16 itinerari a bassa quota nelle valli Cuneesi

L’arrivo della primavera, il sole più caldo, le giornate sempre più lunghe fanno venire voglia di tornare a goderci l’erba dei prati e l’esplosione dei primi fiori. Questo è il periodo ideale per effettuare escursioni a quote più basse, di solito snobbate o proprio evitate per le temperature troppo elevate durante l’estate.

Ecco quindi alcuni dei nostri percorsi preferiti perfetti per assaporare la primavera, o per le uscite autunnali quando magari non abbiamo ancora voglia di calpestare le prime nevi. Ce n’è per tutti i gusti, dal percorso più semplice, adatto anche a famiglie con bambini, a quello più lungo che richiede maggior fatica e buona capacità di orientamento. Gli itinerari sono suddivisi per valle e organizzati per altitudine crescente.

Valle Maira

1) Il sentiero dei camosci (1386 m)

Meno conosciuto del sentiero dei ciclamini, ha in realtà ben poco da invidiargli. È un bel sentiero balcone che tocca alcune selvagge combe e arriva fino alla graziosa borgata di Centenero. Unica pecca: per completare l’anello occorre percorrere durante il ritorno circa due chilometri di strada provinciale. Descrizione completa →

Un caratteristico tratto del sentiero dei camosci

2) Monte Rubbio (1591 m)

Il monte Rubbio è uno sperone roccioso con una visuale davvero notevole verso la bassa val Maira e le cime di cresta della val Grana. Buona parte dell’itinerario percorre una bella strada sterrata che porta alle deliziose borgate Rubbio inferiore e superiore che da sole valgono già l’uscita. Descrizione completa →

Il monte Rubbio in fondo a sinistra

3) Monte San Bernardo (1625 m)

Il monte San Bernardo è un classico che ripetiamo tutti gli anni. Il versante assolato fa sì che le nevi vadano via velocemente, mentre la cima è un balcone superlativo non solo sulle pianure cuneesi e torinesi, ma su tutto l’arco delle Alpi, dalle Marittime alle Pennine. Descrizione completa →

Tratto di cresta che porta sulla cima del monte San Bernardo

4) Capanna Ussolo (1830 m)

La capanna Ussolo era una vecchia costruzione adibita a rifugio che oggi non viene più utilizzata. La si può raggiungere con un delizioso percorso ad anello su perfetti sentieri che di tanto in tanto intersecano una strada sterrata. Descrizione completa →

La bella sterrata che porta a capanna Ussolo

Valle Stura

5) Monte Tagliarè (1654 m)

Situato a poca distanza dalla più nota Alpe di Rittana, con cui condivide parte della salita fino alla borgata di Paralup, il monte Tagliarè (o Tajarè) offre un panorama sublime sulla pianura e sulla prima parte della valle Stura. Descrizione completa →

Il panorama dal Tagliarè verso Borgo San Dalmazzo e la pianura

6) Monte Saben (1670 m)

Il monte Saben è una cima in posizione strategica per la vista che offre sulle valli Gesso e Stura. Il fatto che si parta da Sant’Antonio Aradolo, che si può raggiungere in pochi minuti di auto da Borgo San Dalmazzo e da Cuneo, ne fanno un’escursione perfetta per chi ha solo mezza giornata di tempo libero a disposizione. Descrizione completa →

La calotta bianca del monte Saben vista dalla colla delle Piastre

Valle Vermenagna

7) Viasœl di Jòrs de ‘Snive (1427 m)

Il percorso, dedicato a Jòrs, un montanaro che risiedeva nella borgata Snive, parte dal centro di Robilante e ci conduce al pianoro delle Piagge, luogo sacro per la presenza di un santuario dedicato alla Madonna, molto frequentato per la bellezza, la facile accessibilità e l’ampio panorama che si gode sui versanti delle Alpi Marittime meridionali e sud occidentali. Descrizione completa →

Il pianoro delle Piagge

Valle Varaita:

8) Madonna della betulla (1168 m)

Un bellissimo santuario del XVII secolo facilmente raggiungibile seguendo una bella sterrata e con uno strepitoso panorama verso la cresta che dal monte San Bernardo prosegue fino al Pelvo d’Elva. Descrizione completa →

Il santuario Madonna della betulla

9) Monte Ricordone (1763 m)

Il monte Ricordone è la montagna dalla sommità arrotondata che sovrasta l’abitato di Frassino. Dalla sua vetta si ha un’ottima vista che spazia dal monte Rosa, al vallone di Gilba (da cui parte un itinerario alternativo) e via via alle alte cime della valle Varaita. Descrizione completa →

Al fondo, a destra, la cima del monte Ricordone

Valle Grana:

10) Borgata Cauri (1337 m)

A poca distanza in linea d’aria dalla più nota Narbona si trova un’altra piccola borgata abbandonata che il tempo e le incurie stanno poco alla volta portando alla rovina. Ecco come raggiungerla dalla borgata Cialancia di Pradleves attraverso un delizioso sentiero balcone. Descrizione completa →

La borgata Cauri mimetizzata al centro della foto

11) La Piatta-Ollasca (1357 m)

Questo anello ci porta sul crinale divisorio tra la val Grana e la valle Maira per seguire il bellissimo segmento della Curnis Auta che dal colle della Piatta conduce alla Barma Rossa. Descrizione completa →

Un tratto della Curnis Auta con bei muretti a secco

Valle Colla:

12) Tetti Ronchi (1281 m)

