Arriviamo a Ferrere (anche chiamato Ferriere, 1890 m) intorno alle 8:00. Lasciata l’auto all’ingresso del paese ci dirigiamo subito tra le case, in cerca dello sterrato che scende in direzione del rio omonimo. Un ponticello lo scavalca ed un bel sentiero a sinistra comincia subito a risalire il verdissimo lariceto che contorna la Serra del Bal.

Al termine del bosco raggiungiamo un roccione, con un minuscola croce metallica, che segna l’inizio del lungo vallone Forneris.

Il sentiero, ora in leggera discesa, conduce dopo circa 200 metri ai bivi che portano al colle di Stau, al Becco Rosso (2261 m) e alla borgata di Murenz. Proseguendo dritti tagliamo invece a metà costa la sinistra idrografica e ci dirigiamo verso una costruzione in acciaio già visibile al centro dell’ampio vallone. Lì, alla fontana, possiamo rifornirci d’acqua.

Continuiamo la marcia portandoci più in quota ignorando la traccia a destra per il poco conosciuto lago del Gorgion Lungo. Il percorso supera una piccola pietraia poi risale in direzione di un laghetto nascosto sulla destra (secco in questo momento), e prosegue a sinistra scavalcando un piccolo rio in direzione di una cascatella.

Con un taglio diagonale verso destra ci portiamo con salita più ripida nelle vicinanze del Torrione del colle del Ferro, proseguendo infine sugli ultimi tornanti che precedono il colle del Ferro (2586 m).

Salendo al colle del Ferro nei pressi del torrione omonimo

Dal colle (2586 m) ignoriamo il sentiero che prosegue diritto verso i laghi di Vens e svoltiamo verso destra (nord).

Inizio del percorso a destra del colle del Ferro

Il piacevole percorso scavalca una zona rocciosa e prosegue a mezzo giro verso una china erbosa dalla quale appare in lontananza, nel versante italiano sotto la Rocca Reis (2704 m), il lago del Gorgion Lungo (2563 m).

Continuando il percorso di salita superiamo, oltre un varco, un bellissimo avvallamento roccioso al cui fondo si può notare il torrione della cima del Bal (2831 m).

Verso il pas de Morgon. Cima del Bal a destra

Il sentiero ora volge verso sinistra e taglia una china pietrosa per raggiungere il pas de Morgon (2714 m). Nell’ampio avvallamento che si presenta possiamo già intravedere parte del primo lago Morgon, duecentocinquanta metri più in basso.

Veduta dal pas de Morgon

Il sentiero prosegue in quella direzione e lo seguiamo fino a raggiungere la stupenda zona di rocce montonate costellata di laghi e minuscoli laghetti, messi a cascata verso ovest, che andremo a visitare cominciando dal più in alto.

Il primo dei laghi Morgon

Aggiratolo poi verso sinistra, scendiamo sulle sue rive e quindi andiamo alla scoperta e alla ricerca degli altri specchi d’acqua, uno più bello dell’altro, con divertente percorso tra rocce montonate.

Veduta dei successivi…

…con un po’ di sole

Lago intermedio

Limitiamo la discesa fino al quarto lago, ben sapendo che oltre ne esistono ancora altri, denominati “les Laussets”.

Il più basso dei laghi Morgon

Il percorso per il ritorno che ora dovremo affrontare dai laghi Morgon al colle del Puriac è tutto da inventare perchè non ci sono sentieri tracciati che lo collegano. Tra il secondo e il terzo laghetto puntiamo in direzione nord.

Inizio del percorso verso il Puriac

Superando alcuni dossi e avvallamenti cerchiamo di mantenerci ad una quota costante senza scendere mai troppo in alto o in basso.

Alla ricerca di un passaggio tra dossi erbosi

Ciò non è sempre possibile per il superamento di calanchi e per la conformazione variegata del terreno composto in maggior parte da roccia sedimentaria di calcare e argilla.

Più avanti superiamo la Crête du monte Aiga quindi con un taglio diagonale a sinistra incrociamo le grandi praterie del Salso Moreno. Quando le raggiungiamo stanno brucando centinaia di pecore.

Tratto pianeggiante dopo la Crête du monte Aiga

Pecore

Praterie dal Salso Moreno

Per aggirare a sinistra un massiccio di rocce rosse, tocchiamo il punto più basso del tratto in territorio francese (2320 m). Risalendo appena dopo una pendice di ghiaia ed erba, incrociamo finalmente il sentiero di salita proveniente dal col des Fourches verso il colle del Puriac.

Il colle lo raggiungiamo dopo una salita di circa 200 metri di dislivello. È sempre maestoso il panorama che da questo luogo si gode verso la rocca dei tre Vescovi e l’Enciastraia.

Tre Vescovi a sinistra e Enciastraia,  dal Colle del Puriac

È circa l’una ed ora possiamo concederci una pausa per il pranzo.

Più tardi riprendiamo la marcia in direzione della bassa del Colombart, 2461 m (palina) che si raggiunge di lì a poco con un taglio su chine ghiaiose.

Dal colle del Puriac verso la bassa del Colombart

Arrivando alla bassa del Colombart

Bassa di Colombart

Il percorso prosegue in seguito tutto in discesa sulla strada sterrata che scende verso Ferrere.

Discesi nell’avvallamento erboso sotto la bassa del Colombart abbandoniamo definitivamente la sterrata nei pressi del gias di Colombart soprano (2250 m) seguendo l’indicazione di un cartello segnaletico che ci indirizza verso Ferrere. Poco più in basso raggiungiamo il gias del Colombart sottano (2213 m) (fontana). Da lì occorrono altri 30 minuti di discesa nel vallone di Ferrere per raggiungere la borgata ed il parcheggio.

In discesa verso Ferrere dopo ilo gias del Colombart sottano

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