Alla ricerca di “tremblez tyrans”, antica incisione su pietra tra le colline Bovesane, 920 m – Valle Colla

Bella passeggiata in un territorio ricco di scorci tutti da scoprire per vivere un pezzo di storia che si aggiunge alle nostre mai complete conoscenze del territorio bovesano. L'incisione su pietra "tremblez tyrans" (tremate tiranni) è situata in un luogo poco frequentato ed è stata fatta nel periodo in cui il popolo, sentendo su di sé un'oppressione divenuta insopportabile, dopo anni di tasse e sfruttamento da parte dei nobili e governanti dell'epoca chiedeva a gran voce la liberazione da un governo di tiranni.

Entrando in Boves dalla provinciale 21 (la "bovesana") seguire corso Bisalta fino alla chiesa di San Carlo. Svoltare a destra in via Cerati e percorrere in auto il breve tratto fino ad uno slargo sulla destra con fontana. Lasciare l'auto dove possibile nei paraggi. A piedi percorrere poi un centinaio di metri di strada verso la frazione Cerati e svoltare a destra sulla prima sterrata (via Costalunga).

  • Ascesa: 430 m circa
  • Distanza: 9,6 km circa
  • Altitudine partenza: 600 m
  • Altitudine massima: 986 m
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Ad anello:
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Alcuni anni addietro, nel mio girovagare tra le colline bovesane, avevo scovato per caso un’antica incisione su pietra risalente al 1796, quindi ai tempi di Napoleone Bonaparte al termine della rivoluzione francese, che recava la scritta “tremblez tyrans”. Ne ero rimasto incuriosito chiedendomi a cosa potesse riferirsi e il perché di questa incisione proprio qui. Con il passare del tempo avevo relegato tutto nel dimenticatoio. Ora, a distanza di qualche anno, mi è tornato improvvisamente l’interesse e, con qualche informazione in più, la curiosità di tornare sul posto.

24 marzo 2019. Ci incamminiamo sulla sterrata di via Costalunga. La strada regala alcune belle visuali sulla collina dei due castelli.

A un primo bivio svoltiamo subito verso destra addentrandoci in un bosco di castagni.

Arrivati ad un bivio (palina) abbandoniamo la strada che prosegue a destra in salita per dirigerci sul viottolo erboso pianeggiante che taglia i vigneti di Costalunga.

Poco più avanti, dopo una leggera curva, è curioso e interessante notare su un casotto l’affresco di una Madonnina datato 22 marzo 1861 (cinque giorni prima, il 17 marzo di quell’anno, era stata proclamata l’Unità d’Italia).

Proseguendo tra i vigneti la stradina termina nei pressi di una casa e riprende su sentiero in lieve flessione addentrandosi nuovamente tra castagni e vecchi casotti in pietra.

Dopo un bellissimo tratto pianeggiante e un’ampia curva arriviamo ad un bivio. Qui tralasciamo la strada che scende verso sinistra (Cerati e Gigutin) e raggiungiamo poco dopo a destra (indicazioni per Sant’Antonio) la strada asfaltata proveniente da Sant’Antonio.

Svoltando a sinistra (indicazioni per tetti Bellone) percorriamo una ventina di metri. Tralasciato ora l’asfalto proseguiamo sulla sterrata diretta nei boschi.

Senza intraprendere altre derivazioni arriviamo a una più ripida salita denominata la mountà ‘d l’asu e, dopo un segmento in piano, approdiamo ad un trivio di strade.

Svoltando a sinistra (poco visibile cartello giallo “fontana Frera”), percorriamo in leggera discesa un lungo tratto nel bosco di abeti fino a superare un rio laterale.

Appena oltre imbocchiamo un sentiero verso destra (segnalazioni assenti) che sale passando sotto a una vecchia casa. Seguendolo per un tratto raggiungiamo la freschissima fontana Frera che scaturisce dalle rocce poco a lato del sentiero.

Dopo la fontana inizia un tratto su sterrata. Poche decine di metri dopo tralasciamo una stradina che scende a sinistra presso un’abitazione. Il percorso procede sinuosamente in salita nel bosco brulicante di erythronium dens-canis (dente di cane), bellissimi fiori viola facilmente scambiabili per ciclamini, incrociando più avanti una strada a gomito dove occorre svoltare decisamente a destra.

