Torniamo per un bell’anello nella meravigliosa valle Po una settimana dopo aver salito il monte Meidassa. Il giro programmato per oggi comprende la salita al rifugio Vitale Giacoletti e alla punta Udine dal “coulòur del Porco”. Il ritorno verso il pian del Re lo facciamo ad anello attraverso il cosiddetto “sentiero del postino”. Per non trovarci avvolti nella nebbia fin dai primi passi come la volta precedente arriviamo al pian del Re alle 7:00 di mattina. Un bel sole sta già illuminando la parete est del Monviso. Ci incamminiamo dal parcheggio con semicerchio verso sinistra superando a monte le sorgenti del Po.

La mulattiera si innalza a brevi tornanti e ci porta rapidamente sulla riva del lago Fiorenza (2113 m) che ci regala bellissime immagini verso l’imponente sagoma del Monviso.

Lago Fiorenza e Monviso al fondo

Decine di salamandre nere, anfibio endemico delle Alpi Cozie (salamandra Lanzai), uscite dopo la pioggia notturna, sono presenti lungo il sentiero e sono state sorprese da noi prima di far rientro alla loro base. Non si tratta di animali a rischio di estinzione, ma inclusi nell’elenco delle specie di animali d’interesse comunitario.

A fine lago lasciamo proseguire la mulattiera in direzione del lago Chiaretto (2261 m) e seguiamo il sentiero V26 che, a destra, sale per scavalcare una barra rocciosa, concedendoci belle retrospettive sul lago Fiorenza.

Lago Fiorenza dall’alto

Il sentiero si innalza nel verde fra rododendri e una miriade di fiori, conducendoci su una balza dove giacciono il lago Lausetto (2324 m) ed altri minuscoli specchi d’acqua.

Con breve percorso in discesa di pochi minuti verso nord ci spostiamo fino ad un belvedere dal quale possiamo godere la magnifica veduta sul lago Superiore (2313 m).

Lago Superiore

Tornati indietro al bivio, riprendiamo il sentiero che sale in direzione del rifugio Giacoletti incrociando, poco sopra, un altro bivio che proviene dal lago Chiaretto.

Il sentiero riprende a salire a tornanti dai quali appaiono in basso tutti i laghi superati in precedenza rendendo ben visibile, a sud-est, la sagoma del Viso Mozzo.

In salita dal lago Superiore

Immagine in retrospettiva verso il lago Lausetto

In fondo a sinistra il Viso Mozzo

Giunti nei pressi di una pietraia (quota 2560 m) lasciamo proseguire il sentiero V18 che conduce al passo del Colonnello (2995 m) e alla punta Roma (3070 m) e svoltiamo a destra per superare la ripida china meridionale delle Rocce Alte.

Il percorso prosegue nel pietroso avvallamento sotto le pareti rocciose di punta Roma e Udine e diventa sempre più di alta montagna mentre la nebbia si fa ancor più presente.

Nel pietroso avvallamento

Tratto di salita

Un ultimo tratto di salita, seguito da una breve discesa, ci conduce infine al colle Losàs, dove sorge il rifugio Vitale Giacoletti (2741 m) oggi al completo per le moltissime presenze.

Rifugio Giacoletti tra la nebbia

Per la salita alla punta Udine ci spostiamo pochi metri oltre il rifugio, dove parte la traccia di salita al canalino incassato denominato coulòur del Porco.

Superato un nevaio risaliamo un breve tratto di sfasciumi addentrandoci nel vivo di questo canalone.

Sul nevaio verso il coulòur

Ben presto ci troviamo a risalire un lungo tratto attrezzato di corde, catene e staffe in acciaio che aiutano a districarci tra ripide paretine e blocchi rocciosi.

Tratto di salita su staffe

Addentrandoci nel canalino

Con prudenza ci portiamo verso l’alto. Poco prima dell’uscita sul passo incrociamo un gruppo di escursionisti francesi provenienti dal vallone di Guil che stanno scendendo al Giacoletti.

Raggiungiamo il passo (2920 m) dal quale possiamo avere un’ampia visuale sul basso vallone francese di Guil.

Arrivo al passo

Da qui se si va a destra (nord), si arriva alla punta Venezia (3095 m) viceversa, a sinistra (sud), alla punta Udine. Oggi scegliamo questa seconda opzione iniziando la salita diagonale a vista tra blocchi e lastroni di pietre che ci porterà a raggiungere la croce di vetta.

Salita verso Punta Udine

La nebbia, purtroppo presente in valle Po, non ci permette di vedere il precipizio sul versante italiano e l’ampia visuale del Monviso e delle altre cime intermedie. Dalla parte opposta (nord) riusciamo però ad inquadrare in lontananza la punta Venezia (3095 m).

Luciano dalla croce dei vetta

Punta Venezia vista da punta Udine

Più tardi riprendiamo la discesa verso il passo e poi al coulòur del Porco per raggiungere nuovamente il rifugio Giacoletti.

Inizio discesa nel coulòur del Porco

Già in basso

Ritorno al Giacoletti

Riprendiamo la discesa con la prospettiva di compiere un anello nella direzione opposta (nord).

Qui il percorso (sempre ottimamente segnalato) è un po’ più accidentato ed attraversa una zona rocciosa ed alcuni residui nevai.

Dopo un bel po’ raggiungiamo un bivio e lasciando a destra il sentiero di discesa al pian del Re, svoltiamo a sinistra sul sentiero del Postino (V21), riservato ad escursionisti esperti, arrampicandoci su una scaletta di gradoni in ferro per poi proseguire tra salite e discese sotto le rocce di punta Venezia e Fourioun fino al bivio del buco del Viso per poi svoltare a destra (indicazioni).

Sul sentiero del Postino

Anche qui, purtroppo, la nebbia sempre presente non ci ha permesso di vedere più di tanto.

Raggiunto il sentiero V16 del giro del Viso svoltiamo a destra scendendo fino al parcheggio di pian del Re.

Cartografia indispensabile

Carta n. 106, 1:25.000Carta n. 106, 1:25.000, Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice, Istituto Geografico Centrale
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Letture consigliate

In cima. 90 normali nelle Cozie MeridionaliBruno Michelangelo, 2012, In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali, Blu Edizioni
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Punta Udine
Punta Udine (228 kB)

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