Con l'eTrex Touch 35 Garmin ha fatto centro, creando un dispositivo equilibrato, moderno e con un prezzo ragionevole.Garmin eTrex Touch 35: la recensione completaValerio Dutto4.5

Lo diciamo da molti anni: gli eTrex, pur essendo i dispositivi entry level Garmin per escursionisti, alpinisti, scialpinisti e mountain biker, sono anche tra i più interessanti per via del buon rapporto qualità/prezzo. E nel 2015 le cose sono ancora migliorate grazie all’arrivo di due nuovi dispositivi particolarmente interessanti: a maggio l’eTrex 30x (vedi su Amazon) e a luglio, a sorpresa, l’eTrex Touch 35 (vedi su Amazon). Mentre il primo è una naturale (e tutto sommato ridotta) evoluzione del già valido eTrex 30 (recensione), il secondo lo affianca portando una novità assoluta nella famiglia eTrex: il display sensibile al tocco delle dita (touchscreen).

Il Garmin eTrex Touch 35

Il touchscreen, a cui ormai ci hanno abituato tutti gli smartphone moderni, è senza dubbio il modo più naturale per interagire con un dispositivo. Tuttavia in ambito outdoor comporta alcuni svantaggi, almeno sulla carta: una visibilità al sole leggermente inferiore, un consumo di batteria maggiore e, soprattutto, l’impossibilità (normalmente) di usarlo con i guanti (almeno per i touchscreen capacitivi, che sono anche quelli più comodi da usare). Uno degli obiettivi di questa recensione sarà proprio valutare se (e in che misura) questi svantaggi sono presenti anche sull’eTrex Touch 35.

Insomma, Garmin ha preferito non fare una scelta (potremmo più gentilmente dire non imporre una scelta): chi non tollera il touchscreen potrà così orientarsi verso il più tradizionale eTrex 30x (vedi su Amazon), tutti gli altri verso l’eTrex Touch 35 (vedi su Amazon). Se da una parte questa maggior possibilità di scelta è positiva, dall’altra ha reso ancora più frammentata la già complessa offerta Garmin (motivo che ci aveva spinto a scrivere questa guida all’acquisto).

Come ben sa chi ci legge da un po’, ci sono tre cose che riteniamo indispensabili in ogni GPS, l’ABC: Altimetro (barometrico), Bussola (elettronica a 3 assi) e Cartografia (ne avevamo già parlato approfonditamente in questo articolo). E queste tre cose, congiuntamente, nella famiglia eTrex, sono presenti solo su: eTrex 30 (ormai uscito di produzione), eTrex 30x e eTrex Touch 35. Ecco perché focalizzeremo il confronto tra questi ultimi due, senza considerare, ad esempio, il fratello minore eTrex Touch 25 (vedi su Amazon). Ma ora evidenziamo le differenze tra di loro:

 eTrex Touch 35eTrex 30x
Touch screenSì (capacitivo)No
Risoluzione160 × 240 pixel240 × 320 pixel
Memoria interna8 GB3,7 GB
Smart NotificationNo
Live TrackingNo
Staffa manubrioInclusaNo
Telecomando VIRBNo
Prezzo di listino299€249€

Come possiamo vedere, pur con un’autonomia dichiarata inferiore (16 ore al posto di 25) e un display meno risoluto, l’eTrex Touch 35 ha parecchi vantaggi: schermo più grande, touchscreen (sì, per noi è un vantaggio), memoria interna più capiente e soprattutto Bluetooth LE per Smart Notification, Live Tracking e telecomando VIRB (ne parleremo più in dettaglio nel seguito).

Insomma, sulla carta sembra un gran bel dispositivo con un prezzo “ragionevole” (su strada inferiore a 250€). Vediamo se le attese sono state rispettate.

1 Prima di utilizzarlo

Dopo aver inserito una coppia di batterie AA (che non sono incluse nella confezione e vanno acquistate a parte, come sempre noi consigliamo le Eneloop) abbiamo aggiornato il firmware all’ultima versione disponibile al momento della stesura di questo articolo, la 2.90. La procedura è molto semplice e l’avevamo descritta passo passo in questo articolo.

