Per raggiungere la località di partenza di questa escursione da Dronero occorre percorrere la valle Maira fino al bivio per Stroppo. Qui si svolta a destra e, dopo il paese, si prosegue verso Elva passando nelle vicinanze della chiesa di San Pietro.  Poco oltre, si svolta al bivio di Morinesio. Trecento metri circa dopo l’abitato si raggiunge il santuario di santa Maria.

Lasciamo l’auto nel parcheggio sottostante (1485 m) la bellissima chiesa che, da una piccola cappella del XIV secolo divenne santuario nel 1511;  rimaneggiata nei secoli prese le sembianze attuali fin dal 1700.

Santuario di santa Maria di Morinesio

Ci incamminiamo, Fulvio ed io, salendo alle sue spalle in direzione di un pilone votivo e di una grande croce in ferro.

La croce ed il pilone votivo alle spalle del santuario

Seguendo le tacche rosse percorriamo il sentiero proseguendo oltre, infilandoci nel bosco, a destra di una recinzione per animali. Dopo alcune centinaia di metri di lieve salita tra radi alberi, lasciamo a destra la diramazione per le grange Cucet proseguendo in direzione nord a sinistra di punta la Croce (1830 m).

Poco oltre il bivio per le grange Cucet, il sentiero si confonde un po’ con altre tracce e, cercando di non perdere dislivello, proseguiamo leggermente verso sinistra tra i larici fino a ritrovarlo, più avanti, sul bordo inferiore del bosco a monte di due grange (1719 m).

Lo seguiamo fino oltre il verde gias della fontana Naviera.

Ci manteniamo leggermente a monte delle due grange

Veduta laterale sul monte Chersogno e rocca Marchisa  (innevata)

Proseguendo sulle tracce seguenti fin quando si perdono, continuiamo a vista su prati (direzione nord) superando il bedale di pra Riba.

Da questo punto è ancora possibile scegliere se proseguire dritti verso il monte Nebin o deviare verso il Cugulet, posto a destra di alcune conformazioni rocciose.

Tratto tra le pietre

In salita sui prati

Alla nostra sinistra si fanno sempre più evidenti e spettacolari le cime del Chersogno (3026 m), Marchisa (3072 m) e Pelvo d’Elva (3064 m), al di là della “costa Cavallina” mentre, davanti a noi, è già possibile intravvedere verso l’alto la cima del monte Nebin, sormontata da una vistosa croce.

Nuovamente Chersogno e Marchisa oltre la costa della Cavallina

Avendo noi scelto per prima la cima del monte Nebin, proseguiamo il cammino zigzagando sull’erba, in direzione della “strada dei cannoni” che, sappiamo, taglia in alto le pendici dei monti soprastanti e che andremo a raggiungere alla quota di 2300 metri circa.

Pelvo d’Elva a destra e, appena sotto, le grange Villadel (2162 m)

Raggiunta la strada saliamo diagonalmente in direzione della cima che è posta duecento metri sopra.

Raggiunta la cresta appare imponente il Monviso e, alla sua sinistra, le cime dei monti Mongioia (3340 m) e Salza (3326 m).

A sinistra del Monviso il Monte Nebin nord-ovest

Un ultimo tratto, su roccia facile, ci porta in cima del Nebin nord-ovest (già raggiunto qualche anno fa in inverno dal colle della Cavallina). Vista grandiosa su tutta la valle Varaita fino a Pontechianale.

Di fronte a noi c’è la cima di Crosa e, dietro il colle Cervetto, appare il monte Rosa.

Veduta dalla cima di Nebin verso l’omonima cima sud-est e il Cugulet

Per continuare l’anello verso il monte Cugulet, dalle roccette del monte Nebin (che consta di due cime) riprendiamo il cammino aggirando sulla destra l’omonima cima sud-est, poi scendiamo (lato val Maira) evitando alcune rocce per raggiungere la bassa di Rasis (2425 m), detta anche bassa di Rocciaset.

Nuovamente in cammino verso la bassa di Rasis

Verso la bassa di Rasis, a sinistra (al fondo con la neve, il Cugulet)

Passati poi sul versante della val Varaita aggiriamo un dosso roccioso ed, in leggera salita calpestando un po’ di neve, tocchiamo la selletta che precede la cima del Cugulet.

Attraversamento (lato val Varaita) su neve

L’ultimo tratto, su schiena d’asino, ci porta direttamente al cippo di vetta.

Il tratto a schiena d’asino che precede la cima di Cugulet

Ultimi metri di salita per Fulvio

Anche da qui il panorama non scherza affatto. Oltre la vicina cima Lubin (2432 m) vedo il monte Rastcias (2404 m) e, più distante, il monte Birrone, saliti qualche tempo fa con le ciastre.

Veduta della cima Rastcias (al centro della foto) tagliata dalla strada dei cannoni

Dalla cima del Cugulet (2494 m) torniamo indietro fino alla selletta. Da lì scendiamo (lato Val Maira) con un taglio diagonale verso destra le pendici erbose che portano alla sottostante “strada dei cannoni”.

La raggiungiamo nei pressi dello spallone che poi degrada verso la costa dei Passetti.

Discesa su prati verso la sottostante strada dei cannoni e la costa dei Passetti

Seguendo ora la strada in salita verso il colle di Sampeyre, poche decine di metri dopo deviamo a sinistra su una sterrata che in discesa va a raggiungere una bella baita arroccata tra le rocce ed inserita in un posto incredibilmente meraviglioso.

Lì ci fermiamo per la pausa pranzo.

La bella baita tra le rocce

Terminata la pausa scendiamo verso le vasche abbeveratoio sottostanti (fontana Pettarel) poi, con un diagonale verso sinistra, ci portiamo sul pianoro aperto della costa dei Passetti seguendo infine una traccia di discesa lungo la costa.

Quando questa si perde, svoltiamo verso destra tra i larici in direzione delle due grange già toccate all’andata, ritrovando il sentiero di discesa.

Per non ripetere il percorso fatto in mattinata, seguiamo il sentiero che le affianca sulla sinistra, che poi diventa bella strada erbosa, lasciandoci trasportare in basso fino al centro delle borgata Morinesio.

Tra le case di Morinesio

Verso la fine del paesino seguiremo una stradina in leggera salita a sinistra che ci riporterà, con percorso quasi pianeggiante, alla croce ed al santuario di santa Maria.

Ultimo tratto verso il santuario di santa Maria

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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