Anello all’Alpe di Rittana, 1796 m – Valle Stura

L’Alpe di Rittana è formata da una lunga china erbosa che da nord a sud si eleva sulla sinistra orografica della Valle Stura al confine con la Val Grana. Il paesaggio che si gode dalla cima è grandioso e, a seconda delle condizioni del tempo e della stagione, può essere spettacolare.
Accesso in auto: La base di partenza, il Chiot Rosa (1185 m), si raggiunge superando, in sequenza, gli abitati di Borgo San Dalmazzo e Beguda. Giunti a Gaiola, ad inizio del paese prendere la deviazione per Rittana proseguendo oltre. Tra le molte indicazioni segnaletiche, seguire quella per il Gorrè. Dal Gorrè occorrono altri 900 metri di strada per raggiungere il parcheggio.

Dati tecnici

  • Ascesa: 610 metri circa
  • Distanza: 8,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.185 metri
  • Altitudine massima: 1.796 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Borgata, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

È trascorso un mese da quando abbiamo compiuto questa escursione. La proponiamo solo ora perché è una di quelle mete facili, vicine ed appaganti che può andare bene in qualunque stagione dell’anno.

4 settembre 2013. Abbiamo a disposizione poco più di mezza giornata e per non sprecarla pensiamo ad un’escursione vicino a casa.

L’Alpe di Rittana, che avevo salito tempo fa con le ciastre, ci sembra una meta adatta al caso nostro. Oggi ci ritorneremo per vederla ancora rivestita col manto estivo.

Lasciata la macchina al parcheggio, iniziamo la camminata sulla sterrata che prende a salire a sinistra (ovest) dietro le prime case ristrutturate. Camminiamo avendo costantemente di fronte a noi le gobbe del Monte Tagliarè (1654 m) e della Rocciaia (1621 m).

Le gobbe del Tagliarè (a sinistra) e della Rocciaia

Lungo il percorso affianchiamo altre bellissime baite ma anche vecchi casolari semi diroccati. Dopo un buon tratto, la strada entra nel bosco e, in una curva a gomito, supera su un ponticello un rio.

Il tratto di strada seguente porta alla mitica borgata partigiana di Paralup, descritta ampiamente sui libri di Nuto Revelli.

Tra le case e il museo della borgata di Paralup

Ad inizio borgata la stradina sterrata continua il suo corso verso destra entrando nel vivo del bosco con alcune giravolte e puntando verso l’alto.

Verso il termine del bosco

Superati gli ultimi tratti tra le betulle, usciamo allo scoperto avvicinandoci all’abitazione del margaro.

Abitazione del margaro

Lasciato a destra un sentiero che utilizzeremo al ritorno, seguiamo un percorso ripido e diretto che punta verso la cresta con un sentiero che, dopo le ultime piogge, si è lasciato andare. Corti tornantini ci trasferiscono sulla dorsale, nei pressi di un piloncino (con libro di vetta) ed una grande croce lignea (croce di Rocca Stella – 1636 m), oltre la quale ci affacciamo sulla Valle Grana.

In salita verso l’Alpe

Ultimi metri prima del crinale

Appena più in là ci fa compagnia una mandria di mucche al pascolo.

Arrivo alla croce di Rocca Stella

Dalla croce svoltiamo a sinistra riprendendo la salita lungo il crestone che conduce alla cima, non molto distante, superando due piccole balze.

Salendo verso l’Alpe

La raggiungiamo senza alcuna difficoltà (1796 m – 4,5 km dalla partenza).

Panorama a sud-ovest verso l’Argentera

Sulla cima dell’Alpe. Sguardo verso il Beccas di mezzogiorno

Panoramica su parte delle Marittime

Al centro, veduta dall’Alpe sul ripiano di Rocca Stella

Veduta sul Tagliarè

La posizione defilata di questa modesta cima fa sì che possa offrire una vista grandiosa sulla pianura cuneese e sull’arco delle Alpi Liguri, Marittime e Cozie, spaziando dalla Bisalta al Becco Alto dell’Ischiator.

Oltre la cima, la salita prosegue verso il Beccas di Mezzogiorno. Un po’ di foschia sulla pianura non ci lascia vedere troppo in là. Ripresa più tardi la discesa, la interrompiamo per un veloce spuntino nei pressi della croce di Rocca Stella.

Nel cippo di pietre è inserita una madonnina ed anche il libro di vetta. Riprendiamo più tardi la discesa proseguendo un tratto sulla dorsale.

Ancora vedute dell’Alpe durante la discesa a valle

Poco prima di divallare verso il bosco seguiamo il sentiero , utilizzato spesso dai ciclisti MTB, che svolta a destra che ci riporta nei pressi dell’abitazione del margaro.

Appena prima, dalle vasche abbeveratoio, svoltiamo sul sentiero di sinistra seguendo un dolce e rilassante percorso che si infila inizialmente nel bosco toccando, più avanti, lo spartiacque Stura/Grana. Il sentiero poi si insinua tra verdissimi boschetti colonizzati da betulle; tornato più avanti sul versante Stura, va infine a confluire sulla strada sterrata nei pressi di alcune abitazioni stupendamente ristrutturate.

