Arrivo a San Giacomo di Demonte (vallone dell’Arma) nel momento in cui il sole sta illuminando di rosa il vallone del Serour. La giornata è bella e fresca.

Immagini dell’alba nel vallone Serour…

…e qualche minuto dopo

Mi dirigo verso il vallone laterale di San Giacomo che si incunea a destra (nord, sentiero P10). Circondato da boschi di faggio dalle foglie rosse coi colori dell’autunno risalgo il tratto di strada asfaltata che costeggia a sinistra il rio.

Qualche chilometro dopo, un ponticello in cemento lo scavalca e, in poco tempo, raggiungo la presa d’acqua dell’Enel posta all’inizio del grande anfiteatro che racchiude al fondo, su una lunga cresta, le cime Gorfi (2203 m), Peracontard (2244 m), Borel (2287 m), dell’Omo (2299 m), Bram (2357 m) e Testa Gardon (2102 m) tutte già percorse da noi con le ciastre in inverno.

Oggi voglio fare il percorso con calma. Potrei ora accorciarlo tagliando su un sentiero a destra, ma desidero godermi appieno la bella giornata seguendo la strada (ancora asfaltata) che, con ampi tornanti, risale verso sinistra le ripide pendici erbose dell’anfiteatro.

Alle mie spalle, salendo verso il gias della Sella

Salendo, il paesaggio si fa man mano più ampio e cominciano a crescere al di là della cresta le montagne innevate. Risalendo la china mi piace sempre ammirare, verso ovest, l’aguzzo sperone appuntito della Pera Puntua (2092 m) da noi raggiunta in diverse escursioni, inserita tra il Gorfi e la Peracontard.

Al centro ed in primo piano la Pera Puntua tra le Rocce Salè e il Monte Omo

Dopo numerosi tornanti lascio ad ovest la stradina che porta al gias Contard (1807 m) e proseguo su strada, divenuta ora sterrata, lungo il traverso che con curve e rientranze contorna i ripidi pendii soprastanti.

È un tratto lungo, pressoché in piano ed un po’ noioso, che va a raggiungere infine il gias della Sella (km 6,3 dalla partenza). Proseguendo oltre, sulla strada che riprende a salire, mi volgo spesso alle mie spalle ad ammirare le cime che gradualmente vengono ad occupare tutto l’orizzonte.

Le cime gradualmente occupano l’orizzonte

Ora si notano bene ad ovest le cime del monte Nebius (2600 m), Savi (2615 m), Salè (2630 m) e Omo (2615 m).

Mi piace anche posare lo sguardo ad ovest, verso il complesso roccioso di rocce Pinte (1948 m) con il gias Gardon adagiato in bella posizione su una sella ai suoi piedi.

Gias Gardon e rocce Pinte

La stradina sale nell’ombra ancora per un po’ fino a sbordare sui prati della cresta (2059 m), nei pressi di una baita e della testa Gardon (2102 m).

La baita presso il colle Gardon

Testa Gardon

Ora mi posso affacciare sul bel paesaggio che guarda Demonte e la bassa valle Stura.

Sguardo sulla bassa valle Stura e Demonte

Svoltando a sinistra, riprendo a salire la cresta su prati erbosi. Risalendo alcuni dossi gibbosi vado a raggiungere in poco tempo la cima Gardun (2260 m).

Arrivo a cima Gardun. In fondo a destra si nota il Monte Grum

Laghetto del Bram

Una leggera discesa mi porta sulla crestina, poi proseguo su tracce ormai evidenti che risalgono le ultime propaggini del monte Grum fino in cima, su cui è posto un segnale di pietre (km 11,20 dalla partenza).

Mi soffermo un bel po’ ad osservare a giro d’orizzonte il vasto panorama di cime.

Sono molto vicino alle rocche Pergo (2128 m) e al passo della Magnana (2212 m). Bella anche la veduta che a nord-est si posa su Frise e le numerose borgate tutt’intorno.

Veduta dalla cima del monte Grum. In secondo piano la rocca Pervo grossa.

Sguardo su Frise e la val Grana

Dalla cima sguardo su Rocca la Meja

Da sinistra: monte Nebius, Savi e Salè

Inizio la discesa scendendo su neve un breve tratto del versante val Grana poi, svoltando a sinistra, rientro nel vallone dell’Arma.

Inizio la discesa su neve nel versante Valgrana

Diagonalmente in direzione nord-ovest mi dirigo verso il laghetto del Bram, piccolo, raccolto e suggestivo (km 11,8 dalla partenza). È il posto migliore per fermarmi a mangiare un panino.

Il panorama è sublime, non c’è un filo di vento e tutt’attorno regna una gran pace. D’altronde non ho incontrato nessuno fino a questo momento e non ne incontrerò altri fino al termine.

Immagini del laghetto del Bram


Quando mi rimetto in movimento riprendo la discesa ad occhio ancora diagonalmente verso sinistra per raggiungere un verde gias, precedentemente adocchiato dall’alto.

Discesa verso un verde gias

Lì trovo diversi resti in pietra di recinti per le pecore. Proseguo poi, ancora ad occhio, verso il sottostante gias della Sella; la discesa è un po’ più ostica per via delle pendenze e del terreno reso duro dal gelo. Aggirando i punti più critici lo raggiungo chiudendo l’anello.

Tornato sulla strada sterrata percorro ancora diverse centinaia di metri prima di infilarmi verso sinistra, nuovamente sulle ripide pendenze che conducono verso il basso, alla base dell’anfiteatro e dalla presa d’acqua dell’Enel. Da qui riprendo la discesa su strada fino a San Giacomo.

Pianta di sorbo sulle ripide pendenze

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Monte Grum
Monte Grum (274 kB)

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