Da notare che durante i test il firmware si è dimostrato ancora un po’ instabile portando a qualche sporadico blocco del sistema (in particolare durante l’associazione Bluetooth), che abbiamo risolto togliendo e reinserendo le batterie.

Al primo avvio il dispositivo ci chiede la lingua (tra cui è naturalmente presente l’italiano), che può comunque essere cambiata in qualunque momento dalle impostazioni.

Una volta avviato il dispositivo abbiamo subito modificato diverse impostazioni visto che i valori di fabbrica a nostro avviso non sono ottimali. In particolare abbiamo:

  • Abilitato il GLONASS (maggiori dettagli). Occorre portarsi nel menu e selezionare Sistema → Satellite → GPS + GLONASS.
  • Impostato tutte le unità di misura su metriche al posto che imperiali. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Unità. È da fare per tutti questi campi: velocità/distanza, velocità verticale e quota.
  • Impostato il formato orario a 24 ore. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Orario → Formato orario.
  • Cambiato il formato predefinito delle tracce su GPX/FIT. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Tracce → Imp. avanzata → Formato file.
  • Disattivato l’Auto Pause. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Tracce → Auto Pause.
  • Disattivato l’avvio automatico della traccia. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Tracce → Avvio automatico.
  • Impostato la calibrazione continua dell’altimetro. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Altimetro → Calibraz. autom.
  • Impostato il tipo di batterie utilizzato per avere un’indicazione più precisa della carica residua. Occorre portarsi nel menu e selezionare la voce Impostazione → Sistema → Tipo Batteria AA e scegliere tra Alcalina, Litio, NiMH e NiMH precaricata (per le Eneloop Garmin consiglia quest’ultima).

Il seguito della recensione darà per scontate queste impostazioni, in particolare per quanto riguarda le considerazioni che faremo su precisione del posizionamento sul piano orizzontale e precisione dell’altimetro (con impostazioni diverse le cose potrebbero peggiorare). Vedremo inoltre che occorrerà ancora cambiare qualcosa per migliorare l’autonomia della batteria.

Dopo aver fatto queste modifiche abbiamo scaricato l’app Garmin Connect sul nostro smartphone (disponibile per iOS, Android e, da pochissimo, Windows Phone) e abbiamo associato l’iPhone all’eTrex Touch 35 per l’attivazione di Live Tracking e Smart Notification (ne parleremo più in dettaglio nel seguito).

2 Le dimensioni

L’eTrex Touch 35 ha dimensioni, spessore e peso del tutto simili al “gemello” eTrex 30x. Con i suoi 5,8 x 10,2 x 3,3 cm è appena leggermente più largo e lungo (i pochi millimetri in più sono necessari per ospitare il display da 2,6″ al posto di quello da 2,2″). Il peso che abbiamo misurato, batterie incluse, è stato di 167 grammi.

etrex-touch-dimensioni

In ogni caso rimane assolutamente manegevole, piccolo e compatto, sebbene molto più spesso di un comune smartphone (cosa che non è necessariamente uno svantaggio visto che lo rende più pratico da tenere in mano).

Mentre l’eTrex 30x è sostanzialmente indistinguibile dal predecessore eTrex 30, l’eTrex Touch 35 è nettamente più moderno perché ricorda in tutto e per tutto un Oregon in miniatura. Certo, il design è ancora ben lontano da quello cui ci hanno abituati gli smartphone moderni.

Da notare che, per merito del touchscreen, spariscono tutti i pulsanti ad eccezione del tasto di accensione (posto sul lato destro in alto):

etrex-touch-lato-destro

Come da tradizione Garmin, anche l’eTrex Touch 35 è resistente a cadute, urti, bagni in acqua o fango. Essendo certificato IPX7 è garantito contro gli effetti dell’“immersione temporanea”, ovvero per 30 minuti alla profondità di 1 metro. È garantito per operare nell’arco di temperature comprese tra –20 °C e +70 °C.

3 La dotazione

Nella confezione, oltre al dispositivo, troviamo:

  • Un (corto) cavetto mini USB.
  • Una staffa da manubrio.
  • Uno scarno (e sostanzialmente inutile) manualetto di appena 7 pagine per ciascuna lingua (uno più completo è disponibile online sul sito Garmin).

