Primo sole a Moriglione

12 novembre 2016

La partenza è da Moriglione San Lorenzo (1414 m) piccola frazione di Pietraporzio. Dai pressi di una fontana seguiamo la pista forestale che volge a sinistra (ovest).

Poco oltre il tornante lasciamo a sinistra il tracciato del Sentiero delle pecore (indicazioni) che conduce a Castello. Continuando a salire la carrareccia, più avanti la abbandoniamo per svoltare a sinistra (tacche rosse) nei pressi di un ampio scivolo che poi diventa sentiero, passando ai margini di una grande radura erbosa. Questo tratto di salita (belle visuali su Moriglione di Fondo) si ricongiunge più sopra alla strada forestale che nel frattempo ha prodotto lunghi tornanti.

Riprendiamo la scorciatoia sul lato opposto della strada con un percorso tra larici e abeti ripido ma piacevolissimo, dal fondo soffice degli aghi di larice.

Salendo in pineta, sguardo verso il fondovalle

Al fondo, monti del Vallonetto, cima las Blancias (2942 m) e testa del Ferro

Sul fondo. al centro la cima della Rocca Rossa (2995 m)

Spostandosi gradualmente verso il versante ovest del monte Bersaio attraversa più su qualche breve pietraia poi, nelle vicinanze del monte Arpet, ne taglia con percorso più aereo alcuni punti rocciosi.

Ultimi tratti di sentiero prima del pilone

Il sentiero del bosco termina nei pressi di un bel pilone con altarino alla Madonna eretto quasi sul vuoto, di fronte al Monte Bersaio (panorami bellissimi sul fondovalle).

Il pilone con altarino, eretto quasi sul vuoto

Qualche metro sopra ed eccoci nuovamente sulla strada forestale proveniente da Moriglione. La seguiamo nei suoi tornanti verso il grande bacino erboso del Vallonetto dove, vicino ad una fontana con abbeveratoio, c’è la baita del malgaro.

Baita del malgaro sul grande bacino erboso del Vallonetto. A destra il monte Bodoira

Da qui, volgendo lo sguardo a ovest, si nota il colle del Vallonetto, posto tra il monte Bodoira (2747 m) a destra, e la cima del Gias (2556 m) sul lato opposto.

Abbandonata la strada che prosegue per i colli di Guia (2259 m) e di Salsas Blancias (2447 m), a sinistra della baita riprendiamo la salita verso il colle del Vallonetto, salita che facciamo senza seguire sentieri ma scavalcando dossi erbosi fino nei pressi di due trune e della baita in pietra del gias del Vallonetto (2189 m). Altre brevi pietraie si susseguono conducendoci verso le pendici nevose che lambiscono la parte più alta.

Salendo verso il colle

Colle del Vallonetto

Risalendo la ripida rampa a zig-zag un po’ su erba, un po’ su neve, raggiungiamo il colle (2510 m).

Pendii di neve ghiacciata

La cima del Gias

Bella visuale a nord sul monte Bodoira (2747 m) e poco a sinistra sul monte Giordano (2766 m). Rivediamo nel vallone opposto la cima della Montagnetta (2324 m) col suo bel bacino erboso.

Calzati ora i ramponi ci spingiamo a sud-ovest del colle per salire l’arrotondata cima del Gias (2556 m).

In basso la cima della Montagnetta

Dal colle in salita verso la cima del Gias con il Bodoira alle spalle

Monte Giordano (a sinistra) e Bodoira

La visuale dal cippo di pietre si fa ora più ampia e spazia dal Corborant (3010 m) all’Enciastraia (2955 m).

Verso est spiccano la Cordiera, il monte Nebius (2600 m) e più a destra i monti Autes (2286 m) e Varirosa (2292 m), visitati da noi qualche giorno prima.

Cima del Gias. A destra del cippo il monte Giordano

Il laghetto di Pietraporzio, milletrecento metri più in basso

Dalla cima sguardo sui valloni del Piz e di Pontebernardo

Dalla cima scendiamo un breve tratto a sud-est per cresta con ottimi panorami sulla bassa valle Stura e altre vedute che si aprono improvvisamente fra le rocce verso Pietraporzio e il suo laghetto (milletrecento metri più in basso).

Ottime anche le vedute sui valloni del Piz e Pontebernardo. Dalla cresta riprendiamo la discesa su neve dura (indispensabili i ramponi) verso la parte bassa del vallone per finire nuovamente sulle pietraie del gias del Vallonetto, completando la discesa presso la baita del malgaro dove sostiamo per pranzare.

In discesa su neve ghiacciata

Riprendiamo più tardi la discesa sulla sterrata fino al pilone e da qui il sentiero nel bellissimo bosco di larici e abeti con vedute spettacolari, ora che il sole si è spostato, sul Bersaio e il resto della valle, raggiungendo infine Moriglione.

Nuovamente in discesa dopo il pilone

Monte Bersaio

Ritorno presso la cappella di Moriglione

Cartografia indispensabile

Carta n. 112, 1:25.000Carta n. 112, 1:25.000, Valle Stura, Vinadio, Argentera, Istituto Geografico Centrale
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Cima del Gias
Cima del Gias (437 kB)

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