AVVISO un nostro lettore che ha percorso l’escursione in data 11/12/2016 ci ha informati che al ritorno, nei pressi della chiesetta di Sant’Anna, è stato circondato da un branco di nove cani. Fortunatamente, stando fermi e mantenendo calma e pazienza, dopo un lungo momento si sono allontanati e tutto si è risolto solo con un grande spavento. I carabinieri di Vinadio e Pietraporzio sono stati avvisati e si spera prendano provvedimenti atti ad evitare che altre persone possano imbattersi in simili situazioni.

È una mattina gelida e la temperatura è sotto zero. Lasciata l’auto nel nuovo parcheggio (1200 m) iniziamo la marcia sulla strada sterrata che procede nello stretto vallone della Madonna.

Dopo circa 150/200 metri svoltiamo a destra sul ponte in legno (segnalazioni per Chiardoletta) lungo la stradina carrozzabile che taglia con percorso a serpentina alcuni terreni erbosi in direzione del piccolo borgo di Chiardoletta (1432 m).

Sulla carrozzabile di Chiardoletta

Poco prima di raggiungerlo si possono avere begli scorci panoramici dall’alto sull’abitato di Sambuco e sull’imponente dolomitico monte Bersaio.

Dopo gli ultimi tornanti di strada Chiardoletta compare quasi di colpo con lo sfondo magnifico delle frastagliate guglie della Cordiera.

Salendo, veduta sul monte Bersaio

Arrivando alla borgata di Chiardoletta

Tra la chiesa dedicata a Sant’Anna e le case si trovano indicazioni per vari percorsi. Scegliamo quello per il colle Ciardoletta che ci fa proseguire tra le case in leggera salita verso il bosco. Ad un bivio poco distante teniamo la sinistra (tacche bianco/rosse) mentre più avanti svoltiamo a destra, lasciando proseguire nel vallone della Madonna il sentiero delle 9 borgate.

La salita si sviluppa zig-zagando all’interno del fitto bosco di frassini, abeti e larici, ed esce più avanti allo scoperto poco prima del colle di Ciardoletta (1761 m).

Tratto su terreno aperto verso il colle Ciardoletta

Dal panoramico colle proseguiamo la marcia lungo il sentiero che si snoda sulle falde del monte Nebius in direzione del colle di Neraissa (2015 m).

La Cordiera del monte Nebiùs. In basso il sentiero che prosegue al colle di Neraissa

Poco oltre il colle di Ciardoletta

Il tratto per raggiungerlo è abbastanza lungo e lo percorriamo passando senza alcun pericolo anche su sentiero franoso trattenuto da assicelle in legno atte a contenere il fenomeno erosivo dei calanchi.

Più avanti superiamo alcuni valloncelli intervallati da tagli trasversali nei quali permangono residui di neve. Contornando le asperità della montagna ci avviciniamo al colle di Neraissa, preceduto da alcuni zig-zag, alla casermetta (2015 m) e a una baita del malgaro.

Alle spalle del colle di Neraissa sono curiose alcune profonde striature di calanchi neri che fendono le pendici del Nebius.

Calanchi di roccia nera al colle di Neraissa

Lasciando proseguire la strada discendente a Neraissa deviamo su quella che a destra ci porta verso le pendici est del monte Varirosa (2292 m).

Salendo al monte Autes, sguardo nel vallone di Neraissa

La stradina al termine di alcuni tornanti si allunga e raggiunge la sella che precede il monte Autes (2286 m).

Ultimi traversi che conducono al monte Autes

Con semplice percorso raggiungiamo la cima puntellata da antenne. Qui ci attende un fortissimo vento che spira da ovest. La visuale abbraccia tutta la valle Stura in direzione di Demonte. Bello il panorama che si estende verso Demonte e tutta la bassa valle Stura.

Alzando lo sguardo raggiungiamo tutte le vette delle Marittime mentre dalla parte opposta sono le cime del monte Bodoira (2747 m) di rocca la Meja (2831 m) e del Nebius (2600 m) ad occupare maggiormente lo spazio visivo.

Antenne sul monte Autes

Panorama da monte Laroussa al Tenibres

Veduta sul monte Bodoira

Ridiscesi sulla sella proseguiamo sul crinale erboso (nord) in direzione del monte Varirosa (2292 m) che si raggiunge scavalcando dossi erbosi.

Sguardo dalla cima Varirosa

Rocca la Meja spunta tra la cima Piconiera (2565 m) e la Cordiera

Dalla cima deviamo leggermente a sinistra puntando in discesa verso una piccola costruzione metallica con traliccio che notiamo al termine del prato.

Da lì proseguiamo verso destra su terreno misto a neve dirigendoci alla casermetta del colle di Neraissa.

Il colle di Neraissa

Al colle il vento si fa ancora sentire. Per la pausa pranzo meglio abbassarci di quota, scendendo almeno fino al colle Ciardoletta.

Tornando al colle di Chiardoletta

Così facciamo, trovando lì un buon posto al riparo dal gelido vento che continua a spirare da ovest. Con una lieve salita di una cinquantina di metri si può ancora salire un arrotondato punto panoramico (1810 m).

La discesa la vogliamo fare con un diverso percorso, tornando cioè dalla borgata di Chiardola grande.

Veduta dal punto panoramico verso Chiardola grande

Seguendo dal colle un percorso orario aggiriamo il punto panoramico (1810 m) che lo fiancheggia e in poco tempo raggiungiamo la borgata di Chiardola grande (1610 m) purtroppo tutta in rovina.

Dal margine superiore proseguiamo verso ovest ad un vicino poggio su cui c’è una minuscola cappella e una costruzione in legno.

Riprendiamo la discesa con un ripido tratto nel bosco seguendo il sentiero che ci riporta in vista di Chiardoletta. Da lì riprendiamo la strada di discesa fino a Sambuco.

Sul sentiero di ritorno a Sambuco

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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