Tra le nostre pagine parliamo spesso di dispositivi GPS dedicati (vedi la guida all’acquisto aggiornata). Ma prima di lanciarci in spese importanti consigliamo sempre di iniziare con un’app per smartphone (che tipicamente abbiamo già in tasca con noi), così da fare le prime prove sul campo e prendere confidenza con i GPS. Ci sono infatti alcune ottime app che hanno poco da invidiare rispetto ai dispositivi dedicati (i limiti sono esclusivamente hardware e magari per l’uso che intendiamo farne sono assolutamente tollerabili).

Tra le tante disponibili, una delle migliori per chi pratica escursionismo e attività affini è OruxMaps (vedi su Google Play scarica APK dal sito ufficiale). Purtroppo è disponibile solo per Android (quindi non potremo installarla su iPhone), ma per chi usa questa piattaforma si tratta di un’ottima scelta. Spicca in particolare per tre vantaggi: è estremamente potente, del tutto gratuita (oltretutto senza fastidiose pubblicità o acquisti in-app) e abbastanza ben tradotta anche in italiano. Ma ha anche un difetto: è poco intuitiva.

Aggiornamento marzo 2017: La versione gratuita di OruxMaps è stata rimossa da Google Play e va scaricata direttamente dal sito ufficiale. Su Google Play rimane la versione Donate (vedi), del tutto analoga all’altra, ma con un costo di circa 3€ per sostenere il lavoro dei suoi sviluppatori.

Raramente tra le nostre pagine abbiamo scritto guide su come sfruttare al meglio delle app, perché in genere sono molto semplici da utilizzare e perché cambiano così rapidamente che quanto scritto diventa presto superato. Ma, viste le numerose richieste ricevute, questa volta dobbiamo fare un’eccezione. Ecco quindi alcuni trucchi e consigli pratici per sfruttare al meglio la versione corrente di OruxMap (v6.5.10).

1) Memorizza il significato delle varie icone

L’interfaccia di OruxMaps è ricca di icone, molte delle quali paiono scelte a caso. Ecco il significato delle principali:

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2) Migliora l’interfaccia rimuovendo il superfluo

L’interfaccia predefinita di OruxMaps è a dir poco caotica. Decine di icone superflue e dati poco significativi coprono la cosa più importante: la mappa. Ecco come fare un po’ di ordine nascondendo la cosiddetta dashboard (cruscotto):

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3) Registra una traccia

OruxMaps ci permette di registrare il percorso compiuto per ottenere statistiche su di esso (in tempo reale oppure a posteriori, una volta arrivati a casa) e vederlo sovrapposto alla mappa. Ecco come fare:

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Al termine dell’uscita non dobbiamo far altro che premere il bottone di stop nella barra di destra. Se è stato registrato almeno un trackpoint comparirà l’avviso “la traccia è stata salvata correttamente nel database”.

4) Esporta una traccia

Una volta arrivati a casa possiamo rivederci la traccia percorsa sul grande schermo del computer, o possiamo inviarla ad un amico. Basta esportarla in formato GPX seguendo questi passi:

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5) Importa una traccia o rotta da ripercorrere

Uno dei punti di forza di OruxMaps è supportarci nell’orientamento. Se qualcuno ha già fatto il percorso che intendiamo compiere possiamo importarlo e poi seguirlo. Per prima cosa dobbiamo portare in qualche modo il file GPX sullo smartphone, ad esempio inviandocelo via email o aprendolo direttamente nel browser. Ecco come scaricare un file GPX tratto dalle nostre pagine:

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Il file GPX è ora stato salvato nella cartella Download. A questo punto dobbiamo avviare OruxMaps e seguire questi passaggi:

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6) Abilita il Backtrack

Backtrack significa ripercorrere a ritroso la traccia appena compiuta per tornare alla macchina senza correre il rischio di perderci. Per abilitarlo mentre è attiva una registrazione della traccia occorre premere su:

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7) Blocca l’autorotazione dello schermo

L’autorotazione è tanto comoda in bici (se si tiene il dispositivo in orizzontale) quanto fastidiosa in tutti gli altri casi. Ecco come disabilitarla:

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8) Abilita la rotazione della mappa con la bussola

La rotazione della mappa con la bussola è una funzionalità incredibilmente comanda che consigliamo di attivare immediatamente. Ecco come fare:

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9) Abilita l’autocalibrazione del barometro con il GPS

Se il nostro dispositivo (come i Samsung Galaxy dall’S4 in poi, i Google Pixel, i Nexus dal 5, gli Huawei Mate dal 9) dispone di un barometro integrato è bene abilitarne l’autocalibrazione automatica con il GPS. Ecco come fare:

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10) Scarica le mappe di tuo interesse per usufruirne offline

Le mappe sono fondamentali per l’orientamento. Quelle predefinite però sono disponibili solo in presenza di connessione ad Internet, che purtroppo è raro trovare in montagna. Ecco come scaricarsi una porzione di mappe raster:

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Approfondimento: il “livello” è il livello di zoom desiderato, un numero che normalmente varia tra 00 e 15/20. Più lo zoom è elevato più la mappa è dettagliata. Naturalmente dobbiamo tener presente che un livello di zoom elevato occupa più memoria.

A chi fosse interessato ad approfondire l’argomento consigliamo la visualizzazione dei video tutorial realizzati dal geologo Luciano Amandola.

11) Salva le mappe su scheda microSD

Le mappe raster occupano davvero tanto spazio. Ecco come conservarle sulla scheda microSD:

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12) Utilizza il widget per avere sempre sotto controllo lo stato della traccia attuale

Se usciamo da OruxMaps possiamo sapere se è attiva una registrazione traccia semplicemente accedendo alla barra delle notifiche (che appare trascinando verso il basso la barra di stato posizionata nella parte alta dello schermo):

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Se non riteniamo questa informazione sufficiente, possiamo inserire un pratico widget. Ecco come fare:

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13) Fatti guidare dalla voce

OruxMaps ci può avvisare con suoni o addirittura con una voce sintetizzata (Text to Speech, TTS) se ci stiamo avvicinando ad un punto di interesse, oppure se ci stiamo allontanando troppo da una traccia, o in molte altre condizioni. Tutte queste cose di possono personalizzare a piacere a partire da questa pagina:

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14) Salva un punto di interesse

Un punto di interesse, come dice il nome stesso, è un qualunque “punto interessante” che possiamo incontrare sul nostro cammino: un rifugio, un passo, una vetta, una sorgente. OruxMaps parla di waypoint, abbreviato in wpt. Ecco come salvarne uno:

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15) In caso di problemi riavvia lo smartphone

Grazie alla presenza delle modalità “aereo” e “non disturbare” ormai è sempre più raro che il nostro smartphone venga spento. Ma se utilizzando OruxMaps (in particolare su dispositivi vecchi) osserviamo comportamenti strani, è probabile che sia sufficiente un riavvio.

Per concludere: OruxMaps richiede un po’ di pazienza per essere padroneggiata a dovere, ma è davvero ben fatta e difficilmente sentiremo la mancanza di qualche funzionalità. Gli unici limiti sono intrinseci al fatto che stiamo utilizzando uno smartphone, cioè un dispositivo per sua natura fragile, sensibile alle basse temperature e con una autonomia delle batterie ridotta. D’altra parte l’uso di una buona app come OruxMaps ci consentirà di posticipare l’acquisto di un dispositivo dedicato (vedi la guida all’acquisto) solo quando eventualmente ci scontreremo con questi limiti, e quando capiterà potremo fare una scelta più consapevole.