Anello ai forti est del Colle di Tenda – Valle Vermenagna

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
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Sul colle di Tenda verso la fine dell'ottocento sono state edificate alcune grandiose caserme e imponenti fortificazioni per contrastare un'eventuale invasione francese. Sull'arco alpino che dalla cima Pépin va alla Rocca dell'Abisso sono sei i forti che si possono visitare dall'esterno, divenuti ora di proprietà francese dopo il trattato del 1947.

Accesso in auto:

Si raggiunge la base di partenza dell'escursione da Limone Piemonte seguendo la strada che conduce al traforo del Tenda. Poche decine di metri prima del semaforo si svolta a destra e si perviene alle piste da sci di quota 1400. La strada, asfaltata, si sviluppa con numerosi tornanti a fianco delle piste e termina alta nei pressi del bar ristorante "Le Marmotte" (1804 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 620 metri circa
  • Distanza: 14,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.804 metri
  • Altitudine massima: 2.344 metri
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Sul percorso: bunker, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

L’escursione prevista per oggi ci porterà a far visita ai tre forti che sono situati nella parte est del colle di Tenda: Fort Central, Fort Tabourde, Fort Pépin.

Giugno 2015. Ci troviamo con l’auto presso il parcheggio del colle di Tenda, di fronte al ristorante-bar “Le Marmotte”. Due sterrate proseguono oltre. Seguiamo quella sul versante italiano che procede in leggera salita diagonale verso sinistra (direzione sud-est) e, dopo circa un chilometro e mezzo, l’abbandoniamo per deviare a destra sulla strada chiusa da una sbarra.

Qui troviamo le segnalazioni per il Forte Tabourde (1942 m) che ci fanno proseguire oltre, su un’ottima sterrata, in costante salita verso sud-est, raggiungendo, dopo circa 3,8 km dalla partenza, il primo forte che troviamo un po’ trascurato.

Arrivo al Forte Tabourde

È comunque molto bello il panorama che si sviluppa ad ovest, con il Mont Chajol (2293 m), la Rocca dell’Abisso  (2755 m), il monte Frisson e parte del Parco naturale del Mercantour. A discreta distanza è ben visibile il Forte Central che visiteremo al ritorno.

Veduta verso il Forte Central (al centro della foto)

Riprendiamo la marcia sul sentiero che dal Forte Tabourde procede quasi in piano verso est ed aggira un costone, oltre il quale si entra in una bellissima comba, denominata La Vallette.

Lasciamo alle nostre spalle il Forte Tabourde

Lasciata a sinistra una stradina (indicazioni), il sentiero prosegue incidendo la parte centrale della valletta e, in costante salita tra fiori e qualche macchia di neve, termina alta sul Col de la Vallette (6,5 km dalla partenza).

La valletta

In salita verso il Col de la Vallette

Siamo a pochi passi dalla panoramica Cima del Becco Rosso (2214 m), che notiamo sovrastata da una grande croce lignea.

La cima del Becco Rosso

Dal col de la Vallette (2206 m) l’anello prosegue verso destra (est). Ci si porta in quota con alcuni zig-zag (scorciatoie) e svoltando poi decisamente a destra per andare al Forte Pépin (indicazioni).

Verso est si nota parte della sterrata in quota che conduce a Monesi

Lasciamo momentaneamente la strada per il forte, che percorreremo al nostro ritorno, per risalire la china erbosa che con decisione ci condurrà sulla panoramica Cime de Pépin (2344 m).

Dossi erbosi che conducono alla Cima Pépin

Dall’alto avremo ottime visuali che guardano verso la cima della Fascia (2495 m), il Marguareis (2651 m), il Monte Bertrand (2482 m), alternate a splendidi colpi d’occhio sulla strada sterrata tutta in quota che, partita da Limone Piemonte, serpeggia verso il lontano Monesi.

Dopo aver superato alcuni dossi e aver raggiunta la cima sormontata da un ometto di pietre, divalliamo a sud, scendendo sull’imponente Fort Pépin (2263 m) (8 km dalla partenza). Appare meglio conservato del precedente, con mura possenti, circondato da un fossato.

Dalla cima Pépin, discesa verso l’omonimo forte

Vista incomparabile sulle Alpi Marittime dal fossato del Forte Pepin

Mentre a destra (nord) si prosegue verso i colli della Perla e della Boaria (cartelli), per evitare un tratto franato e tornare sui nostri passi ripercorriamo a ritroso qualche decina di metri in salita verso la Cima Pépin poi svoltiamo a sinistra scendendo sulla strada sterrata che ci ricondurrà al Col de la Vallette.

