Come preparare un’escursione in montagna

Nonostante la tanta neve scesa quest’inverno e le piogge persistenti delle ultime settimane, si sta progressivamente avvicinando il momento di tornare alle escursioni primaverili ed estive sulle montagne di casa nostra.

La vista del verde e dei fiori che con la primavera sono tornati a ingentilire i prati e le nostre colline fanno risvegliare in tutti noi quella voglia di libertà che è rimasta assopita e tenuta a bada durante il periodo invernale.

Voglia di libertà che si scatena quando compaiono sui verdi prati le giunchiglie, le pratoline, i crocus, le genzianelle e nel cielo brilla nuovamente quel bel sole primaverile. Allora improvvisamente torna il desiderio di trascorrere una bella giornata fuori porta con famigliari o amici.

Siamo anche molto fortunati perché, talvolta senza neanche renderci conto o dandolo per scontato, viviamo in un posto incredibilmente bello, a due passi dal mare e dalle montagne, attorniati da decine di splendide vallate e montagne che fanno invidia a molti.

Come si programma un’escursione

Tutto è più facile quando si pensa a una scampagnata sulle colline vicino a casa, ma le cose possono essere diverse e complicate se si ha in mente di fare qualcosa di più impegnativo. La preparazione di un’escursione non è una cosa così banale ma, come tutte le cose, richiede un po’ di cura e attenzione.

A meno di voler ripetere un percorso già noto, un’escursione in montagna va sempre pensata e programmata in anticipo. In che modo? Raccogliendo più dati e informazioni possibili su ciò che abbiamo intenzione di fare.

Tenendo conto che la sicurezza va sempre messa al primo posto, la preparazione richiede tempo e deve essere fatta nel modo migliore per non avere dei ripensamenti o dei rammarichi dopo. In primo luogo occorre documentarsi, sapendo che tutte le informazioni le possiamo ottenere consultando libri, riviste specializzate, cartine, internet e descrizioni dal Web.

Elencheremo ora alcuni importanti punti per una buona preparazione.

1) Come documentarsi

Innanzitutto, dopo aver pensato o deciso il luogo e la vallata dell’escursione, occorre dotarsi di una buona cartina topografica dei sentieri che ci dia, a grandi linee, l’idea di ciò che troveremo o che potremo aspettarci lungo il percorso.

In commercio ne esistono di ottime, specifiche per escursionismo, che possono racchiudere al loro interno una o più vallate, con l’indicazione dei sentieri più frequentati e delle curve di livello che ci danno un’idea della morfologia del territorio. Le migliori e più dettagliate le troviamo in scala 1:25.000 (1 cm=250 m). Sono quelle più adatte per l’escursionismo e l’alpinismo. In alcuni rari casi possiamo trovarle addirittura in scala 1:20.000 (1cm=200 m), come nel caso delle carte di Bruno Rosano della valle Maira.

Altre volte possono anche essere utili quelle da 1:50.000 (1 cm=500 m) che, a parità di spazio, mostrano una zona più ampia, apprezzabile in particolar modo da chi fa trekking di più giorni o lunghi percorsi (ad esempio in bici), a scapito però di un minor dettaglio.

Sul territorio ligure/piemontese quelle che vanno per la maggiore, a prezzi variabili che si aggirano mediamente tra gli 8,00 e i 12,00 €, sono le carte dell’Istituto Geografico Centrale, le Fraternali (che comprendono anche i territori di bassa valle), quelle di Bruno Rosano (esclusive per la valle Maira) e le francesi dell’IGN (Institut Geographique National), ottime per i territori di confine con la Francia.

Di grande importanza e aiuto per guidarci nelle escursioni sono i libri specializzati e le numerose pubblicazioni riguardanti percorsi, laghi, escursioni a rifugi, anelli, trekking, cime. Sta a noi scegliere quelli giusti, adatti alle nostre esigenze.

Eccone alcuni tra i più adatti al nostro territorio:

2) Previsioni metereologiche

Dopo esserci ben documentati non si può programmare un’uscita in montagna senza aver prima consultato le previsioni del tempo, in particolare se abbiamo intenzione di fare un trekking, di salire una cima o se pensiamo di star fuori tutta la giornata.

In montagna il tempo può variare nell’arco di pochi minuti e trovarsi sui monti con la nebbia che azzera la visuale, oppure quando si scatena all’improvviso un temporale, non è augurabile a nessuno e può diventare molto pericoloso, ancor più se si portano bambini al seguito.

