Oggi vogliamo fare un’escursione conoscitiva della sinistra orografica della valle Grana. Diversi itinerari di questa piccola valle, piena di sorprese, li abbiamo già percorsi, ma ne mancano ancora alcuni nella parte bassa. Approfittiamo anche del fatto che a quella quota in questo periodo non c’è quasi neve.

Dal piccolo parcheggio antistante Cialancia (che in provenzale significa “zona soggetta a valanghe”) risaliamo il pendio lastricato che si introduce nella borgata.

Uscendo da Cialancia

Lasciata una diramazione a destra, nelle vicinanze di un vecchio forno teniamo la sinistra proseguendo il cammino sul sentiero che da qui si genera passando poco dopo nei pressi di un casolare.

Nel tratto successivo, ancora in ombra, con brevi sali-scendi passiamo a sinistra di blocchi e paretine rocciose nel fitto del bosco di faggi per poi inoltrarci sempre più tra due ali di arbusti cespugliosi sempreverdi di bosso, legno durissimo utilizzato ancor oggi per la fabbricazione di manici per coltelli, strumenti musicali, ecc., che non ci abbandoneranno lungo tutto il nostro tragitto.

Tra i cespugli di bosso

Tratto di percorso nella parte non soleggiata

Intanto alla nostra sinistra, sul lato opposto della valle (est), si evidenziano le Rocche Pergo Piccola (2128 m) e Grossa (2093 m), poi i monti Grum (2367 m) e Bram (2357 m).

Il sentiero, sempre evidente (con qualche rara tacca bianco/rossa), serpeggia destreggiandosi a mezza costa seguendo le sporgenze e le rientranze dei valloni, a volte anche sotto strapiombanti pareti di roccia. Noi lo definiamo “il sentiero impossibile” perché ci è difficile immaginare come i nostri avi abbiano potuto con i pochi mezzi a disposizione dell’epoca, prima a concepire poi a realizzare in un ambiente così aspro questa via di comunicazione.

Si aprono visuali verso Tibert e Tempesta

Lungo lo spostamento il sentiero transita anche su alcune piccole pietraie di roccia calcarea dopo le quali prosegue a zig-zag e supera con una erta salita una faggeta portandosi su una sporgenza panoramica (1375 m) dalla quale si intravede a distanza la frazione Colletto (1268 m).

Inizio del tratto in faggeta

Poco prima dell’uscita dalla faggeta

Il paesaggio ora si allarga su tutta la cornice montuosa che dal Grum (2367 m) va fino al Tibert (1647 m).

Altre visuali verso il monte Bram e la Rocca Cucuja

Il tratto seguente prosegue a semicerchio tra qualche pino silvestre e ancora piante di bosso verso un’altra costola del vallone con vista, finalmente, sulla borgata Cauri.

Prima visuale sulla borgata Cauri

Verso la borgata

Poche centinaia di metri dopo raggiungiamo la borgata Cauri (1337 m) con la sua chiesetta, in rovina, che doveva possedere in passato affreschi di pregio (Cauri può significare “zona boscosa”). Davanti alla chiesetta c’è una fontana e lì ci fermiamo per la colazione.

Inizio della vecchia borgata

Parte della chiesetta semicrollata

Sono da poco passate le 11 e abbiamo davanti a noi ancora il tempo per proseguire il percorso esplorativo verso il colle Arpet (cartello segnaletico).

Dopo aver visitato alcune vecchie abitazioni della borgata riprendiamo il cammino superando le ultime case. Il sentiero, ora meglio segnalato (tacche bianco/rosse), sale subito ripido e dritto verso nord e senza tregua va a raggiungere molto più avanti un boschetto di faggi ripianandosi leggermente.

Nel tratto oltre la faggeta e, al fondo, la Rocca Lingera

Riprende poi nuovamente quota verso l’alto biforcandosi ad un certo punto, lasciando a sinistra il percorso per Valliera, Campofei e Colletto che passa attraverso i salti rocciosi detti “Bars la Chiaus” (sentiero esposto per escursionisti esperti).

Pausa per controllare la situazione

Proseguendo ancora verso destra raggiungiamo più sopra un secondo cartello lasciando ancora a sinistra un altro percorso per Valliera, Campofei e Colletto (via Rocca Lingera).

Segnali di percorso

Consulto

Siamo giunti alla località detta “I Piani”, a due passi dal colle Arpet (1840 m) già da noi raggiunto tempo fa durante la salita alla punta Freura (1899 m). Qui termina oggi il nostro percorso esplorativo; intanto abbiamo individuato altre due escursioni da programmare più in là. Sopraggiunta l’ora del pranzo troviamo un tranquillo posto tra le rocce.

Riprendiamo in seguito la via del ritorno a Cauri ripercorrendo a ritroso il percorso dell’andata.

Ritorno verso Cauri

Nuovamente tra le case

Immagini sulla strada del ritorno



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