Da notare la gradita presenza della staffa da manubrio che, con gli altri modelli, incluso l’eTrex 30x, va acquistata a parte (vedi su Amazon).

etrex-touch-staffa-manubrio

La staffa manubrio è corredata di quattro fascette a strappo nere (per intenderci quelle “da elettricista”) da 20 cm. Consigliamo di montarla sulla pipa e non sul manubrio per avere una maggiore stabilità. In caso di guida su terreni particolarmente sconnessi per precauzione conviene montare un laccetto (vedi su Amazon) nell’apposita sede dell’eTrex Touch, così se si sgancia non vola via.

Sul dispositivo è preinstallata una mappa dell’Europa occidentale chiamata Garmin TopoActive basata sulle OpenStreetMap. In realtà è poco interessante perché si possono installare gratuitamente mappe decisamente migliori (guida). Da notare che la presenza della Garmin TopoActive riduce lo spazio della memoria interna effettivamente disponibile dagli 8 GB dichiarati a circa 2,5 GB, comunque più che sufficienti per installare le OpenMtbMap dell’intera Italia.

Come tutti i Garmin cartografici, anche l’eTrex Touch 35 può essere acquistato singolarmente (vedi su Amazon) o con TrekMap v4 PRO in bundle (recensionevedi su Amazon). In ogni caso rimane valida la possibilità di installare le mappe gratuite OpenMtbMap seguendo questa procedura.

Come sempre tutti gli eventuali software di cui possiamo aver bisogno vanno scaricati dal sito ufficiale (o da Mac App Store per i possessori di OS X) perché nella confezione non è incluso alcun DVD (una scelta che condividiamo, data la rapida obsolescenza a cui sono inevitabilmente soggetti).

Da notare che non è presente un adattatore CA, anche perché le batterie non possono essere ricaricate attraverso la porta USB (che serve solo per il trasferimento dati). È necessario quindi procurarsi un caricabatterie a parte (noi consigliamo il Technoline BC 700, vedi su Amazon).

4 L’interfaccia grafica e l’interazione utente

L’interfaccia grafica è il principale aspetto per cui questo eTrex Touch si distingue dagli altri modelli della famiglia. È decisamente più moderna e intuitiva dei dispositivi di vecchia generazione (sebbene non ancora perfetta).

Il dispositivo, dopo l’accensione (che richiede circa 20 secondi), ci permette di scegliere l’attività (Garmin parla di profilo). Quelle predefinite sono:

  • Escursionismo
  • Bici
  • Cicloturismo
  • Mountain Bike
  • Caccia
  • Pesca
  • Scalata
  • Geocache

Un profilo, in effetti, non è altro che un raggruppamento di impostazioni per le diverse attività che pratichiamo. Ad esempio, le impostazioni e le personalizzazione del dispositivo sono diverse quando lo si utilizza per l’escursionismo piuttosto che per la mountain bike. Ovviamente i profili si possono eliminare, aggiungere o modificare a piacere (basta portarsi nel menu e selezionare la voce Profili).

Quando si modificano impostazioni quali i campi dati o le unità di misura, le modifiche vengono salvate automaticamente nel profilo.

Uno dei principali vantaggi dell’eTrex Touch rispetto agli altri eTrex è, finalmente, una gestione delle tracce degna di questo nome. Se è stato impostato come abbiamo indicato nel paragrafo 1, l’eTrex Touch inizia la registrazione della traccia solo quando premiamo sul profilo scelto:

etrex-touch-scelta-profilo

Da questo momento il dispositivo comincia a salvarsi i dati sulla nostra posizione andando a comporre la traccia che sta registrando (denominata traccia corrente).

Ora appaiono una serie di schermate che ci mostrano molti dati, che per impostazione predefinita sono: mappa ⇄ bussola ⇄ computer di viaggio ⇄ profilo altimetrico. Possiamo passare dall’una all’altra scorrendo il display verso destra o verso sinistra:

navigazione

Naturalmente, come da tradizione Garmin di configurabilità assoluta, le pagine possono essere aggiunte, rimosse o spostate a piacere. In generale a nostro avviso si può configurare perfino troppo e crediamo che raramente sia davvero necessario farlo. Comunque, ben venga.