I siti meteorologici migliori possono dare indicazioni precise dell’evolversi del tempo, ma l’affidabilità maggiore si ha solamente nelle precedenti 24 ore, per questo è importante consultare bollettini via via più recenti per non rimanere condizionati da previsioni mutate nel frattempo. Quelli più noti permettono la visualizzazione delle previsioni selezionando un comune, o anche le località di alta montagna più importanti, addirittura con la previsione secondo la quota di salita. Va comunque considerato che c’è sempre un margine di errore, per cui non dovremo fidarci ciecamente.

Un consiglio che possiamo dare è di partire presto al mattino. Nel pomeriggio, solitamente, l’umidità presente nell’aria si condensa tramutandosi in nebbia o nuvole dando spesso origine a piogge o temporali.

3) Equipaggiamento e abbigliamento

Il nostro consiglio è di partire sempre ben equipaggiati in ogni stagione. Quante volte si parte col cielo completamente sereno, poi il tempo si rovina nell’arco di pochissimo. L’abbigliamento riveste una notevole importanza quando si intraprende un’escursione. La cosa migliore consiste nel vestirsi a “cipolla”, cioè con diversi strati leggeri di indumenti che, al momento, a seconda della temperatura o del vento, si possono togliere o aggiungere.

Si parte dall’intimo, ossia lo strato a contatto con la pelle. È probabilmente quello a cui dare maggiore importanza perché su di esso poggiano letteralmente tutti gli altri: in altre parole, se non fa il suo dovere, l’intera catena di regolazione è già compromessa in partenza. Assolutamente da evitare il cotone che si impregna di sudore dopo il minimo sforzo (e poi non asciuga).

Al di sopra si mettono gli strati intermedi, che hanno come scopo di riparare dal freddo contribuendo a regolare in modo ottimale la temperatura percepita. Nella pratica essi devono trattenere il calore corporeo. Nel farlo è essenziale che cooperino con lo strato primario per trasportare l’umidità verso l’esterno. Un ottimo laminato è il Gore Windstopper, che ha eccellenti proprietà antivento, ma al contempo rimane traspirante.

Infine lo strato esterno è quello che protegge il corpo (e, non sottovalutiamolo, gli strati sottostanti) da vento, pioggia o neve. Deve essere comunque traspirante e non impedire l’emissione del sudore.

Ovviamente non vanno sempre indossati tutti gli strati: per esempio quando ci fermiamo conviene aggiungerne uno, mentre quando affrontiamo una salita impegnativa possiamo riporlo. Per questo motivo devono essere facili da mettere e togliere. Tutti gli strati devono comunque essere presenti nello zaino per averli a disposizione quando necessario, per questo è bene utilizzare prodotti di ultima generazione, molto leggeri e comprimibili, ma allo stesso tempo confortevoli e performanti.

Scarpe da trekking o scarponi?

Il piede deve stare in una buona scarpa. Se il percorso si svolge su sentieri segnalati, non accidentati, possono bastare le scarpe da trekking, dette anche pedule, leggere e confortevoli. Se invece si intraprende un’escursione fuori sentiero o su terreni accidentati, tipo roccia o pietraia, è consigliabile indossare scarponi più alti (per proteggere bene le caviglie) e con una buona suola (Vibram è sicuramente la più conosciuta).

Analogo discorso quando si frequentano luoghi bagnati o innevati. In questo caso gli scarponi dovranno avere un grado elevato di impermeabilità e, contemporaneamente, di traspirabilità. La membrana Gore-Tex offre tutti i requisiti necessari per mantenere il piede all’asciutto.

In commercio esistono pedule e scarponi di numerose marche, tutte di ottima qualità. Negli anni ne abbiamo provate molte con cui ci siamo trovati bene: La Sportiva, Scarpa, Meindl, Salewa, ecc.

Occhiali

Andando in montagna, spesse volte ci è capitato di notare quante persone non tengano in considerazione la salvaguardia dei propri occhi. Gli occhi vanno sempre protetti dai raggi ultravioletti del sole sia in estate e, soprattutto, nel periodo invernale per il riverbero della neve. La mancata osservazione di questa regola può provocare cheratocongiuntivite attinica, un’infiammazione acuta che coinvolge sia la congiuntiva sia la cornea provocando danni alla retina.

Il consiglio quindi è di non limitarsi acquistando occhiali sulle bancarelle, ma di scegliere con un ottico l’occhiale più indicato al tipo di prestazioni che vogliamo fare. Preferibile comunque andare sul tipo avvolgente perché blocca i raggi nocivi provenienti anche lateralmente.

