Partiamo con l’intenzione di salire il monte Sociu, ma, poco prima del tratto finale, la temperatura già piuttosto elevata abbinata al ripido pendio del monte spoglio di alberi ci fa desistere per possibili distacchi spontanei di slavine.

Lasciamo l’auto nel parcheggio davanti la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista (1261 m, da vedere all’interno il pregevole trittico dipinto nel 1496 da Hans Clemer, detto “il maestro d’Elva”).

Campanile della parrocchiale di Celle Macra

Prendiamo la stradina tra la parrocchiale e l’ufficio postale (palazzo municipale) ed al fondo svoltiamo a destra sulla stradina lastricata (palina per B.ta Castellaro) che porta al museo Seles (museo multimediale dei mestieri itineranti, in particolar modo delle vicende degli acciugai), aggirandolo sulla sinistra per intraprendere un sentiero che più avanti, nei pressi di una cappella, si biforca.

Lasciato a sinistra il percorso verso le borgate Grangia e Ansoleglio, proseguiamo diritto mentre in basso a destra si propone alla nostra vista la borgata Serre. Dopo un traverso ci infiliamo in un’abetaia trovando all’uscita, poco dopo, un pilone votivo ed una croce.

Verso il pilone votivo e la croce

Un tratto più ripido ci conduce alle prime case di Castellaro (1449 m), graziosa borgata, che ci accoglie con la sua bella chiesa.

Tratto di salita verso Castellaro

Alle nostre spalle vista sui monti Nebin e Cugulet

Tra uno steccato spunta il campanile di Castellaro

Verso la chiesa

La bella chiesa di Castellaro

Dalla chiesa, seguendo la stradina che esce dalla borgata, proseguiamo fino ad una fontana (bivio – tutte le due strade portano al piano della Colla).

Bivio per piano della Colla

Fulvio in salita dopo Castellaro

Seguiamo quella di sinistra che, con salita progressiva, aggredisce la rampa terminale conducente sull’ampio pianoro denominato piano della Colla (1562 m). Lo percorriamo dirigendoci verso destra (direzione sud) fino al bivio per le borgate Soglio e Serre e Cartignano, che lasciamo a sinistra (volendo si potrebbe tornare da lì compiendo un piccolo anello).

Piano della Colla

Sguardo verso Chersogno, Marchisa e Pelvo d’Elva

Proseguendo, più avanti raggiungiamo uno steccato con una baita.

Steccato con baita sul fondo

Continuando il percorso, ad un altro bivio lasciamo a sinistra la strada pianeggiante che porta alle borgate Soglio, Grangia e Chiesa. Salendo invece verso destra seguiamo il sentiero S 22 della Gta (indicazioni per basse di Narbona, colle Intersile, monte Bastia) che ci inoltra in una pineta.

La salita prosegue sotto le ripide pendici boscose del monte Sociu e la percorriamo per un buon tratto fino a raggiungere alcuni pendii finali molto scoscesi esposti a est.

La pineta che fiancheggia il monte Sociu

La neve abbondante scesa ancora il giorno precedente e riscaldata dal sole potrebbe dare origine a distacchi spontanei di slavine. Con dispiacere abbandoniamo quindi le nostre velleità di salita a poco più di un centinaio di metri di dislivello dalla cima del monte. Potremo sempre tornarci in seguito. A questo punto non rimane che ridiscendere verso la borgata Castellaro che ci ha colpiti favorevolmente per la sua bellezza.

Ritorno tra le case di Castellaro


Più tardi riprendiamo la discesa sulle orme del mattino che ci riconducono al parcheggio presso la parrocchiale di San Giovanni Battista della borgata Chiesa.

Veduta del monte Sociu (a sinistra)

Ritorno a Celle Macra

Dal parcheggio, veduta su Nebin e Cugulet

Cartografia indispensabile

Carta n. 111, 1:25.000Carta n. 111, 1:25.000, Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron, Istituto Geografico Centrale
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Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
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Monte Sociu
Monte Sociu (114 kB)

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