Nonostante il meteo avverso oggi abbiamo deciso di recarci sul monte Laroussa con un percorso molto diretto che dà poco spazio alla ripresa.

Posata l’auto nel parcheggio ai margini di San Bernolfo iniziamo la nostra marcia entrando tra le case del paese (palina passo Laroussa). Giunti di fronte alla chiesetta percorriamo alla sua sinistra un tratto in piano di un’ottantina di metri per trovare il sentiero di salita (palina) ed iniziare la marcia seguendo le tacche bianco/rosse che ci indirizzano subito verso le pendici erbose alle spalle di San Bernolfo.

Proseguendo verso l’alto entriamo zigzagando in un piccolo boschetto di larici. Verso quota 1840 m superiamo il rio spostandoci sul lato destro orografico (sinistra) risalendo le ripide pendici che si avvicinano alle rocce, e verso quota 2160 m lo ripassiamo tornando sulla sinistra orografica (destra) proseguendo sul sentiero che va a superare alcune pietraie prima di distendersi nuovamente sull’erba con un lungo traverso che precede il passo Laroussa.

Superamento di alcune pietraie già nelle vicinanze del passo

Verso il passo Laroussa, in fondo a sinistra

Il passo lo raggiungiamo dopo un’ora e quaranta minuti ed è posto tra l’omonima cima (2905 m) e il monte Saletta (2700 m).

Arrivo al passo di Laroussa

Dal passo, veduta del lago di San Bernolfo e del vallone della Guercia

Veduta a sud-est

Becco Alto di Rostagno e omonimo passo (destra)

Sul versante opposto il sentiero prosegue in discesa nel vallone superiore dell’Alpette raggiungendo il rifugio Migliorero che da qui s’intravede a fondo valle nei pressi del lago inferiore dell’Ischiator.

Noi invece da qui iniziamo la salita a sinistra (cartello su masso per monte Laroussa) indirizzandoci verso un’ampia conca chiusa al fondo dal monte Laroussa (2905 m), agli inizi di una grande pietraia.

Seguendo le tacche rosse non ci rimane che destreggiarci (direzione sud) tra i vari massi e trovare più avanti i residui di un piccolo ghiacciaio.

Immagini nella conca pietrosa

Proseguendo fino al limite sinistro della conca raggiungiamo un punto che ci presenta un breve passaggio su roccia di tre/quattro metri in cui bisogna aiutarsi con le mani.

Beppe nel breve passaggio su roccia

Oltre, il sentiero continua a sinistra appena più in basso e conduce con un traverso longitudinale su uno spallone roccioso (ometto).

Sul traverso longitudinale

Da lì si svolta decisamente a destra e si iniziano a salire le pendici di erba e pietre seguendo rari ometti.

Verso i 2600 metri di quota il tempo si fa più uggioso con l’inizio di una breve perturbazione che porta fiocchi di neve. Ci fermiamo un attimo per capire l’evoluzione del tempo, poi decidiamo di proseguire, visto che sembra di carattere passeggero. Altri due escursionisti che sono alle nostre spalle un centinaio di metri più in basso fanno invece dietrofront.

Con un lento diagonale verso sinistra proseguiamo la salita verso l’alto, mentre il monte Saletta (2700 m) si fa più evidente sul lato opposto, deviando a sinistra, più avanti, verso lo spallone.

Ultimi metri dalla cima

Con vari zig-zag ci destreggiamo infine per raggiungere le rocce finali, attraverso le quali già si riesce ad intravedere la croce di vetta.

Cima Laroussa e veduta del Corborant

Le due croci sulla cima

Soddisfatti per aver proseguito nonostante i fiocchi di neve ora ci godiamo il panorama spaziosissimo a 360° verso la vicina Punta Gioffredo (2960 m) e il Corborant (3010 m) che vediamo leggermente imbiancato. Bellissimo il panorama nel vallone sottostante rivolto al lago Laroussa (2438 m) e al rifugio Migliorero (2094 m).

Zoom sul Corborant leggermente imbiancato e sulla Punta Gioffredo (a destra)

Dalla cima, lago Laroussa (sinistra) e rifugio Migliorero

Più indietro c’è il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m), attorniato dalle punte di Schiantalà (2931 m) e il Becco Alto del Piz (2912 m). A sud-ovest ci sono i meravigliosi laghi Lausfer (2560 m). A sud-est tutte le cime che attorniano il Santuario di Sant’Anna.

Becco Alto dell’Ischiator. In secondo piano le cime di Schiantalà e il Becco Alto del Piz

Visuale dei laghi Lausfer

Sentiero balcone in primo piano. Rocca la Meja al fondo

L’Oronaye dalla cima

Per circa un’ora rimaniamo ad osservare il paesaggio tutt’intorno, sorbendoci un buon tè per scaldarci.

Infine a malincuore riprendiamo la traccia di discesa tornando nella conca pietrosa sottostante e poi al passo Laroussa, dove troviamo tra le rocce riparo dal vento per uno spuntino a base di pizze, focacce e panini.

Discesa al passo Laroussa

Il ritorno è sul sentiero dell’andata e ci riporta tra le case di San Bernolfo.

Scendendo verso San Bernolfo

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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