La seguiamo per un po’ ignorando alcune diramazioni secondarie fino ad affiancare una vecchia casa posta alla nostra sinistra. Dopo una più ripida salita abbandoniamo la sterrata e svoltiamo verso destra. In breve raggiungiamo infine il punto roccioso oggetto del nostro interesse. Un’insegna recita fonte degli Eroi (920 m). È qui che ritrovo, poco più in alto e leggermente a sinistra, l’antica incisione tremblez tyrans 1796.

La storia di quegli anni ci racconta che:

Dopo la presa della Bastiglia (14 luglio 1789) che segnò l’inizio della grande rivoluzione francese e la morte di Re Luigi XVI avvenuta il 21 gennaio 1793, le classi privilegiate della nobiltà e clero caddero sotto la mannaia, accusati di essere nemici del popolo. A tali eccessi i principi e sovrani d’Europa si impensierirono e temendo che la rivoluzione si estendesse anche nei loro Stati, quasi tutti si unirono contro la Francia. Ed anche il Piemonte ed il nostro paese ebbe a sentire i tristi effetti di questa lotta. Assaliti dagli stranieri, i Francesi non solo riuscirono a difendere il proprio territorio, ma dilagarono nelle nazioni vicine per liberare gli altri popoli dal governo dei tiranni. — Storia popolare di Boves

Sarebbe ora interessante approfondire chi può aver fatto l’incisione e il perché del nome “fonte degli Eroi”. Lasciando agli storici questa incombenza ed esaurita momentaneamente la nostra curiosità, proseguiamo l’anello continuando per un breve tratto la salita che ci porta sul displuvio valle Colla/valle Vermenagna.

Qui raggiungiamo, nell’abetaia, la stradina che collega il pilone della Battaglia al pilone del Moro. Svoltando a destra perveniamo, poco più avanti, ad un trivio di sentieri: quello di destra scende verso la frazione Cerati; quello di sinistra contorna la collina del pilone della Battaglia e proseguendo diritto (quello che scegliamo, indicazioni rosse SMO su alberi) sale al pilone della Battaglia (986 m).

Lo raggiungiamo con una bella vista verso la pianura.

Scendiamo in seguito dalla parte opposta su un lungo prato in pendenza incrociando poco più in basso il sentiero dei faggi.

Proseguendo ancora in discesa per qualche decina di metri svoltiamo infine a destra verso un piccolo gruppo di case fermandoci, poco più in basso, per una sosta a un grazioso belvedere.

Da lì un breve tornante in discesa ci porta alla sottostante segheria, di fronte alla quale una gradinata scende verso la fresca fontana del Bandito dove si può far rifornimento d’acqua.

Riprendiamo la discesa nel bosco percorrendo un lungo tratto e richiudendo l’anello al bivio per la fontana Frera. Da lì, torniamo alla base seguendo il percorso precedentemente fatto in salita tra le colline di Costalunga.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (6)

  1. Roberto Saba


    Bellissima camminata in mezzo a boschi densi di vita, con scorci di panorama suggestivi. Io (che sono fuori allenamento) ci ho messo 2 h ad arrivare al Pilone della Battaglia, prendendomela comoda e fermandomi per foto. Ottime le indicazioni, da seguire alla lettera! Se ho avuto qualche incertezza è stato per insicurezza mia!! Grazie!!


    • Grazie Roberto per il feedback. Ho cercato di essere il più preciso possibile nella descrizione ma qualche volta non basta. Ciao, alla prossima!


  2. Bella gita che abbiamo fatto seguendo le tue indicazioni. Volevo segnalarti una Madonna (sembra una Madonna Nera con Santi) del 1848 poco prima della Madonna del 1861. Forse la conosci già ma te lo dico lo stesso. Grazie ancora.

    Paco (mio soprannome da quando ho due anni)


    • Ciao Paco. E’ vero, quella Madonna è su un casotto a sinistra. Veramente non mi sono mai soffermato ad osservarla così attentamente. Ora mi hai messo la curiosità. Grazie, ciao.


  3. Bellissima e interessante passeggiata sulle colline Bovesane, descritta molto bene. Grazie.

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.