Ci mettiamo in movimento dal parcheggio del rifugio Melezè (1810 m) seguendo la stradina che sale in direzione della borgata Sant’Anna di Bellino (1840 m) raggiungendola poco dopo.

Sant’Anna di Bellino

Dal ponte sul torrente Varaita svoltiamo a sinistra sulla carreggiata (sentiero U29) che sale nel vallone di Traversagn.

Dopo i primi tornanti approdiamo ad una conca superiore riprendendo al termine, verso destra, una seconda serie di tornanti che evitano il promontorio roccioso della Rocca Vuorze (2348 m) e ci trasportano alti sul lungo pianoro di Traversagn.

Il tratto è esposto a frequenti slavine che si staccano dalle pendici del monte Pence (2833 m), quindi occorre valutare bene la situazione prima di compiere questo itinerario dopo una nevicata. Tutt’al più si può seguire il passaggio sul lato opposto della conca che porta sempre al pianoro di Traversagn passando però a sinistra della Rocca.

Immagini della salita a destra della Rocca Vuorze



Il pianoro di Traversagn è un luogo straordinariamente bello in qualsiasi stagione lo si frequenti, reso ancora migliore dalla sapiente mano dell’uomo che, nei tempi passati, ha collocato qua e là una miriade di stupendi casolari che completano un quadro d’autore.

Sul pianoro di Traversagn con Rocca la Marchisa sullo sfondo

La vista viene attratta immediatamente dalla Rocca Marchisa (3072 m) che si staglia al fondo dell’avvallamento. Proseguendo sul manto nevoso in leggera salita sulla sinistra orografica del vallone sotto le pendici dei monti Gabel (2872 m) e del Pelvo di Chiausis (2743 m) affianchiamo alcune belle baite. Deviando leggermente a sinistra raggiungiamo un altarino con crocefisso e, subito dopo, un ponticello in legno.

L’altarino a metà strada del pianoro di Traversagn

Lo superiamo e senza assecondare la traccia della strada, tagliamo obliquamente il grande dosso che sta di fronte. Al termine del traverso raggiungiamo la conca delle grange Sagneres (2454 m, il toponimo significa territorio con acque stagnanti), circondati da 7-8 baite poste tutt’attorno.

Dalle Grange Sagneres in salita alla Costa Sturana

Ultimi metri prima della Costa Sturana

Puntando verso est risaliamo il pendio nevoso fino a risalire in cresta, denominata Costa Sturana, che ci divide dal vallone di Camosciera.

Arrivo alla Costa

Sguardo verso il vallone di Camosciera con il Monviso

Rivediamo così da un’angolatura diversa il Bric Rutund (2489 m), che avevamo salito poco tempo fa, ma il panorama si espande fino al Monviso, mentre di fronte a noi notiamo il Bric Camosciera (2834 m), il Pelvo d’Elva (3061 m) e, più a destra, il Pic delle Sagneres (2999 m) e la Rocca la Marchisa (3074 m).

Proseguo della Costa Sturana con al fondo il Pic delle Sagneres

Saliamo ancora su un becco roccioso alla nostra sinistra (2630 m), dal quale si amplia ancora di più il paesaggio verso nord. Da qui vediamo anche i Monti Ferra (3094 m) e Fiutrusa (3103 m).

Beppe in salita sul becco roccioso

Colle e Pic delle Sagneres

Tornati sui nostri passi ridiscendiamo nella conca per la pausa pranzo puntando alla baita che più ci ispira.

Di fronte alla mole della Marchisa ci godiamo il tempo necessario per lo spuntino riprendendo subito dopo la strada del ritorno prima che la neve perda consistenza.

Scendendo nuovamente alle grange. A destra il Faraut

Una delle grange

La grangia che ci ha fornito ospitalità per il pranzo

Facciamo ritorno a Sant’anna di Bellino accompagnati dalla sciata di alcuni scialpinisti provenienti dal colle di Vers.

Ultime baite prima di riprendere la discesa dal pianoro

Scendendo dal pianoro di Traversagn, la Rocca Senghi

Cartografia indispensabile

Chaminar en Bassa/Auta Val MairaChaminar en Bassa/Auta Val Maira, 1:20.000, Bruno Rosano.
Scarica la traccia GPX per il tuo GPS (cos’è?):
Costa Sturana
Costa Sturana (190 kB)

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