In una qualunque di queste schermate, toccando la parte bassa dello schermo accediamo ad un piccolo menu che permette di interrompere la registrazione della traccia corrente:

etrex-touch-35-track-manager

Questa navigazione, che è molto intuitiva ed efficace, potrà sembrare banale, ma è anni luce avanti rispetto a tutti gli altri eTrex usciti negli anni passati, che avevano una logica estremamente contorta che ha causato non poche difficoltà a molti lettori (motivo per cui avevamo dedicato diversi articoli di approfondimento).

Durante la registrazione della traccia corrente possiamo premere (brevemente) l’unico bottone fisico (Power) per accedere ad un menu che ci permette di accedere a tutte le altre funzionalità del dispositivo, in particolare per: marcare un punto di interesse, pianificare un percorso, attivare un allarme in prossimità di un certo punto, seguire una traccia, accedere alle impostazioni e così via.

Aggiornamento novembre 2016: abbiamo preparato un articolo con 20 trucchi e consigli pratici per usare al meglio il nostro eTrex Touch.

5 Considerazioni sul touch screen

Come detto il touchscreen ha permesso di semplificare enormemente l’uso del dispositivo rispetto ai suoi predecessori.

etrex-touch-touch-screen

Il touchscreen, che è di tipo capacitivo, è reattivo e si usa facilmente, al pari di quello cui ci hanno abituato gli smartphone moderni. Abbiamo notato solo alcune esitazioni quando compare il tastierino virtuale per scrivere, ad esempio, il nome dei punti di interesse: in alcuni casi, pur avendo toccato nel punto corretto, il sistema interpreta la lettera accanto. Da notare che il tastierino è di tipo “ABC” e non “QWERTY” (sigh!, proprio come sui vecchi cellulari).

Una cosa importante da ricordarci di fare ogni volta che lo riponiamo è attivare il blocco tasti. In caso contrario è possibile che, anche solo inserendolo o tirandolo fuori dalla tasca, venga inavvertitamente premuto qualche bottone (fisico o virtuale). Questo mettere/togliere/mettere/togliere rende un po’ più scomoda l’interazione con il dispositivo.

Una domanda che ci hanno fatto in tanti è: può essere usato con i guanti? Per impostazione predefinita no. Tuttavia, abbiamo notato che può essere usato con guanti leggeri o medi (non da sci) impostando la Sensibilità touch ad Alta dal menu di Accessibilità (sebbene non sia menzionato da nessuna parte nel manuale).

Da notare che conviene lasciare la sensibilità alta solo quando necessario, altrimenti anche semplicemente lasciandolo in tasca con il display rivolto verso la gamba scatta continuamente (motivo in più per non scordarsi mai il blocco tasti).

Il fatto che possa essere utilizzato con i guanti non significa che sia pratico farlo. Diciamo che può essere accettabile per un utilizzo sporadico, di emergenza, ma non certo per scrivere il nome di un punto di interesse. Ma questo vale anche per i precedenti eTrex e in generale per tutti gli altri dispositivi, anche non touchscreen.

La leggibilità del display è accettabile in tutte le condizioni, anche sotto il sole diretto.

6 Smart Notification

Attraverso le Smart Notification l’eTrex Touch 35 mostra ogni email, SMS, telefonata e altro avviso ricevuto sul proprio smartphone iOS o Android. Da notare però che non vibra né, stranamente, emette alcun suono.

etrex-touch-smart-notification

Si tratta di una funzionalità che nella pratica si è rivelata comoda, perché ci evita di fermarci e tirare fuori dallo zaino lo smartphone ad ogni notifica ricevuta.

Le Smart Notification utilizzano il Bluetooth LE, pertanto richiedono un iPhone 4S o successivo o un dispositivo Android 4.3 o successivo dotato di Bluetooth LE.

Da notare che l’attivazione delle Smart Notification riduce l’autonomia delle batterie.

7 LiveTrack

Il concetto che sta dietro LiveTrack è molto semplice: con il Bluetooth associamo l’eTrex Touch 35 al nostro smartphone (iPhone o Android), e utilizziamo quest’ultimo per inviare i dati della nostra uscita a amici e familiari che potranno seguire in tempo reale il percorso che stiamo facendo.