Bastoncini

I bastoncini non sono una moda del momento. Mentre in salita servono a scaricare il peso dalle ginocchia (si parla del 30%) dando potenza all’ascesa, in discesa aiutano moltissimo nella stabilità. L’uso dei bastoncini aiuta inoltre a sviluppare la cassa toracica. Chi si abitua a camminare con i bastoncini si accorge che dopo un po’ non potrebbe più farne a meno. Nell’escursione, il consiglio è di accorciarli durante la salita e allungarli in discesa.

Anche in questo caso il mercato offre una notevole quantità di prodotti (uno dei produttori più conosciuti è Leki). Possiamo trovare quelli fissi o quelli allungabili a vite e a clip (blocco esterno). I più versatili e preferibili sono quelli allungabili (non fa differenza se a vite o a clip) perché si possono ridurre e riporre facilmente nello zaino quando si percorre un tratto su roccia.

Nella valle delle Meraviglie (valle Roya), ad esempio, chi si reca a visitare la zona dei graffiti ha l’obbligo di riporli nello zaino per non causare accidentalmente danni alle incisioni rupestri.

4) Strumenti necessari

Fino a qualche anno fa, oltre alle cartine topografiche, tra gli strumenti indispensabili che un buon escursionista o alpinista doveva sempre avere nello zaino, c’erano bussola e altimetro. Nel mondo tecnologico odierno questi strumenti sono stati gadualmente soppiantati dal GPS (acronimo di Global Positioning System) che, oltre a includere le funzioni indicate sopra, rileva la traccia che stiamo seguendo fornendo, nel contempo, una miriade di altre informazioni quali: lunghezza del percorso, velocità, tempo impiegato, ecc. (tra le nostre pagine abbiamo dedicato molti articoli ai GPS). Uno dei GPS dal miglior rapporto qualità prezzo è il Garmin eTrex Touch 35 (recensione).

Molto importante e utile è la possibilità di poter inserire nel GPS la traccia del percorso che si intende fare scaricandola da siti di escursionismo (video tutorial).

Gli smartphone che tutti abbiamo in tasca, coadiuvati da una buona app, possono rappresentare in alcuni casi una buona alternativa ai GPS, anche se è bene evidenziarne i limiti:

  • Fragilità. Un dispositivo dedicato è costruito per durare nel tempo e per sopportare le condizioni più estreme a cui uno stile di vita attivo e sportivo può condurre, uno smartphone no.
  • Sensibilità alle basse o alte temperature. In queste condizioni le batterie si scaricano più rapidamente e il dispositivo potrebbe danneggiarsi: l’intervallo operativo garantito da un comune smartphone è compreso tra appena 0º e 35º C.
  • Minor autonomia della batteria. Con il GPS attivo è difficile che un comune smartphone possa superare le 8/10 ore di autonomia, in molti casi anche meno. Un dispositivo dedicato offre spesso durate almeno doppie o anche triple, con peraltro la possibilità di sostituire le batterie al volo se se ne presentasse la necessità (preservando la batteria dello smartphone che potrebbe servirci per le emergenze).
  • Visione del display ridotta sotto al sole. I display degli smartphone non sono stati progettati per rendere al meglio sotto al sole diretto. I GPS dedicati si comportano un poco meglio (soprattutto quelli non touchscreen).
  • Presenza di display touch screen capacitivo. Funziona ottimamente, ma solo senza guanti (svantaggio non da poco quando ci si trova in alta quota d’inverno).
  • Minor scelta tra gli accessori (fasce cardio, sensori di temperatura, sensori di cadenza, ecc.). Ce ne sono, ma spesso l’assortimento non è così ampio come per i dispositivi dedicati e la qualità è mediamente inferiore (perché si rivolgono ad utilizzatori meno professionali).
  • Cartografia offline. Se vogliamo usufruire della cartografia anche senza connessione ad Internet (necessità comune in alta quota) dobbiamo tipicamente acquistare app di terze parti, in alcuni casi anche costose, su cui poi caricare le mappe.

Naturalmente molti di questi limiti possono essere mitigati utilizzando custodie, batterie ausiliarie, guanti capacitivi, e così via. Tuttavia si tratta di compromessi. Insomma: per un uso saltuario o sporadico, in condizioni non estreme, uno smartphone rappresenta una buona scelta. Ma per tutti gli altri un dispositivo dedicato è ancora l’opzione migliore.

5) Zaino, cosa non può mancare?

