Oggi, 26 maggio 2016, abbiamo intenzione di compiere un’escursione all’interno dello stupendo parco naturale del Marguareis che riserva all’escursionista sempre interessanti sorprese. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il pian delle Gorre. Superata la sbarra ci dirigiamo subito a destra della baita-rifugio percorrendo il tratto in diagonale che si infila nel bosco di stupendi abeti.

Nel tratto iniziale di discesa si supera su passerella in legno un rio laterale poi, poco più avanti su un secondo ponte, il torrente proveniente dalle cascate del Saut. Volgendo a destra, dopo un più ripido tratto in discesa, si arriva infine presso un ultimo ponte (1005 m) che ignoriamo per svoltare a sinistra sulla mulattiera (indicazioni Pis del Pesio – gias Fontana).

Salendo nel fitto bosco, dopo aver percorso un buon tratto tra abeti e faggi a sinistra dello spumeggiante torrente Pesio e inebriati a tratti dal profumo dell’aglio orsino, pianta bulbosa, erbacea, perenne dall’odore molto pungente, lasciamo a destra un sentiero che scende verso l’osservatorio faunistico.

Brusche impennate ci conducono infine nei pressi del gias Fontana (1218 m). Pochi metri dopo (segnalazioni) lasciamo proseguire il percorso che porta alla cascata del Pis del Pesio per imboccare verso destra il sentiero H12 (colla del Vaccarile) scendendo fino al torrente dove una breve sosta è d’obbligo per ammirare la bellissima cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio.

Dal gias Fontana sul sentiero H12 (colla del Vaccarile)

La cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio

Oltrepassato il ponte in legno iniziamo un percorso a zig-zag nel fitto bosco. Dopo alcuni minuti di cammino lasciamo a sinistra (sud) un viottolo che porta ad ammirare dall’alto le sorgenti del Pesio. Proseguendo verso ovest ci incuneiamo nella gorgia Furnaza. Oltrepassato un tratto tra i faggi superiamo una zona rocciosa per uscire, più avanti, allo scoperto sulla radura che si protende sotto la cima Baban (2102 m). Alcune giravolte tra i massi nel prato ci conducono ad un bivio: a destra si va per la colla Vaccarile (2050 m), mentre a sinistra verso il passo di Baban, il gias dell’Ortica e il passo del Duca (1989 m) (indicazioni su palina e su un masso).

Scelto il percorso a sinistra, in leggera salita raggiungiamo le propaggini della rocciosa testa di Baban, tagliandole con un diagonale ascendente.

Tratto del passo di Baban

Prosecuzione sul passo di Baban

Rispetto agli altri il passo di Baban è un’anomalia, in quanto non si tratta della classica insellatura montuosa per il passaggio da un vallone ad un altro, ma di un lungo percorso in zona accidentata e un po’ esposta tra faggi e pini mughi che, al termine, ci conduce all’avvallamento nascosto denominato gias dell’Ortica (1870 m). All’arrivo sul pianoro il paesaggio cambia aspetto (km 6,20 dalla partenza).

Verso il gias dell’Ortica

Arrivo ad inizio pianoro del gias

Ci troviamo ora ai margini della dolomitica bianca conca delle Càrsene che va ad occupare tutta la parte sud dell’avvallamento. Al centro del prato si trova una truna e il casotto di sorveglianza del parco (fontana).

Il casotto di sorveglianza del parco, al centro del gias dell’Ortica

Proseguendo oltre il gias dell’Ortica

Lasciato a sinistra (palina segnaletica) il percorso per il colle del Duca svoltiamo a destra in direzione della capanna Morgantini approdando, più avanti, sulla strada ex militare incompiuta che nelle intenzioni avrebbe dovuto collegare, passando dal passo del Duca, la valle Pesio con la strada Limone/Monesi.

Un centinaio di metri dopo lasciamo ancora a destra un sentiero che sale al colle del Carbone (2019 m) e al monte Jurin (2192 m).

Piccola sosta dopo il bivio del colle del Carbone

Procediamo sulla stradina (sentiero GTA) che si snoda dolcemente a semicerchio verso la zona carsica, di eccezionale bellezza.

Sul terreno carsico verso la capanna Morgantini

Nell’avvicinamento, a tratti la lasciamo per seguire scorciatoie che tagliano di tanto in tanto alcuni nevai, ritrovando più sopra la strada sorretta da massicciate in pietra ancora in ottimo stato.

Lungo il tragitto, volgendo lo sguardo ad est, notiamo la cresta e la cima del Marguareis (2651 m) già un po’ avvolta tra le nubi.

Veduta ravvicinata del Marguareis

Dopo un ultimo tratto su nevaio raggiungiamo la colla Piana di Malaberga e la capanna speleologica Morgantini (2237 m), sita nell’enclave del comune di Briga Marittima (km 9.1 dalla partenza).

Il rifugio appartiene al CAI di Cuneo ed è gestito dal gruppo scientifico Speleologico Alpi Marittime.

Arrivando alla capanna Morgantini

Immagini della capanna Morgantini


Facendo alcuni passi più avanti ci sporgiamo verso la Valle Roya dove possiamo scorgere in basso il serpentone della strada sterrata Limone/Monesi che si distende verso il colle dei Signori (2111 m) e il rifugio don Barbera (2079 m).

Torniamo sui nostri passi percorrendo a ritroso la stradina e il sentiero fino al gias dell’Ortica.

Sul sentiero del ritorno al gias

Conformazioni carsiche lungo il percorso di discesa

Ritorno al gias dell’Ortica

Dal pianoro del gias, seguendo i paletti segnavia, ci dirigiamo in salita verso est su tornanti ad un ripiano superiore.

Il viottolo prosegue poi verso un varco situato a destra della testa di Murtel (2066 m) oltre il quale si procede tra file di pini mughi degradando leggermente in direzione del vallone degli Arpi.

Oltre il varco verso il colle del Duca

Riprendendo a salire verso il passo del Duca (1989 m) raggiungiamo dopo uno zig-zag il bivio che porta al passo Scarason (2302 m).

Lasciatolo a destra ci dirigiamo al vicinissimo intaglio roccioso del passo del Duca posto sotto la testa omonima (2052 m, km 13.7 dalla partenza).

Il passo del Duca

La breve discesa seguente ci porta all’insellatura prativa del colle del Prel, dove ci fermiamo per la pausa pranzo.

La testa del Duca, dal colle del Prel

Da questo punto abbiamo due possibilità di scendere al pian delle Gorre: o passando dal vallone degli Arpi o da quello del Marguareis. Scelta la seconda opzione scendiamo con un traverso diagonale sulla selletta verso est.

Discesa nel vallone del Marguareis

Raggiunta la conca del vallone, svoltando a sinistra, riprendiamo il sentiero in discesa proveniente dal laghetto del Marguareis che ci condurrà, dopo un tratto finale nel bosco di faggi, al gias sottano Sestrera (1341 m).

Da qui il sentiero scende lambendo dall’alto le cascate del Saut e, con un ultimo strappo in discesa, sulla strada sterrata che torna verso i parcheggi del pian delle Gorre.

Cartografia indispensabile

Carta A.S.F. 3, 1:25.000Carta A.S.F. 3, 1:25.000, Marguareis, Mongioie, Institut Geographique National (di difficile reperibilità).
Cartoguida n. 2, 1:25.000Cartoguida n. 2, 1:25.000, Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro, Blu Edizioni.
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