Lasciamo l’auto nel primo, grande, parcheggio di Limonetto, nei pressi della Chiesa (1294 m).

Dai piedi del parcheggio seguiamo la stradina asfaltata che si inoltra al di sopra del paese pervenendo quasi subito ad un bivio. Lasciata a destra la strada che sale in direzione del bec Baral (2127 m) e del colle Arpiola (1700 m) svoltiamo a sinistra verso pian Madoro (1760 m) e passo di Ciotto Mien (2274 m).

Lunghi traversi tra bellissimi faggi, con vedute su Limonetto prima e sul monte Vecchio poi (1919 m), ci portano in quota. Al termine della faggeta, prima di un tornante, lasciamo proseguire dritto una sterrata che porta a verso l’Alpe di Limonetto e la rocca dell’Abisso (2756 m).

Dopo alcuni tornanti abbandoniamo la strada che si dirige ai tetti Virola e svoltiamo a sinistra (cartelli segnaletici) su un costone che divide due avvallamenti. Proseguiamo tra alberelli di betulle e faggi con la visuale aperta al fondo sulla rocca dell’Abisso (2756 m) e la rocca della Bastera (2614 m).

In fondo a sinistra la rocca dell’Abisso e la rocca della Bastera. A destra il Ciamoussé est


Poco più in alto deviamo verso destra per superare alcuni leggeri dossi pervenendo nei pressi del ciabot di Pedù (1679 m), piccolo gruppo di casupole che aggiriamo verso sinistra portandoci al di sopra.

Sulla strada, dal ciabot di Pedù

Proseguiamo il cammino verso l’alto raggiungendo, poco sopra, il pian Madoro (1760 m).

Abbandonata la strada che gira a sinistra, ci inoltriamo nella conca del vallone trovando più avanti altri cartelli su un masso squadrato.

Pian Madoro, poco prima di svoltare a destra

Senza tener conto delle indicazioni (Camossiero e Ciotto Mien), dal masso procediamo in salita verso destra in direzione di un alberello di betulla posto più in alto.

Lo raggiungiamo e superiamo procedendo con un traverso ascendente sulle pendici erbose puntellate di qualche arbusto ed estese sotto le ripide propaggini delle cime del monte Creusa.

Nel progredire in direzione nord-est, senza sentiero ma solo su esili tracce di animali, superiamo alcuni valloncelli longitudinali trasferendoci sempre più verso l’alto.

Traverso ascendente su pendici erbose. In fondo a sin. il Monte Ciamoussé est

Sull’altro versante della valle, intanto, si evidenziano sempre più la cima della Fascia (2495 m) e del Marguareis (2651 m). Più a destra, invece, il forte Centrale (1928 m) e quello di Pepino (2284 m).

Cima della Fascia e Marguareis

Forte Centrale

Superando più avanti la lunga china del monte Creusa, appare la cima delle Giosolette preceduta, a sinistra, dal colle omonimo.

Al fondo la cima delle Giosolette

A sinistra la cima di Creusa e, al centro, il colle di Giosolette

La raggiungiamo portandoci alla sua base e salendone la cima tagliando a destra del colle. Nonostante dicembre inoltrato, troviamo qualche viola del pensiero fiorita al riparo dalle pietre.

In salita al colle

L’ultimo tratto verso cima delle Giosolette

Dalla cima, appena imbiancata di neve, ottimo è il panorama verso ovest, dove riconosciamo i monti Steirà (2496 m) ed Aiera (2713 m) e, in primo piano, la costa di Pianard (2306 m) seguita dalla rocca d’Orel (2440 m) e dalla cima Bussaia (2451 m).

Arrivo in cima

Lo sguardo si posa sulla Rocca d’Orel e la cima Bussaia

Più a sinistra il monte Aiera e lo Steirà

Sguardo verso il monte Bertrand e il mare della Liguria

A nord, a due passi da noi, il bec Matlas (2148 m) e il bec Baral (2130 m). La cima di Costa Rossa (2404 m) è leggermente più spostata a destra.

A sud-ovest c’è l’inconfondibile rocca dell’Abisso (2756 m) ed il monte Frisson (2629 m).

Bec Baral, monte Vecchio e Bisalta

Rocca dell’Abisso e Frisson (a destra)

In basso, nel versante occidentale, è collocato il lago delle Giosolette, in questo momento ghiacciato.

La giornata stupenda favorisce la nostra permanenza in cima.

Sguardo ravvicinato su cima della Fascia (sinistra) e Marguareis

Solo più tardi riprenderemo la discesa a vista verso il basso con una taglio diagonale in direzione del ciabot di Pedù già localizzato dalla cima.

Poi giù sul percorso inverso fino a Limonetto.

Discesa al ciabot di Pedù

Scendendo, colpo d’occhio verso l’Alpe di Limonetto

Nell’ultimo tratto, verso Limonetto

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 4, 1:25.000Carta A.S.F. 4, 1:25.000, Vallée des Merveilles, Val Vermenagna, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):

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