Torniamo volentieri in valle Varaita per goderci ancora queste meravigliose giornate soleggiate. Oggi abbiamo in programma la salita alla cima di Crosa, raggiunta da noi con le ciastre alcuni anni fa durante la stagione invernale passando dal colle Cervetto (vedi).

La posizione della borgata Ruà, di fronte ai monti Birrone (2131 m), Rastcias (2404 m) e Cugulet (2495 m) è incantevole, come pure lo sono le belle baite, sapientemente ristrutturate con criteri costruttivi dell’alta montagna, che la rendono accogliente e vivace.

Partenza dalle case di Ruà

Lasciata a destra la sterrata che porta verso il colle del Prete (1716 m), prendiamo un sentiero scorciatoia (indicazioni per la cima di Crosa) inoltrandoci direttamente nel fitto tra i larici.

Poco dopo, un secondo cartello ci devia ancora sulla destra e con ripido percorso, intervallato da viste stupende verso il monte Ricordone (1763 m), andiamo a raggiungere la strada in un tornante.

Uscendo allo scoperto ci accostiamo alla baita del Lupo (1800 m). La strada di lì a breve riprende quota passando vicino ad una presa d’acqua e, mantenendosi a destra di un nutrito bosco di pini, raggiunge un terreno acquitrinoso che si scavalca.

Poco più in alto, sulla destra, sorge il pian Ciattiva (1947 m) dove una vecchia baita col tetto in lamiera è adagiata a metà del pianoro.

La radura di pian Ciattiva

Ulteriore sguardo alle nostre spalle

Proseguendo sulle tracce che continuano a zigzagare verso sinistra raggiungiamo, più in alto, il bivio con le indicazioni per la cappella della Madonna alpina e il colle Cervetto.

Lasciato proseguire il sentiero per il colle, svoltiamo a sinistra (direzione ovest) su un traverso ascendente, che gradualmente ci sposta verso le ripide propaggini della balconata di Crosa.

Sul traverso ascendente…

…verso le ripide propaggini della balconata di Crosa

Ancora più su

Alle nostre spalle, la cima Riba del gias (2379 m) e la testa di Garitta nuova (2385 m) in fondo a destra

Al termine del traverso il sentiero piega a destra per entrare in un valloncello sospeso e appartato, raggiunge un gias e poco più sopra si biforca. Tutte due le tracce (tacche bianco/rosse) portano nello stesso punto.

Noi seguiamo quelle verso sinistra proseguendo a zig zag sul ripido spallone. Lungo questo tratto troviamo un po’ di neve ghiacciata. Passati poi sotto un roccione solitario il sentiero aggira ancora un costone della balconata spianandosi.

In lontananza si inizia già a vedere la cappella della Madonna alpina (2320 m), addossata a pareti rocciose in posizione molto panoramica.

Ultimi metri prima della chiesetta della Madonna Alpina

Il posto è molto suggestivo e noi ci fermiamo per una pausa e sorseggiare un tè. Pochi metri oltre la cappella la visuale può spaziare sulla parte alta della val Varaita.

Si possono notare in lontananza il monte Chersogno (3026 m) la rocca Marchisa (3072 m) ed il Pelvo d’Elva (3064 m).

Più a destra, oltre il colle di Luca, fa bella mostra di sé la cima delle Lobbie (3015 m).

Cima delle Lobbie

Cima delle Lobbie ripresa col teleobiettivo

Svoltando verso destra invece si nota, alta, la cima di Crosa.

Le pendici erbose che conducono alla cima di Crosa

Per raggiungerla deviamo liberamente sulle pendici erbose del monte tenendoci verso il bordo destro. Sulla cima raggiunta il nostro sguardo viene naturalmente catalizzato dal panorama sul Monviso, lì a due passi.

Poco dopo veniamo raggiunti da altri due escursionisti.

La cima di Crosa

Sguardo verso il vicino Monviso

Al di là della cima, nel comune di Oncino, notiamo il lago semighiacciato di Tartarea (2225 m).

Dalla cima veduta sul lago di Tartarea (val Po)

Il panorama spazia lungo i confini della valle Maira, dal monte San Bernardo fino al Pelvo d’Elva e oltre, dove possiamo ammirare ogni singola cima.

Verso est notiamo le cime di Riba del gias (2381 m) e testa di Garitta nuova (2385 m), che avevamo raggiunto tempo fa con le ciastre.

Più tardi ci rimettiamo in moto per la discesa che potrebbe concludersi con l’anello verso il colle Cervetto passando dai fortini di Crosa.

Preferiamo tornare invece alla cappella della Madonna alpina per uno spuntino e per godere una volta ancora del bellissimo panorama che guarda verso il basso della val Varaita.

Nuovamente in discesa verso la cappella della Madonna alpina

La cappella che stiamo per raggiungere

Non rimane ora che ridiscendere sul sentiero dell’andata e concludere l’escursione tra le case di Ruà.

In discesa si nota il campanile di Becetto oltre i larici

Altre immagini della discesa verso Ruà

Nei pressi della baita del Lupo

Nell’ultimo tratto di discesa

Nuovamente tra le splendide abitazioni ristrutturate di Ruà

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