Da qui ridiscendiamo terminando l’escursione al Chiot Rosa.

Sul bel sentiero di discesa nel bosco

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Continua l’apprendistato dei miei colleghi di lavoro alla montagna.
    Questa volta solamente il Davide è disponibile a scarpinare sui monti assieme a me.
    La meta scelta è l’Alpe di Rittana, la giornata si preanuncia stupenda e così è stato, con due novità che mi sono ritrovato lungo la via.
    Decidiamo di partire non troppo presto così arriviamo al Chiot Rosa solamente alle 9:00 di questa mattina tanto la temperatura non si eleverà ulteriormente e avremmo il Sole che ci riscalderà le ossa, il tempo è perfetto e fa addirittura caldo per la stagione (la macchina mi ha segnato 6 gradi sopra lo zero).
    Partiamo sulla strada asfaltata in direzione di Paraloup, tra una chiacchierata e l’altra ci arriviamo in poco tempo dove svoltiamo decisi verso Nord in direzione del Gias del malgaro.
    Ogni tanto arriva il vento ma con nostro stupore è solamente frescolino, in alcune sferzate sembrava addirittura caldo!!
    Arrivati ala casa del malgaro notiamo che almeno due gruppi di escursionisti stanno già affrontando la salita verso la cresta di Rocca Stella.
    La salita verso essa si prospetta un po’ problematica per la presenza di fango sul sentiero che ci rende i passi difficili.
    Arrivati alla Croce di Rocca Stella il panorama si apre, la vista dell’arco alpino innevato si allunga a Nord fino al Monte Rosa, sulla pianura è presente una nebbia che copre tutto, sospettiamo che sia più colpa dello smog che degli eventi naturali…
    L’ultimo tratto verso la cima dell’Alpe si presenta un po’ duro per Davide, sovente si è fermato per riprendere fiato.
    Un passo alla volta arriviamo all’Alpe e qui c’è la prima novità: esattamente il 29 ottobre di quest’anno è stata piantata una croce con il relativo libro di vetta, già ampiamente utilizzato vista l’accessibilità della montagna.
    Sono le 10:45 e decidiamo di anticipare il pasto, nel frattempo escursionisti continuano ad arrivare sia dalla nostra via, sia dal sentiero di cresta dello spartiacque Stura-Grana.
    Mentre il mio collega si riposa io ne approfitto per girare il mio consueto video per il mio canale You Tube e, con la cartina in mano, mi studio altri possibili itinerari nella zona.
    Alle 12:05 iniziamo la discesa mentre tanti altri continuano ad arrivare, il tempo inizia un po’ a guastarsi ed un vento freddo invernale inizia a farsi sentire con prepotenza.
    Davvero tanta gente oggi…
    A Paraloup vengo a conoscenza della seconda novità: la presenza di un rifugio/bar aperto tutto l’anno, aperto da poco presumibilmente.
    Decidiamo di entrare e di mangiarci una bella e calda polenta.
    Alle 14:30 siamo dalla macchina.
    Davvero una bella giornata in un posto che conosco molto bene ma sempre bello tornarci, poi una polenta calda in inverno non si rifiuta mai, al mio collega è piaciuto davvero tanto e il suo amore per la montagna continua a crescere.
    Un saluto da Mattia e Davide.


    • Bravo Mattia che fai da tutor in montagna dei tuoi colleghi di lavoro. E’ molto importante che prendano confidenza da una persona esperta. Bravo anche che li conduci su itinerari semplici ma molto panoramici. Sapevo dell’esistenza del bar a Paraloup ma non pensavo fosse aperto tutto l’anno. Continua così. A proposito, il ginocchio di Silvia come va? Un saluto a voi e al tuo amico Davide.

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        Grazie, i due colleghi che ho iniziato a portare su con me (Davide e Robert) stanno iniziando ad essere ansiosi di tornare tra i monti, continuano a chiedermi nuovi itinerari e nuovi posti da vedere, non resta che accontentarli 🙂
        Silvia migliora, cammina agevolmente ma sempre con l’aiuto della stampella, adesso dovrebbe iniziare una piccola fisioterapia (ha la visita da fisiatra questa settimana).
        Per fortuna dalle analisi e dalle lastre non si è evidenziata nessuna rottura, solo un fortissimo trauma, sarebbe stato ancora peggio il recupero…
        Speriamo bene, a lei sta mancando la montagna ed a me manca un po’ la sua presenza lassù tra i monti.


  2. Buongiorno!Questa bellissima escursione si può svolgere in sicurezza per valanghe anche con le ciaspole? Grazie!


    • Ciao Giulia. Puoi salire tranquillamente ora, sia da Paralup che dal costone. La neve è poca e trovi la traccia. Ciao e buona gita!

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