Naturalmente è necessario che lo smartphone abbia un piano dati attivo e sia presente una connessione dati (cosa non scontata in alta montagna, almeno nelle nostre zone).

Noi l’abbiamo provato con un iPhone 6. Appena attiviamo il LiveTrack possiamo scegliere gli indirizzi email delle persone da invitare, che riceveranno un’email.

Aprendo l’email i destinatari potranno seguire in tempo reale, dal loro computer o dal loro smartphone, il percorso che stiamo compiendo, con tutti i dati associati (tempo trascorso, distanza compiuta e ascesa):

live-track-edge-510

8 Precisione

Con le impostazioni descritte nel paragrafo 1, che dai nostri test sul campo portano ai risultati migliori, possiamo dire che la precisione dell’eTrex Touch 35 è più che buona.

Per ottenere un fix preciso occorre mettere in conto un paio di minuti. Per questo motivo vale sempre la buona vecchia raccomandazione di accenderlo (all’aperto) qualche minuto prima di partire per ottenere una traccia (e un’altitudine) precisa fin da subito.

Come già avevamo rilevato per l’eTrex 30 (recensione), anche l’eTrex Touch 35 non è esente da quello che chiamiamo il “problema della stella”. In sintesi, quando stiamo fermi in uno stesso luogo per un tempo sufficientemente lungo l’eTrex Touch mostra delle imprecisioni:

etrex-touch-problema-della-stella

Si tratta comunque di un peccato veniale: normalmente i software sono in grado di individuare e correggere in modo completamente automatico questo tipo di problemi, e li possiamo evitare semplicemente ricordandoci di mettere in pausa la registrazione durante le pause più lunghe.

L’altitudine indicata, grazie alla presenza dell’altimetro barometrico, è eccezionalmente precisa (a patto di aver usato le impostazioni che abbiamo suggerito): non di rado mostra la quota perfetta, e nel caso peggiore l’errore rispetto alla quota reale si misura in una manciata di metri. L’altimetro, se il dispositivo è impostato come abbiamo consigliato nel paragrafo 1, è in grado di “autocalibrarsi” grazie al GPS: istante per istante, l’altitudine dedotta con il GPS viene “passata” al sistema barometrico, che la utilizza come fosse una calibrazione inserita manualmente ogni secondo.

9 Batteria

L’eTrex Touch 35 richiede 2 pile AA che secondo Garmin garantiscono un’autonomia di 16 ore. Nella realtà, dai nostri primi test la durata è risultata nettamente inferire, intorno alle 8 ore. Un risultato così basso da sembrarci sospetto.

I test sono stati ripetuti più volte con queste impostazioni:

  • Batterie Eneloop (maggiori informazioni) perfettamente cariche.
  • Temperatura all’incirca costante tra 15 e 20 °C.
  • GLONASS attivo.
  • Intensità retroilluminazione al massimo.
  • Timeout retroilluminazione a 15 secondi.
  • Schemata mappa sempre attiva.
  • Velocità mappa alta.

Insomma, niente di strano. Come se non bastasse, ci sono alcune cose che contribuiscono a farla scaricare più rapidamente, in particolare l’attivazione del Bluetooth LE per Smart Notification e Live Tracking. Com’è possibile che Garmin dichiari 16 ore di autonomia?

Una prima impostazione su cui abbiamo agito è stata la velocità della mappa, perché una velocità superiore di rielaborazione riduce la durata della batteria. Ci siamo quindi portati nel menu e abbiamo selezionato Mappa → Imp. avanzata e abbiamo impostato la Velocità mappa su Normale. Ebbene, dai test successivi l’autonomia è cresciuta da circa 8 ore a 13/14 ore. Un valore accettabile, ma ancora inferiore a quello dichiarato.

Il secondo parametro su cui si può agire è lo spegnimento dello schermo al timeout della retroilluminazione (dal menu occorre selezionare Schermo e attivare Risparmio batteria). A patto di allungare il timeout della retroilluminazione questo non comporta alcun problema a chi pratica escursionismo, alpinismo o scialpinismo, dato che in questi sport il dispositivo viene tirato fuori all’occorrenza. Non lo consigliamo invece a chi lo usa in mountain bike, perché in questo caso conviene lasciare lo schermo sempre acceso (ma a onor del vero è abbastanza raro che si superino le 13/14 ore di pedalata). Con questa impostazione l’autonomia cresce fino a 17 ore, un buon valore.

