27 gennaio 2016. Seguiamo i cartelli segnaletici per il colle Arpet e monte Cauri. Dopo poche decine di metri, ad un bivio, si prosegue diritti nel vallone su un sentiero di ciottoli (tacche rosse), lasciando a destra (tacche giallo/rosse), quello che porta verso le borgate Presa e Gerbido (sentiero preso da noi per errore tornando però indietro dopo 250 metri; abbiamo comunque rimosso l’errore dalla traccia GPS allegata).

In salita costante andiamo ad occupare la parte centrale del vallone di Cauri che si innalza ripidissimo contornato da due ali di arbusti di bosso. Dopo aver superato i primi boschetti e un buon dislivello il sentiero si infila in una grande faggeta spostandosi lievemente verso la sinistra del vallone.

Percorso in faggeta

In faggeta arriviamo al bivio della fonte Lusiu che lasciamo a sinistra.

Il cammino prosegue ancora per buon tratto all’interno del bosco poi, di colpo, ne esce fuori nei pressi della strettoia posta sui fianchi delle ripide pareti del monte Cauri.

In uscita dalla faggeta

Raggiungiamo così un primo casolare, posto agli inizi di una grande zona prativa e, salendo verso il colle, ne conteremo altri cinque sparpagliati sulle pendici della cima Cauri (grange del Fulcun, 1898 m).

Salendo i ripidi pendii erbosi

Il primo casolare

La traccia con diagonale ascendente verso sinistra ci conduce direttamente al colle Arpet (1843 m – km 3,2 dalla partenza col 27% di pendenza media del sentiero) dove si apre una prima importante veduta verso tutte le cime della val Grana.

Verso il colle Arpet

Colle Arpet

Possiamo ora distinguere con grande chiarezza i due percorsi ad anello fatti in queste ultime settimane attorno alla cima Cernauda (vedi percorso 1, vedi percorso 2).

Per una visuale ancora migliore, girando a sinistra percorriamo ancora il tratto di cresta che porta all’ometto della punta Freura (1900 m) dalla quale se ne apre una laterale proiettata sulle Alpi Marittime.

Monti Tibert e Tempesta salendo alla punta Freura

Dalla punta Freura panorama verso est

Ridiscesi al colle Arpet, riprendiamo su traccia (direzione nord) il percorso verso il colle della Margherita (1980 m).

La Punta Freura alle spalle di Fulvio

In salita verso la punta di Mezzogiorno

In prossimità di quota 2000 metri abbandoniamo la rotta per l’ormai vicinissimo monte Chialmo (2020 m) per svoltare a destra e raggiungere la punta del Mezzogiorno (2004 m) formata da un gruppo di rocce basse sormontate da un paletto.

Arrivo alla punta del Mezzogiorno

La visuale spazia ora anche sulla pianura nebbiosa, mentre a nord-ovest lo sguardo abbraccia le cime della valle Maira e Varaita e oltre, fino al monte Rosa.

Veduta sulle cime della val Maira

Il sentiero che prosegue verso il colle della Margherita e la rocca Cernauda

La prossima meta da raggiungere è ora il monte Cauri (1979 m, paletti segnavia infissi nel terreno) spostato ad est e raggiungibile in discesa dopo una lieve depressione. È un ottimo punto panoramico e qui ci fermiamo per la pausa pranzo attorniati da una visuale superlativa.

In discesa al monte Cauri

Panorama sulla bassa valle

Monte Cauri

Dal monte Cauri, veduta sul monte Freura

La discesa ad anello avviene sul percorso che prosegue nel versante della valle Maira (nord-est). Seguendo i paletti segnavia bordati con tacche bianco/rosse percorriamo un lungo tratto della costa passando accanto al pian delle Masche andando a raggiungere, dopo una discreta pendenza, l’inizio di un boschetto di betulle.

Discesa dal monte Cauri sul lato val Maira

Svoltando ora decisamente a destra (cartelli indicatori per il colle del Gerbido) entriamo in una zona boscosa prima su percorso pianeggiante, poi in discesa per finire sulla sterrata proveniente dal colle del Gerbido.

Dopo un buon tratto di sterrata la abbandoniamo nei pressi di un tornante (cartelli segnaletici) infilandoci verso destra in faggeta sul versante della val Grana.

Tornando sul sentiero di Gerbido, lato val Grana

Il sentiero in poco tempo raggiunge il centro della borgata Gerbido. Scesi tra le case e poi sulla strada asfaltata la seguiamo fino al bivio di Grange per l’ultimo tratto di salita che ci riporta al parcheggio della borgata.

Arrivando tra le prime case della borgata Gerbido

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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