Lo zaino deve essere capiente a sufficienza (dai 25 litri in su) per contenere abbigliamento e attrezzatura. Deve avere posto per:

  • guscio/giacca a vento, che anche in estate non deve rimanere a casa
  • cappellino da sole, guanti, maglia di ricambio
  • kit di pronto soccorso (garze e disinfettante)
  • creme di alta protezione dai raggi solari per il corpo e per le labbra
  • alimentazione (pranzo e snack)
  • bottiglia d’acqua per evitare problemi di di disidratazione (non si può far affidamento su fonti d’acqua sul percorso che potremmo trovare asciutte) o, meglio ancora, la sacca d’idratazione (tipo CamelBak da almeno 1,5 litri, vedi su Amazon), che permette di idratarci mentre ci stiamo muovendo, aiutandoci a bere più spesso.
  • una buona macchina fotografica (oggi sono in commercio le più leggere mirrorless) per immortalare animali e paesaggi, oppure il cellulare, più versatile però con qualità di immagini inferiore

Escursioni invernali

Un capitolo a parte sono le escursioni invernali, di cui non ci siamo occupati in questo articolo. Ricordiamo solo che prima di ogni escursione invernale occorre consultare il bollettino valanghe emesso dall’ARPA e che gli stumenti necessari e l’abbigliamento cambiano radicalmente.

Conclusioni

Questo articolo non ha la pretesa di essere esaustivo, ma contiene alcuni consigli pratici. Nulla di nuovo, semplici suggerimenti per aiutarci a non dimenticare. Ricordiamo ancora che la cosa più importante da tenere in conto quando si va in montagna è la sicurezza nostra e di chi viene con noi. Non basta essere dotati dell’attrezzatura idonea, ma occorre soprattutto usare la testa. Se le condizioni del tempo cambiano all’improvviso o se quello che stiamo per fare è superiore alle nostre possibilità, meglio tornare indietro e rinunciare. La montagna è sempre lì ad attenderci e a riproporsi per un’altra volta.

Buone escursioni!


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (12)


  1. Sempre articoli eccellenti. Complimenti

  2. Cinzia Ferro


    Grazie mille, articolo interessantissimo! (anche per chi, come me, fa trekking …all’acqua di rose!)

  3. Agostino Angeli


    Grazie per esserci, siete una fonte inesauribile di suggerimenti e un’opportunità che seguo sempre volentieri


  4. Come sempre utili e ottimi articoli. Dalle escursioni molto ben dettagliate, alle tracce gpx, che scarico grazie a voi, all’uso del GPS per me cosa indispensabile….. Grazie del vostro lavoro…..

  5. Massimiliano


    Ottimo articolo, come sempre, però vorrei aggiungere un paio di note. La scorsa settimana ho provato un Suunto Core, un altimetro analogico, uno smartphone con app dedicata e un gps Garmin da escursione per valurare la precisione nel rilevare la quota e il più preciso è stato l’altimetro analogico. Nelle escursioni di più giorni penso sia meglio avere bussola e altimetro di backup slegati dalle batterie. Lo smartphone oramsi ha applicazioni che sopprriscono ai gps dedicati, con possibilità di caricare mappe offline, importare ed esportare percorsi, ecc e con un powerbank da 10000 mA, ci si riesce a fare una settimana. Il GPS è utile in inverno, come avete detto, soprattutto in escursioni un po’ più impegnative, in luoghi che non si conoscono, ma anche questo come backup allo smartphone. Come attrezzature consiglio sempre torcia frontale, copertina termica, fischietto, stringa di emergenza e coltellino, in aggiunta a quanto da voi indicato.Ciao e grazie per il bel sito.

  6. marco lotito


    Buongiorno, vorrei partire con delle passeggiate non tanto faticose nelle valli cunesi, laghi ecc. in quanto mi avvicino adesso a queste esperienze fantastiche per la prima volta; cosa mi consigliereste di fare per prima cosa? ci sono libri che segnano percorsi non di estrema difficoltà? grazie e buona giornata

    • Valerio Dutto


      Ciao Marco, i percorsi più indicati per iniziare sono quelli con difficoltà T (o eventualmente E). Qua puoi trovare la lista completa di quelli “turistici” che abbiamo descritto, mentre da questa pagina puoi fare ricerche più avanzate nei dintorni della tua zona. In questo periodo conviene non stare troppo in basso (per il caldo) ma neanche troppo in alto (per via della presenza di nevai). Oltre alle mete super classiche (rifugio Valasco, rifugio Gardetta, ecc.) ti potrei consigliare la capanna Ussolo e il colle Ciarbonet in valle Maira. Se invece cerchi un libro ti consiglio sicuramente questo oppure il nostro. Buone escursioni!

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