In ogni caso ricordiamo che trattandosi di pile AA è sufficiente portarsi dietro delle batterie aggiuntive da sostituire al volo in caso di necessità (vedi su Amazon).

10 Altri accessori

Come da tradizione Garmin, possiamo acquistare a parte moltissimi accessori, alcuni dei quali realizzati da produttori terzi. In particolare ricordiamo:

Come detto un supporto per manubrio è incluso, ma eventualmente chi possiede più bici può acquistare altri a parte (vedi su Amazon).

11 Conclusioni

Con l’eTrex Touch 35 (vedi su Amazon) Garmin ha fatto centro, creando un dispositivo equilibrato, moderno e (cosa fondamentale) con un prezzo ragionevole (inferiore, su strada, ai 250€). Non è esente da difetti, alcuni dei quali francamente assurdi nel 2016 (display poco risoluto e porta ancora USB 1.1), ma tutto sommato ci si può convivere facilmente. Gli unici che devono essere davvero tenuti in considerazione sono la durata delle batterie inferiore ai modelli non touchscreen (ma comunque buona adottando gli accorgimenti descritti) e il fatto che l’interazione con i guanti è possibile solo con quelli leggeri o medi e non è certo comoda (ma si tratta di un difetto comune a praticamente tutti i dispositivi).

In definitiva ne consigliamo l’acquisto perché si tratta del dispositivo in assoluto più bilanciato per escursionisti, alpinisti, scialpinisti e mountain biker. Chi fosse in dubbio sul dispositivo da scegliere può leggere la nostra guida all’acquisto aggiornata.

Che cosa ci piace

  • Compatto e leggero.
  • Prezzo su strada ragionevole (inferiore a 250€).
  • Robusto e impermeabile (certificato IPX7).
  • Touchscreen reattivo.
  • Altimetro barometrico molto preciso.
  • Bussola elettronica a 3 assi, che mostra la direzione anche quando non siamo in movimento e non manteniamo il dispositivo in posizione orizzontale.
  • Supporta praticamente qualunque tipo di cartografia.
  • Buona memoria interna.
  • Supporta gli accessori ANT+ e la condivisione wireless con altri dispositivi compatibili.
  • Alloggiamento per schede microSD.
  • All’occorrenza può essere usato con guanti leggeri o medi attivando la sensibilità alta del touch screen.
  • Gestione della traccia nettamente migliore dei precedenti modelli.
  • Interfaccia più intuitiva dei precedenti modelli.
  • Scrittura infinitamente più comoda che su dispositivi non touchscreen (per quanto non perfetta).
  • Supporto per manubrio incluso.
  • Configurabilità assoluta.
  • Funziona perfettamente sia sotto Windows sia sotto OS X.
  • Collegato al computer viene riconosciuto come una chiavetta USB, per cui può essere usato anche sotto GNU/Linux.
  • Supporta GLONASS.
  • Leggibilità del display accettabile in tutte le condizioni, anche sotto il sole diretto.

Che cosa non ci convince

  • Impostazioni predefinite non ottimali (ma basta cambiarle).
  • Autonomia della batteria inferiore agli altri eTrex non touchscreen.
  • Display poco risoluto.
  • Per ottenere un fix GPS preciso occorre mettere in conto un paio di minuti.
  • Firmware ancora non perfetto.
  • Manualetto incluso assolutamente insufficiente.
  • Buona parte della memoria interna è già occupata dalle mappe installate con il dispositivo (la memoria interna effettivamente utilizzabile è di circa 2,5 GB).
  • Tastierino virtuale di tipo “ABC” e non “QWERTY”.
  • Porta USB ancora, incredibilmente, di tipo USB 1.1.
  • Non vibra e non suona alla ricezione di una Smart Notification.
  • L’interfaccia obbliga a mettere/togliere di continuo il blocco tasti.
  • Per attivare la retroilluminazione occorre toccare lo schermo.
  • Design lontano da quello cui ci hanno abituato gli smartphone moderni.
  • Non può essere ricaricato attraverso la porta USB.
Voto