I tetti Ronchi sono un agglomerato di vecchi casolari di montagna ormai in decadenza su una soleggiata radura. Sono un posto che abbiamo nel cuore per la posizione incantevole e panoramica verso la Bisalta. Chi ha poco tempo a disposizione li può raggiungere più facilmente direttamente dal Büscaiè (San Giacomo di Boves). Descrizione completa →

I tetti Ronchi con la Bisalta alle spalle

13) Anello di fontana Cappa, tra casolari e cave di uranio (1425 m)

Un percorso sulle pendici della Bisalta tra Boves e Peveragno che attraversa borgate scartate dagli itinerari abituali, raggiunge il panoramico Rucàs e infine scende alle cave di uranio della val Fredda (Peveragno). Vista la complessità del percorso è indispensabile portare GPS e traccia da seguire. Descrizione completa →

Il panoramico Rucàs (monte Croce)

Valle Pesio:

14) Tetti Baudinet (1065 m)

Un lungo percorso, molto ben esposto al sole, che parte dal colle del Mortè e tocca in sequenza diverse borgate fino ai tetti Baudinet, da cui si gode di un ottimo panorama. Volendo lo si può abbreviare lasciando l’auto alla cappella dell’Olocco. Descrizione completa →

I tetti Baudinet

15) Vallone di san Bruno (1310 m)

Un bel giro ad anello sulle alture ad est della Certosa di Pesio che ricalca nella prima parte la salita alla cima Gardiola fino al gias del Baus ‘d l’Ula. Di qua ci si sposta sulla riva sinistra orografica dell’Ubée e San Brun fino al rio che la incide per poi scendere gradualmente nell’opposto versante verso la panoramicissima radura che precede la cascina di san Michele. Descrizione completa →

La radura che precede la cascina di san Michele

Valle Pennavaira:

16) Anello del monte Armetta (1739 m)

Nonostante le acque di questa valle defluiscano in territorio Ligure siamo ancora in provincia di Cuneo. L’itinerario è un bell’anello che tocca il monte Armetta e fa ritorno dal rifugio Pian dell’Arma, con panorami che nelle belle giornate spaziano dal mare alle cime maggiori delle Alpi Liguri. Descrizione completa →

Uno scorcio del panoramico itinerario

Valerio Dutto

Ha fondato Cuneotrekking insieme a Elio nel 2007. Ingegnere informatico, appassionato di montagna, di sport all'aria aperta e di tecnologia, si occupa della parte tecnica di Cuneotrekking, delle recensioni e delle guide.

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Commenti (5)

  1. Mattia Bertero


    Bellissimo articolo come da vostra tradizione.
    Certe volte noi escursionisti tendiamo un po’ a dimenticare gli itinerari più a bassa quota, in molti casi per una mancanza di conoscenza di questi posti o forse non li riteniamo così “importanti” diciamo.
    Io stesso per qualche tempo le ho snobbate un po’.
    Però molte volte nascondono davvero delle bellissime sorprese e raccontano storie davvero interessanti (basti pensare solamente a Narbona per dirne una famosa).
    Infatti, approfittando anche che sto portando su amici che la montagna la frequentavano davvero poco, negli ultimi mesi sto scoprendo diversi itinerari a bassa quota che mi stanno regalando davvero delle belle soddisfazioni, in attesa che l’estate liberi la neve dalle quote più alte.
    Complimenti ancora.
    Un saluto da Mattia.


    • Ciao Mattia. E’ un po’ l’errore che tutti facciamo, quello di snobbare questi itinerari a quote inferiori, forse perché avendo un patrimonio talmente vasto di vette oltre i duemila metri, non li vogliamo neanche prendere in considerazione certi percorsi. Però è anche importante conoscere il nostro territorio, cominciando dalle borgate dove hanno vissuto i nostri nonni prima che il tempo e le incurie le cancellino dalla nostra memoria.
      Inoltre, finito l’inverno, non tutti hanno ancora voglia di sgambare sulla neve e questi suggerimenti sono per chi vuole nuovamente mettersi in cammino senza strafare.

  2. Claudia Mattiauda


    Mi unisco al commento che precede il mio. Stavo pensando proprio in questi giorni a itinerari a bassa quota da fare in questa stagione e quindi non posso che apprezzare questo articolo dal quale trarrò senz’altro spunto per qualche prossima escursione.
    Qualche itinerario già lo conoscevo, ma la maggior parte mi erano sconosciuti. Quindi vi ringrazio moltissimo per avermi dato lo spunto per percorsi di cui non sapevo proprio l’esistenza. Complimenti come sempre e buone camminate, ciao Claudia.


  3. Bellissimo articolo !
    Vedevo sempre le foto di queste splendide valli però non si trovava mai il tempo giusto per partire fino a due settimane fa quando siamo saliti al rifugio Valasco. E’ stato bellissimo, le bimbe si sono divertite molto.
    Questi giorni cercavo proprio questo tipo di itinerari, dove possono camminare anche i piccoli 🙂
    Domenica , grazie a voi abbiamo deciso di fare il sentiero dei ciclamini . Vi ringrazio per l’aiuto che ci date a noi che proviamo a conoscere la montagna, per la descrizione precisa, detagliata , per le foto…
    Un saluto da Olimpia & family !


    • Grazie Olimpia. Da un po’ di tempo abbiamo cominciato a inserire anche escursioni di questo tipo, adatte anche ai bambini e vediamo che hanno molto successo. Giustamente la montagna la si incomincia ad apprezzare proprio facendo questi tipi di passeggiate, anche perché non è mai bene forzare troppo i bambini per poi ottenere l’effetto contrario. Ti ringrazio salutando anche tutta la tua famiglia.

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