Venerdì 28 ottobre 2016. Lo scopo in questa giornata non è tanto quello di fare una normale escursione ma di recarci, prima dell’inverno, in una nostra vallata per ammirare ancora una volta il tripudio dei colori degli alberi in autunno con gli aghi o le foglie che con il freddo si tinteggiano delle più svariate colorazioni, dal verde al giallo, dall’arancione al rosso, prima di cadere a terra. Oggi abbiamo scelto il vallone di Riofreddo per l’osservazione del “foliage” dei larici. Già attraversando il bosco dei faggi ad inizio vallone si ha uno spettacolo intenso dai colori meravigliosi.

Percorriamo il primo tratto, ancora avvolto nell’ombra, sulla carrozzabile sterrata che sale ancora per qualche chilometro verso il rifugio del Malinvern (1840 m).

Il nome Riofreddo non si smentisce ed in effetti dobbiamo coprirci con qualche strato in più. Cammin facendo, lungo la carrozzabile iniziamo a calpestare neve presente a tratti alterni che troviamo dura come il marmo.

Salendo nel vallone di Riofreddo (al fondo il Malinvern)

Non tenendo conto delle due diramazioni verso destra che portano rispettivamente ai laghi Nero, Martel e ai laghi di Aver, poco oltre il gias La Grotta (1701 m) lasciamo a sinistra il sentiero P13 che scavalca il torrente per salire al lago del Malinvern (2122 m) ed a quelli della Paur (2357 m).

Un breve ripido tratto, nuovamente su asfalto, ci conduce nei pressi del rifugio Malinvern che osserviamo dall’esterno.

Qui, abbandonata definitivamente la strada, seguiamo il sentiero P14 (palina) che verso destra si infila tra i larici in pietraia e con una serie di serpentine prosegue la salita addossandosi ad una parete rocciosa.

Pervenuti più avanti ad una conca, sede delle grange Segnassa (1930 m), superiamo un tratto umido risalendo il declivio verso destra che conduce in alto nei pressi di due grandi larici centenari.

In salita subito dopo le grange Segnassa

Poco più in alto le grange Segnassa

In salita tra i colori autunnali

Oltre i larici, il percorso volge a sinistra riportandosi nuovamente in vista dell’onnipresente testa del Malinvern (2939 m), quindi continua con l’andamento a zig-zag tra altri grossi larici offrendo, ad est, viste spettacolari su Rocca della Paur, sulla cima del Pan Perdù e sulle cime di Valrossa.

Tratti a zig-zag fra i larici


Dopo un lungo percorso tra la neve sempre presente la mulattiera perde quota svoltando a destra nel vallone di Orgials. Adagiato in un’ampia conca raggiungiamo il primo graziosissimo laghetto (2150 m).

Primo laghetto nel vallone di Orgials

Contornandolo sulla destra riprendiamo la salita prima su neve, poi sulla china erbosa che si innalza alle sue spalle, svoltando più avanti a sinistra nella stretta gola alla ricerca di un laghetto nascosto, avvolto ancora nell’ombra.

Il primo laghetto ormai alle nostre spalle

Il secondo laghetto, in ombra

Uno sbarramento roccioso ci trasferisce sul lato sinistro orografico della valletta superiore dominata, a destra, dall’alta parete rocciosa del monte della Valletta (2750 m). Tornati sul sentiero risaliamo ancora il breve tratto che prosegue in direzione del colle di Orgials (2600 m). Nella conca pietrosa compaiono a lato i due laghetti superiori di Orgials (2291 m), di cui il più piccolo stretto nella morsa del ghiaccio.

Laghetto superiore

Alle sue spalle compare, ghiacciato, il quarto laghetto

Altra veduta

Veduta d’insieme degli ultimi due laghi

Oltre questo punto i larici sono radi. L’escursione odierna termina qui ed ora vogliamo iniziare la discesa per tornare al rifugio e nel lariceto sottostante che, a differenza di questa mattina, troviamo finalmente illuminato dal sole.

Al ritorno al rifugio Malinvern, alcune immagini del foliage dei larici






Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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