Torniamo in valle Varaita per compiere un bel percorso che si rivelerà molto appagante dal punto di vista panoramico. Alla partenza ho la gradita sorpresa di trovare un ex collega che non vedevo da anni in compagnia di alcuni amici. Condivideremo la salita insieme.

Lasciamo l’auto sul ciglio della strada un chilometro circa dopo Chiazale, nei pressi di un ponte che supera il torrente Varaita di Bellino (1762 m). Scendendo verso il ponte affianchiamo una nuova centralina elettrica costruita in pietra e saliamo verso il vallone Camosciera raggiungendo poco dopo la bella grangia Reou (1793 m).

Dribblando alcune volte il torrente lo scavalchiamo sulla sinistra orografica e seguendo alcune tracce risaliamo nella neve per un lungo tratto sotto le pendici nevose del monte Maurel (2605 m) e della punta Rasis (2628 m).

Poco prima dello sbarramento roccioso che chiude il percorso ripassiamo sulla destra orografica (sinistra) iniziando un lungo e tortuoso tratto verso est nel lariceto che colonizza tutto il versante ovest del Bric Rutund.

Risalendo il lungo e tortuoso tratto verso est

Cercando i punti più vulnerabili scavalchiamo alcuni tratti cosparsi di pietroni e blocchi rocciosi affioranti seguendo sempre la direzione del bric fino a portarci sulle radure soprastanti e sugli ultimi ripidi pendii che risalgono la cresta finale.

Scavalchiamo alcuni tratti cosparsi di pietroni e blocchi rocciosi

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Piccola sosta per ammirare il paesaggio

Immagini sulle radure soprastanti


I pendii finali

Raggiungiamo il piccolo pianoro che precede la vera cima quando il sole sta posando dolcemente i primi raggi sul manto nevoso.

Compare, all’improvviso, il Monviso

Il sole sta posando i primi raggi sul manto nevoso

L’ultimo tratto che porta al Bric Rutund, tra il Pelvo e il Camosciere

Da questo punto il panorama è sublime e da sinistra a destra possiamo osservare Rocca la Marchisa (3074 m) e, dietro la Costa Sturana, i monti Faraut (3042 m) e Maniglia (3177 m), la Tête de l’Autaret (3015 m), il Pelvo di Ciabrera (3151 m) e via via tutte le cime che confluiscono all’orizzonte verso il Monviso.

Sguardo a ovest verso il Maniglia, la Tête de l’Autaret e il Pelvo di Chiabrera

Foto ricordo con Beppe

Mentre gli amici con cui abbiamo affrontato la salita insieme stanno scendendo, con Beppe risalgo ancora le pendici sulla destra che conducono alla vera cima del Bric Rutund fermandoci a quota 2443 m.

Tornati sul pianoro pervengono anche due sci alpinisti.

I due sci-alpinisti

Iniziamo subito dopo la discesa, più diretta, con un percorso ad anello verso l’ampio lariceto sottostante e la grangia Reou.

Immagini durante la discesa

I pendii di discesa

Verso il lariceto

Trovato un buon posto ci fermiamo per pranzare poco sotto la cima. Infine riprendiamo la discesa senza percorso obbligato seguendo anche un po’ le tracce di chi ci ha preceduto. Bellissima escursione svolta in mezzo a paesaggi affascinanti.

Scendendo  si intravede Chiazale

Cartografia indispensabile

Carta n. 106, 1:25.000Carta n. 106, 1:25.000, Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice, Istituto Geografico Centrale
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Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Bric Rutund
Bric Rutund (130 kB)

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