Attorno al fossato

Al ritorno dal Forte Pépin

Arrivati nei pressi del confine e di una costruzione diroccata ci fermiamo per la pausa pranzo presso il “ristorante dei fiori” (così abbiamo denominato lo spiazzo erboso puntellato da migliaia di fiorellini multicolore) con una gran bella veduta verso nord-est.

Arrivo al “ristorante dei fiori”

In discesa verso il Becco Rosso

Becco Rosso

Riprendiamo infine la strada per fare una piccola puntatina sul vicinissimo Becco Rosso e poi sui sentieri per tornare verso il Colle di Tenda dove ci aspetta ancora il Forte Centrale, chiaramente il più importante tra i tre, con visita anche dei muri di una gigantesca caserma che negli anni della guerra deve aver ospitato centinaia di soldati.

In discesa sulla strada che conduce verso il Forte Centrale

Zoom sul Forte Centrale

Arrivo al Forte Centrale

Al termine, superata la caserma, non rimane che riprendere la strada diretta che ci riporterà al parcheggio.

Caserma al Forte Centrale

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Carta A.S.F. 4, 1:25.000

Institut Geographique National

Vallée des Merveilles, Val Vermenagna

Carta n. 114, 1:25.000

Carta n. 114, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie, St. Dalmas de Tende

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Bibliografia

Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

Elio Dutto, Valerio Dutto

Cuneotrekking, 2017

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)


  1. Grazie!!!…spero di riuscire a farlo nelle prossime settimane!


  2. Farò lo stesso percorso domani 27/6. Non ho trovato nella traccia alcun waypoint. E’ corretto?
    Complimenti per le ottime escursioni.


  3. Come comunicato ieri oggi ho fatto la medesima escursione, anche per provare alcune cose che dirò in seguito.
    Poco dopo il Forte Tabourd, nella Valletta, in concomitanza con una casa da pastore (disabitata) abbiamo iniziato ad essere circondati da nugoli di zanzare arrabbiatissime che ci hanno punzecchiato continuamente fino al nostro rientro alla macchina (e quindi anche al Forte Pépin dove siamo riusciti a pranzare sempre schiacciando zanzare cvhe succhiavano il nostro sangue). E’ stata una brutta sorpresa in quanto non credevo che a 2280 metri riuscissero a sopravvivere le zanzare. Abbiamo incontrato diverse persone e tutte manifestavano lo stesso inconveniente: zanzare, zanzare, zanzare (perfino davanti al ristorante La Marmotta).
    Ed ora un quesito. Ho 2 gps (ETrex Vista HCX e un Oregon 400). Ultimamente utilizzavo più frequentemente l’Oregon in quanto touch screen e con uno schermo più grande….
    Quando scaricavo l’escursione con Mapsource trovavo forti discordanze tra la misurazione dell’Oregon e quanto mi veniva visualizzato sul Mapsource.
    Oggi ho deciso di portare entrambi i gps, di accenderli nello stesso istante, di appenderli ad uno spallaccio dello zaino e di spegnerli contestualmente all’arrivo alla macchina.
    Al ritorno a casa ho scaricato le traccie ed ho avuto le seguenti sorprese:
    1) traccia sul gps Oregon distanza 15 kilomedtri e 340 metri;
    2) traccia sul Vista HCX 15 kilometri e 120 metri,
    3) su Mapsource lo sviluppo del tracciato dà 14 km e 600 metri per quello dell’Oregon e 14 Km e 700 metri per quello del Vista HCX.
    Non c’è nessuna uniformità…e non riuscendo a capire la cosa mi sono chiesto; qual è la lunghezza corretta? Vi è capitato di notare simili discordanze? Perchè il tracciato del gps risulta più lungo di quello su Mapsource.
    Riuscite a fornirmi una spiegazione? Magari è banale ma io….non ci arrivo!
    Grazie.
    Albino

    • Valerio Dutto


      Ciao Albino, mi spiace per le zanzare! Ne sappiamo qualcosa perché lo scorso anno ci è capitata una cosa simile dalle parti del Palanfrè e siamo tornati a casa con decine e decine di punture. Purtroppo quando sono troppe rovinano il piacere di un’escursione!

      Per quanto riguarda la tua domanda sulla discrepanza tra le lunghezze posso confermarti che si tratta di una cosa del tutto normale dovuta in parte all’intrinseca imprecisione del GPS (dettagli) e in parte agli algoritmi di calcolo utilizzati su computer e dispositivi. La motivazione che ci sta dietro è un po’ lunga da scrivere in un commento per cui mi piacerebbe approfondirla in un articolo dedicato. Nel frattempo ti rimando a questo commento a cui avevo risposto tempo fa: come potrai vedere si parla di ascesa, ma il discorso è analogo anche per le lunghezze.


