti Maira.

Un tratto della salita

Aggirando invece verso sinistra una parete rocciosa proseguiamo con un traverso lungo una pietraia ed andiamo a raggiungere poco sopra il bivio (S30) per il colle Feuillas e il bivacco Valmaggia (che visiteremo al ritorno) lasciandolo a sinistra.

Al fondo, il colle del Feuillas e il bivacco Enrico e Mario

Proseguendo oltre ci innalziamo sulla sinistra orografica del vallone, in direzione dell’Auto Vallonasso, costeggiando ampie praterie.

Verso il colle di Enchiausa (a destra nella foto)

Il bivacco Valmaggia lo si nota in basso a destra

Il Bric Content

Verso il colle

La mulattiera si sposta in seguito verso sinistra sotto ripide pareti rocciose, iniziando poco dopo una serie di lunghi tornanti che conducono verso una strettoia e, subito dopo, all’inizio dell’ultima parte che adduce al colle di Enchiausa.

All’interno della strettoia che conduce al colle

Sempre più su

Procedendo tra belle pareti dolomitiche raggiungiamo la testata del vallone, quindi calpestando sfasciumi e un po’ di neve nell’ultimo centinaio di metri che ci divide dal colle, ci portiamo sul divisorio, accolti da un fresco vento.

Arrivo al colle di Enchiausa

Il colle di Enchiausa (2740 m) è posto tra il monte Oronaye (3100 m) e l’anticima sud-est dell’Auto Vallonasso (2883 m). Scendendo dalla parte opposta si andrebbe a raggiungere il lago d’Apzoi (2296 m), cosa non prevista per oggi. Dal colle abbiamo in regalo stupende vedute sulle pareti di testata dell’alta valle Maira.

Rivedo con piacere la Cima delle Manse salita poco tempo fa. Lo sguardo poi si posa sui laghetti delle Munie, sul Monte Sautron (3166 m), Monte Viraysse (2838 m), Tête de Viraysse (2772 m) e su tutto l’arco alpino.

Tornati sui nostri passi ridiscendiamo all’inizio del vallone, poi i tornanti ci riportano sotto la ripida parete rocciosa.

Discesa verso il bivacco Valmaggia

Abbandonato il sentiero, ci dirigiamo lateralmente a destra nel valloncello, a vista verso il bivacco Angelo Valmaggia (2335 m) posto in ottima posizione sotto le ripide pareti del Bric Content (2722 m).

Deviazione fuori sentiero verso il Valmaggia

Arrivo al bivacco

Quando lo raggiungiamo è l’ora di pranzo. Rimaniamo molto favorevolmente colpiti dalla bella struttura in legno, dalla pulizia e dalla cura dell’interno.

Posto su uno sperone roccioso, il bivacco è stato inaugurato ed intitolato al padre dell’ex sindaco di Cuneo nel 2013 e consta di 12 posti letto.

Sempre aperto si trova lungo il percorso che sale al colle del Feuillas (2749 m), al bivacco Enrico e Mario (2650 m) e alla ferrata dell’Oronaye.

L’avevamo notato dall’alto qualche tempo fa, durante lo stupendo anello al Monte Vanclava e già allora avevamo pensato che meritava un’escursione. La bella giornata soleggiata ci invita a prolungare la nostra presenza al bivacco.

Solo più tardi riprendiamo la strada del ritorno, sul sentiero che va a ricongiungersi a quello dell’andata.

Immagini durante la discesa dal bivacco

Ciò che lasciamo alle nostre spalle

Al fondo, il Monte Cassorso (in secondo piano) e il Bric Cassin

Più in basso ci immergiamo nuovamente tra i larici, più colorati che al mattino, che non ci abbandoneranno più fino al parcheggio.

Immagini durante la discesa verso la grangia Gorra


Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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