Il paese custodisce ancora alcune case in pietra con tetti di paglia di segale a falde inclinate per favorire lo scivolamento della neve, racchiuso tra i frontespizi da due cordoli in pietra, determinando la tipica struttura del “tetto racchiuso”.

5 febbraio 2016. Partiamo da Carnino (1397 m) poco dopo le 9:00. Sia passando dall’interno della borgata, che dall’esterno, il sentiero si ricongiunge e prosegue oltre lasciando poco dopo, a sinistra, quello che conduce ad Upega e al passo del Lagarè (palina).

Uscendo tra le case di Carnino

Nel primo tratto superiamo una cascatella ed un rio su un ponticello in legno, dirigendoci nel vallone Carnino a zigzag su una bella mulattiera lastricata tra file di frassini, betulle, ciliegi selvatici e altri arbusti.

La cascatella

Più avanti perveniamo alla fontana dei Giraudi dove riforniamo le borracce di buona acqua. La mulattiera prosegue il suo corso innalzandosi nel piano Ciucchea, lasciando in basso a sinistra un canyon sempre più marcato.

Nel pian Ciucchea

Verso quota 1700 metri (tacche e ometto) lasciamo a destra il sentiero che si dirige al passo delle Mastrelle (2023 m) e al rifugio speleologico Saracco Volante (2209 m).

Proseguendo tra roccette e pini mughi il sentiero si avvicina sempre più a ripide pareti calcaree scostandosi poi leggermente per riprendere quota, con corti zig zag, verso la stretta e suggestiva gola della Chiusetta.

Verso la gola della Chiusetta

All’interno di questa, ben visibile su un grande masso, è posta una piccola croce in ferro, esattamente nel luogo in cui il 9 dicembre del 1990 perirono, sotto una enorme slavina, sulla via del ritorno verso Carnino, 9 speleologi genovesi, torinesi, imperiesi dopo aver concluso un’esplorazione in grotta (leggi l’articolo originale).

Solo tre, facenti parte del gruppo, furono i sopravvissuti. A ricordo perenne è stato posto all’entrata di Carnino inferiore, nel dicembre del 2011, un cippo in pietra con i loro nomi affinché questa tragedia non venga dimenticata.

Passaggio nella gola

Croce a ricordo della tragedia del 1990

Il termine della gola ci conduce all’inaspettato, quanto piacevole, pianoro erboso della Chiusetta, racchiuso all’interno di conformazioni calcaree, con bella veduta sul Corno di Mezzavia (2162 m) che si pronuncia verso nord-ovest.

Nel pianoro della Chiusetta

Pianoro della Chiusetta e il Corno di Mezzavia

Al fondo del pianoro riprendiamo la salita passando a sinistra di una bella cascatella di ghiaccio su parete di campi solcati, oltre la quale perveniamo tra i ruderi del rifugio Selle di Carnino e altri casolari, agli inizi della cosiddetta valle dei Maestri. Spostata lateralmente a sinistra è visibile anche la graziosa chiesetta in pietra dedicata a Sant’Erim (1913 m) che visiteremo al ritorno.

Cascatella di ghiaccio al termine del pianoro

Entrando nel vallone dei Maestri

Dall’alto delle costruzioni si apre una bella visuale sulle conformazioni calcaree gibbose verso ovest, sul tratto rimanente di salita al rifugio Don Barbera e al colle dei Signori.

Conformazioni calcaree nel vallone dei Maestri

Riprendendo il cammino sinuoso procediamo a mezza costa sul fianco destro dell’avvallamento con continui saliscendi verso il rifugio Don Barbera.

A sinistra dell’ometto, il colle dei Signori

In salita verso il rifugio

In prossimità del rifugio lasciamo a destra il sentiero (palina) che stacca verso il colle del Pas (2340 m) e la capanna Saracco Volante (2209 m) per raggiungere prima la costruzione metallica gialla del vecchio rifugio e subito dopo il nuovo Don Barbera (2079 m).

Inserita nel giro del Marguareis e raggiungibile dalle valli Tanaro, Pesio, Roya, la nuova struttura del rifugio, in pietra e legno, è dotata di 45 posti letto in camere e camerate e viene normalmente tenuta aperta da metà giugno a metà settembre (tel. (+39) 0174/542802).

Il nuovo rifugio Don Barbera

Proseguendo alle spalle del rifugio raggiungiamo il sovrastante colle dei Signori (2111 m), crocevia di strade e sentieri provenienti sia dalla valle Roya (vallon de Malabergue) che dalla Liguria (Monesi) e da Limone Piemonte.

Colle dei Signori

Veduta verso la Valle Roya

A nord la strada si dirige verso il plan Ambreuge (territorio francese) e, successivamente, verso la capanna Morgantini (2219 m). Verso nord-est spicca la bianca cresta a schiena d’asino del Marguareis.

La strada che conduce verso Limone e la capanna Morgantini

Al fondo, la cresta del Marguareis

Proseguendo per un centinaio di metri in direzione del Marguareis raggiungiamo un poggio panoramico (2144 m) su cui spicca una croce in ferro dipinta di giallo, ammirando il paesaggio circostante. Da lì ridiscendiamo al rifugio trovando un posto per la pausa pranzo.

Il rifugio e, al fondo, la cima Pertega (2404 m)

Scendendo più tardi lungo il vallone dei Maestri, facciamo una breve tappa presso la piccola cappella di Sant’Erim prima di ridiscendere nuovamente al pianoro della Chiusetta e far ritorno tra le belle case di Carnino.

Ritorno nel vallone dei Maestri

La piccola cappella di Sant’Erim

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).

Letture consigliate

Nel cuore delle Alpi LiguriAndrea Parodi et al., 2012, Nel cuore delle Alpi Liguri, Andrea Parodi Editore
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Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)Gabriele Gallo, 2013, Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri), Daniela Piazza Editore
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