      • Grazie Valerio per la risposta al quesito tecnico; se non capisco male però la precisione rimane un’utopia!
        Per le zanzare…non ti dico come sono le gambe e braccia oggi! Incredibile! Non mi era mai successo una cosa simile!
        Grazie.
        Albino

  4. Cesare Gaggio


    Buongiorno. È da qualche tempo che vorrei intraprendere il giro dei Forti qui proposto: dovrei riuscirci (condimeteo permettendo) il primo week end di settembre. Volevo un consiglio: visto che avrei qualche difficoltà a raggiungere il ristorante “Le Marmotte” in quanto privo di vettura, è possibile sfruttare come punto di partenza l’arrivo della seggiovia Cabanaira ripercorrendo a ritroso (Fort Pepin – Fort Tabourde – Fort Centrale) il tragitto proposto per poi rientrare nei pressi di Baita 2000 per guadagnare quota 1400 via seggiovia? Il percorso così modificato è tecnicamente possibile ed è segnalato in qualche modo? Ammetto di essere un camminatore estremamente occasionale, non vorrei imbarcarmi in un’avventura che potrebbe rivelarsi spiacevole…

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi io e il mio amico e collega di lavoro Davide abbiamo intrapreso questa escursione, più o meno seguendo questo percorso proposto qui.
    Decidiamo di partire abbastanza presto per poter mangiare pranzo allo chalet all’inizio del percorso. Così alle 8:15 siamo dalla partenza: Il tempo é ottimo, ci sono 14 gradi e si sta davvero bene.
    Decidiamo di puntare al Colle di Tenda per poi svoltare a sinistra sulla Via del Sale in direzione del Forte Centrale.
    Dopo una breve visita passiamo oltre verso il Fort Tabourde.
    La via punta verso Sud e qui incontriamo una bella zona d’ombra in cui patiamo il freddo, anche a causa di un vento freddo proveniente da Ovest.
    Al forte ci fermiamo per riposare, io decido di fare qui l’ormai classico video per il mio canale Youtube.
    A questo punto decidiamo, a differenza dei ragazzi di Cuneotrekking, di seguire ciecamente la Via del Sale: sono anni che non torno in questa zona e decido di non rischiare e di seguire la sterrata militare.
    La salita é regolare, non ripida ma molto lunga, qui il collega fatica un po’.
    Arriviamo sotto la Cima del Bec Rosso dove ci concediamo una seconda sosta. Scelta sbagliata…
    Veniamo invasi dalle mosche, alcune di esse ci pungono sulle gambe.ripartiamo subito verso il Forte Pepin.
    Ci arriviamo dopo 2 ore e mezza dalla partenza, sono le 10:45.
    Un quarto d’ora di sosta in cui studio la zona circostante e noto che la neve ormai sta scomparendo velocemente: la Rocca dell’Abisso é quasi sgombra così come la via normale del Marguareis, due vette che quest’anno voglio riprovare a scalare.
    Ritorniamo indietro e Davide, spinto dal pensiero di una bella polenta allo chalet🙂, propone le scorciatoie…
    Così tagliamo i tornanti fino alla curva verso Sud in direzione del Tabourde, dove abbandoniamo la Via del Sale per prendere la Via Alpina GTA che si ricongiunge più in basso.
    La discesa é riposa e un po’ scivolosa ma si procede.
    Ultimo taglio: giriamo a destra lasciandoci a sinistra il Forte Centrale arrivando al piazzale dove abbiamo parcheggiato.
    Sono le 12:15, un’ora e un quarto per scendere dal Pepin, la fame é proprio brutta🙂.
    Così per finire in bellezza ecco due polente (buonissime) polente allo chalet Le Marmotte.
    Bella gita, a Davide é piaciuta molto, ed io ho rivisto un posto che non vedevo più da anni. Il tempo é stato ottimo, solo a fine escursione il tempo ha iniziato a guastarsi.
    Un saluto da Mattia e Davide.


    • Bravo Mattia che continui a fare da tutor con i tuoi compagni di lavoro. Silvia non è potuta venire o continua ad avere problemi al ginocchio?
      (Com’era la polenta allo Chalet?) Ciao.

      • Mattia Bertero


        Silvia sta molto bene, questa volta non è potuta venire per altri impegni. La scorsa settimana io e lei siamo andati al Becco Rosso in Valle Stura e quella prima ancora al Rifugio Don Barbera. Il ginocchio fortunatamente é guarito. La polenta da Le Marmotte l’abbiamo trovata squisita, te la consiglio caldamente, bisogna solamente prenotare che nei giorni del weekend é sempre pieno. Un saluto.

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